Malattia di Hansen (lebbra), malattia di Whipple e malattia di Lyme


immagine di un ricercatore in laboratorio

Tra le malattie infettive e parassitarie rare rientrano la malattia di Hansen (lebbra), la malattia di Whipple e la malattia di Lyme

Malattia di Hansen (lebbra)

La malattia di Hansen, più nota come lebbra, interessa i nervi periferici, la pelle e le mucose delle vie aeree. Provoca segni fisici e deformità che nei secoli sono stati associati a uno stigma negativo e hanno spesso comportato emarginazione per i malati e le loro famiglie.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità nel 2012 sono stati rilevati 232.857 nuovi casi di lebbra al mondo. Le stime parlano di circa 1-2 milioni di malati con disabilità irreversibili legate al morbo di Hansen. La maggior parte dei casi si concentra nei Paesi tropicali e subtropicali, in particolare India, America Latina e Africa.
L’insorgenza della malattia può verificarsi a qualsiasi età, ma la maggior parte degli esordi è intorno ai 20-30 anni. L’incubazione è lunga, in media 5-7 anni e può anche essere superiore a 40 anni.

Malattia di Whipple

La malattia di Whipple è un’infezione cronica rara. È anche detta lipodistrofia intestinale, poiché è osservato l’accumulo di materiale lipidico nei vasi linfatici intestinali e nei linfonodi.
La malattia interessa maggiormente la mucosa dell’intestino tenue, ma anche altri organi (cuore, polmoni, occhi, cervello, etc.) sono coinvolti. Colpisce prevalentemente uomini di 30-60 anni, in maggioranza soggetti caucasici nell’Europa centrale e in Nord America.

Malattia di Lyme

Si tratta di una malattia infiammatoria trasmessa da zecche del genere Ixodes. Prende il nome dalla città di Lyme, nel Connecticut, dove si registrò una serie di casi nel 1975. La patologia è diffusa negli USA ma anche in Europa, ex URSS, Giappone e Cina.
In Italia i primi casi si sono osservati negli anni Ottanta, soprattutto in Liguria, Friuli, Veneto, Emilia Romagna e Toscana. La malattia è provocata da una spirocheta, la Borrelia burgdorferi, che penetra attraverso la cute con il morso di zecca. Può colpire i linfonodi (e causare adenopatia regionale) o diffondersi nel sangue e di lì ad altri organi e tessuti, interessando la cute con manifestazioni eritematose.
Se si identifica una zecca a livello della pelle è raccomandabile fare poi attenzione agli eventuali segni e sintomi per un periodo di 30 giorni, e, in modo particolare al manifestarsi di una lesione cutanea nel sito della puntura (che può essere indice della malattia di Lyme) o di una temperatura corporea superiore ai 38°C.


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Data di pubblicazione: 24 ottobre 2014, ultimo aggiornamento 24 ottobre 2014

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