Si ha quando il sistema respiratorio non riesce a garantire gli scambi gassosi e a mantenere un adeguato livello di ossigeno e/o di anidride carbonica nel sangue


L'insufficienza respiratoria è una condizione nella quale il sistema respiratorio non riesce a garantire gli scambi gassosi e dunque a mantenere un adeguato livello di ossigeno e/o di anidride carbonica nel sangue.

Quando a essere bassa è la concentrazione di ossigeno si parla di insufficienza respiratoria ipossiemica (tipo I o parziale).

Quando invece anche  i livelli di anidride carbonica nel sangue sono elevati si parla di insufficienza respiratoria ipercapnica (tipo II o totale).
In questo caso, soprattutto nelle forme gravi e in quelle a rapida insorgenza, l’eccesso di anidride carbonica presente rende acido il sangue (cioè il pH del sangue arterioso si abbassa sotto 7,30).
In una prima fase i reni tentano di tamponare compensare questo eccesso di acidità, mettendo in circolo dei bicarbonati. Quando anche questo meccanismo di compenso diventa insufficiente, compare l’acidosi respiratoria, una condizione che rappresenta un’emergenza medica.

L’insufficienza respiratoria di tipo I è la forma più comune, si può riscontrare praticamente in tutte le condizioni patologiche che coinvolgano i polmoni. Alcune delle più frequenti sono l’edema polmonare o la polmonite. La forma di tipo II si può riscontrare per esempio nelle forme gravi di broncopneumopatia cronica ostruttiva e di asma.

Si distinguono forme di insufficienza respiratoria acuta (cioè a insorgenza rapida e improvvisa) e cronica (cioè che perdura nel corso di mesi o anni).
Queste ultime possono precipitare per un evento intercorrente (es. un’infezione delle vie aeree) e diventare acute (riacutizzazioni, insufficienza respiratoria acuta-su-cronica).

Le forme di insufficienza respiratoria cronica possono essere caratterizzate da un aumento dei globuli rossi circolanti, un sistema di compenso che l’organismo mette in atto nel tentativo di trasportare quanto più ossigeno possibile.

I pazienti con insufficienza respiratoria cronica, spesso presentano anche una condizione cardiaca nota come cuore polmonare cronico, caratterizzato dall'alterazione della struttura e delle funzioni delle sezioni destre del cuore (il ventricolo destro presenta pareti ispessite e/o dilatate) che si trovano a pompare sangue nel circolo polmonare che, per le alterazioni dell’architettura del polmone, presenta una pressione elevata (ipertensione polmonare).

L’insufficienza respiratoria può derivare dall’alterazione di una delle varie componenti che garantiscono il funzionamento del sistema respiratorio:

  • le vie aeree e gli alveoli polmonari
  • la cassa toracica e i muscoli respiratori
  • i centri respiratori a livello del cervello
  • il sistema nervoso periferico

Perché possa avvenire un corretto scambio dei gas respiratori è inoltre necessario il corretto funzionamento del cuore e una quantità sufficiente di globuli rossi circolanti (e più in particolare di emoglobina, la proteina presente nei globuli rossi deputata al trasporto dell’ossigeno nel sangue).

Sono diverse le malattie e le condizioni che possono produrre danni all’organismo tali da produrre un’insufficienza respiratoria:

  • malattie del sistema nervoso centrale: un tumore, un ictus o un’emorragia cerebrale che coinvolga il tronco dell’encefalo, come anche un’overdose di narcotici possono compromettere di centri del respiro e provocare insufficienza respiratoria
  • alterazioni della colonna vertebrale (per esempio una grave cifoscoliosi) e della gabbia toracica (come uno schiacciamento in seguito ad un trauma) o l’obesità grave possono compromettere la ventilazione polmonare
  • alterazioni dei muscoli respiratori e del sistema nervoso periferico: possono compromettere la capacità di ventilazione (può succedere nei casi di distrofia muscolare, miastenia grave, sindrome di Guillain Barré, sclerosi laterale amiotrofica, poliomielite)
  • alterazioni e ostruzioni delle vie aeree: possono compromettere il corretto passaggio del flusso d’aria (per esempio nel caso di tumori del laringe, edema della glottide da gravi reazioni allergiche, crisi asmatica)
  • alterazioni dell’architettura polmonare e degli alveoli polmonari: possono compromettere la capacità di scambio dei gas respiratori (per esempio broncopneumopatia cronica ostruttiva, enfisema, polmoniti, fibrosi cistica, edema polmonare acuto)

Cause comuni di insufficienza respiratoria di tipo I (ipossiemica) sono:

  • broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO)
  • polmonite
  • edema polmonare acuto
  • asma
  • embolia polmonare massiva
  • fibrosi polmonare
  • obesità
  • cifoscoliosi

Cause comuni di insufficienza respiratoria di tipo II (ipercapnica) sono:

  • broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO)
  • asma
  • miastenia grave
  • avvelenamenti/overdose di droghe o farmaci (es. barbiturici) con depressione dei centri respiratori
  • tetano
  • obesità
  • ipotiroidismo grave (fino al coma mixedematoso)
  • danni (traumi cranici, encefaliti, emorragie, tumori) a carico del cervello

I sintomi dell’insufficienza respiratoria variano a seconda della causa che ha provocato la malattia.

Comuni a tutte le condizioni sono:

  • dispnea e fame d’aria
  • tachipnea (cioè un aumento del numero degli atti respiratori: >30/minuto)
  • movimenti respiratori paradossi (la parete del torace si muove in maniera opposta a quella fisiologica: i polmoni, o parte di essi, si riempiono d'aria, invece di svuotarsi, durante l'espirazione, e viceversa)
  • uso dei muscoli respiratori accessori a riposo
  • cianosi (colorazione bluastra della cute, labbra, unghie)
  • tachicardia (accelerazione del battito cardiaco) e aritmie
  • stato confusionale, ridotto livello di risposta agli stimoli (iporeattività), sonnolenza fino alla letargia e alla perdita dei sensi in presenza di  insufficienza respiratoria acuta, cioè a rapida ed improvvisa insorgenza o di un peggioramento di una condizione cronica, ad esempio a causa di un episodio infettivo

La diagnosi di insufficienza respiratoria si basa sia sulla valutazione del medico sia sull’esecuzione di esami strumentali e test di laboratorio che vengono prescritti dal medico sulla base delle caratteristiche del paziente e della patologia da cui ha avuto origine l’insufficienza respiratoria.

A seconda dei casi il percorso diagnostico può comprendere:

  • emogasanalisi: è un esame del sangue che consente di valutare la concentrazione dei gas (ossigeno e anidride carbonica) nel sangue, il grado di acidità dello stesso (pH), il livello di bicarbonati circolanti e il loro eventuale deficit
  • emocromo: serve a valutare il numero dei globuli rossi e la concentrazione di emoglobina per valutare se vi sia una condizione di anemia o al contrario una policitemia, vale a dire una eccessiva quantità di globuli rossi circolanti nel sangue
  • esami del sangue: servono a valutare i parametri di funzionalità del fegato e dei reni, il livello degli elettroliti (sodio, potassio, calcio, fosfati, magnesio), e per verificare se è presente cardiopatia ischemica o infiammazione dei tessuti muscolari (miositi)
  • radiografia del torace: consente di valutare alcune cause dell’insufficienza respiratoria (es. polmoniti, edema polmonare, versamento pleurico, neoplasie polmonari, pneumotorace)
  • valutazioni degli ormoni tiroidei (il TSH, in particolare) per valutare la presenza di ipotiroidismo
  • TAC torace ad alta definizione: permette di valutare alterazioni dell’architettura polmonare
  • prove di funzionalità respiratoria (spirometria): consentono di differenziare tra varie cause di insufficienza respiratoria e di dare una stima della gravità della malattia
  • elettrocardiogramma ed ecocardiogramma: consente di evidenziare o di escludere che l’insufficienza respiratoria acuta abbia cause cardiache (es. infarto, fibrillazione atriale parossistica, altre aritmie)

Il trattamento dell’insufficienza respiratoria dipende dalla condizione che ha causato la patologia. In generale, gli obiettivi della terapia sono il miglioramento dell’ossigenazione e dello scambio di aria a livello degli alveoli polmonari (la cosiddetta ventilazione alveolare).

A seconda dei casi, la terapia può comprendere:

  • ossigenoterapia: il primo obiettivo nel trattamento dei pazienti con insufficienza respiratoria è quello di correggere il deficit di ossigenazione del sangue, che mette in crisi tutti gli organi e i tessuti dell’organismo. Esistono diverse modalità di somministrazione dell’ossigeno che vengono scelte sulla base delle condizioni del paziente
  • impiego di supporti ventilatori: lo scopo è quello di correggere l’acidosi, cioè l’eccessiva acidità del sangue dovuta ai livelli troppo elevati di anidride carbonica

In alcuni casi il medico può ritenere opportuno somministrare anche altri farmaci. I più comuni sono diuretici, anticolinergici ipratropio bromuro, beta-agonisti, cortisonici, antibiotici e nitrati.

L’insufficienza respiratoria è una condizione che ha molteplici cause (broncopneumopatia cronica ostruttiva-BPCO, polmonite, edema polmonare acuto, asma, obesità, cifoscoliosi, overdose di droghe o farmaci che deprimono i centri respiratori, tetano, ipotiroidismo grave).

Prevenire queste malattie o condizioni è dunque uno strumento efficace per ridurre le probabilità di sviluppare l’insufficienza respiratoria.

È particolarmente importante:

  • non fumare
  • adottare uno stile alimentare sano
  • svolgere regolarmente attività fisica
  • eseguire la vaccinazione antitetanica
  • non consumare droghe

Le informazioni pubblicate in "La nostra salute" non sostituiscono in alcun modo i consigli, il parere, la visita, la prescrizione del medico.

Data di pubblicazione: 20 marzo 2013, ultimo aggiornamento 20 marzo 2013