La Febbre di Lassa è una malattia emorragica acuta, presente in Africa occidentale, causata da un virus trasmesso all’uomo dal contatto con cibo o oggetti contaminati da escrementi di roditori


immagine al microscopio

La febbre di Lassa è una zoonosi, gli uomini si infettano per contatto con animali infetti. Il serbatoio animale, o ospite, del virus Lassa è un roditore del genere Mastomys, comunemente noto come il "topo multimammate." I topi Mastomys con infezione da virus Lassa non si ammalano, ma possono diffondere il virus attraverso le urine e le feci.

La malattia è endemica nella popolazione dei roditori in alcune parti dell'Africa occidentale: Benin, Ghana, Guinea, Liberia, Mali (diagnosticata per la prima volta nel febbraio 2009), Sierra Leone e parti della Nigeria, tuttavia probabilmente esiste anche in altri paesi. E' causata dal virus Lassa, appartenente alla famiglia Arenavirus e trasmessa all’uomo dal contatto con cibo o oggetti contaminati da escrementi di roditori.

Possono verificarsi anche infezioni per trasmissione da persona a persona e infezioni di laboratorio, in particolare in ambiente ospedaliero in assenza di adeguate misure prevenzione e controllo.

Anche se la malattia è stata descritta negli anni ‘50, il virus è stato identificato solo nel 1969, quando due infermiere missionarie morirono a causa di questa malattia nella città nigeriana di Lassa. Circa l'80% delle persone che si infettano con il virus di Lassa non presentano sintomatologia. Una infezione su cinque causa forme gravi di malattia, in cui il virus colpisce diversi organi come fegato, milza e reni.

Poiché il decorso clinico della malattia è variabile, è difficile fare una diagnosi. Tuttavia, quando la presenza della malattia è confermata in una comunità, l’isolamento tempestivo dei pazienti affetti, una buona protezione, buone pratiche di controllo dell’infezione e la rigorosa ricerca dei contatti può arrestare i focolai.

La diagnosi e il trattamento tempestivi sono, quindi, essenziali.

Le persone di solito si infettano attraverso il contatto con le urine o le feci di roditori Mastomys infetti. Il virus si può trasmettere anche attraverso il contatto diretto con sangue, urine, feci, o altre secrezioni corporee di una persona infetta. Non ci sono evidenze epidemiologiche a supporto che la diffusione tra gli uomini avvenga per via aerea. La trasmissione da persona a persona si verifica sia in comunità che in strutture sanitarie, dove il virus può diffondersi da dispositivi medici contaminati, quali aghi riutilizzati. È stata riportata anche la trasmissione del virus Lassa per contatto sessuale.

La febbre di Lassa colpisce qualsiasi fascia di età ed entrambi i sessi. Le persone a maggior rischio sono quelle che vivono nelle zone rurali, dove si trovano di solito i roditori Mastomys, specialmente nelle comunità affollate e con scarsa igiene. Gli operatori sanitari sono a rischio se assistono pazienti con febbre di Lassa, in assenza di adeguati dispositivi di protezione individuale e corrette misure per il controllo delle infezioni.

Il periodo di incubazione della febbre di Lassa varia da 6 a 21 giorni.

L'insorgenza della malattia, quando è sintomatica, è di solito graduale, iniziando con febbre, debolezza generale e malessere. Dopo pochi giorni possono comparire mal di testa, mal di gola, dolori muscolari, dolore toracico, nausea, vomito, diarrea, tosse e dolore addominale.

Nei casi più gravi si possono avere edemi del volto, liquidi nella cavità polmonare, sanguinamento da bocca, naso, vagina o del tratto gastrointestinale e pressione sanguigna bassa. Si possono notare proteine nelle urine. Nelle fasi successive si possono osservare shock, convulsioni, tremori, disorientamento e coma. Sordità si verifica nel 25% dei pazienti che sopravvivono alla malattia. In metà di questi casi, l'udito torna parzialmente dopo 1-3 mesi. Perdita di capelli e disturbi transitori della deambulazione possono verificarsi durante la guarigione.

Il decesso di solito avviene entro 14 giorni dalla comparsa dei sintomi nei casi mortali. La malattia è particolarmente grave in gravidanza avanzata, con decesso della madre e/o perdita del feto, in più dell’80% dei casi durante il terzo trimestre di gravidanza.
Il tasso di mortalità si aggira intorno all’1%, tuttavia in pazienti ospedalizzati con casi gravi di Febbre di Lassa può raggiungere il 15%.


 

Poiché i sintomi della febbre di Lassa sono vari e non specifici, la diagnosi clinica è spesso difficile, soprattutto nelle prime fasi del decorso della malattia. La febbre di Lassa è difficile da distinguere da altre febbri emorragiche virali, quale la malattia da virus Ebola, e da molte altre malattie che provocano febbre, quali la malaria, la shigellosi, la febbre tifoide e la febbre gialla.

La diagnosi definitiva richiede un test che è disponibile solo in laboratori specializzati (laboratori con sicurezza BSL4). I campioni di laboratorio possono essere pericolosi e devono essere maneggiati con estrema cura. Infezioni da virus Lassa possono essere diagnosticate definitivamente solo in laboratorio utilizzando i seguenti test:

  • metodo ELISA
  • test di individuazione dell'antigene
  • trascrittasi inversa PCR (RT-PCR)
  • isolamento del virus da colture cellulari.

Una terapia di supporto, con reidratazione e trattamento sintomatico, migliora la sopravvivenza.

Disponibile un trattamento antivirale specifico a base di ribavirina, in grado di ridurre la letalità se iniziato precocemente. Non ci sono evidenze per sostenere la ribavirina come trattamento profilattico post-esposizione.

Prevenzione e controllo

La prevenzione della febbre di Lassa si basa sulla promozione della buona "igiene di comunità" per scoraggiare i roditori ad entrare nelle abitazioni. Misure efficaci consistono nel depositare grano e altri prodotti alimentari in contenitori a prova di roditori, nello smaltimento dei rifiuti lontano dalle abitazioni, nel mantenere pulite le case e allevare gatti. Poiché i topi Mastomys sono numerosi nelle aree endemiche, non è possibile eliminarli completamente. I membri della famiglia devono essere sempre attenti ad evitare il contatto con sangue e fluidi corporei mentre assistono le persone malate.

Nelle strutture sanitarie, il personale deve sempre applicare le misure standard di prevenzione e controllo, quando assiste i pazienti, a prescindere dalla loro diagnosi presunta. Tali misure includono l'igiene delle mani, l’igiene respiratoria, l'uso di dispositivi di protezione individuale (per bloccare schizzi o altro contatto con materiale infetto), pratiche di iniezione e di sepoltura sicure.

Gli operatori sanitari che assistono pazienti sospetti o confermati devono applicare misure supplementari di controllo delle infezioni per evitare il contatto con sangue e fluidi corporei del paziente e superfici o materiali contaminati quali l'abbigliamento e la biancheria da letto. Nei contatti stretti (entro 1 metro) con pazienti con febbre di Lassa, gli operatori sanitari devono indossare dispositivi di protezione faciali (visiera o mascherina e occhiali), un camice pulito, non sterile, a maniche lunghe e guanti (guanti sterili per alcune procedure).

Anche gli operatori di laboratorio sono a rischio. I campioni prelevati dalle persone e dagli animali per effettuare il test del virus Lassa, dovrebbero essere trattati da personale formato appositamente ed analizzati in laboratori adeguatamente attrezzati in condizioni di massimo contenimento biologico.

Profilassi

Non esiste, attualmente, un vaccino che protegge contro la febbre di Lassa.

Rischio per i viaggiatori

Molto basso per la maggior parte dei viaggiatori. Tuttavia possono essere esposti al rischio di infezione i viaggiatori di zone rurali o aree forestali in paesi o aree a rischio. In rare occasioni, i viaggiatori provenienti da aree dove la febbre di Lassa è endemica hanno esportato la malattia in altri paesi. Anche se la malaria, la febbre tifoide e molte altre infezioni tropicali sono molto più comuni, la diagnosi di febbre di Lassa deve essere presa in considerazione in pazienti con febbre di ritorno dall'Africa occidentale, soprattutto se sono stati in zone rurali o in ospedali nei paesi dove la febbre di Lassa è endemica. Gli operatori sanitari che visitano un caso sospetto di febbre Lassa devono contattare immediatamente le autorità sanitarie locali e nazionali per una consulenza e per provvedere ai test di laboratorio.


Le informazioni pubblicate in "La nostra salute" non sostituiscono in alcun modo i consigli, il parere, la visita, la prescrizione del medico.

Data di pubblicazione: 16 luglio 2015, ultimo aggiornamento 3 agosto 2016