Il freddo eccessivo può rappresentare una minaccia per la salute, soprattutto per anziani, bambini e persone malate


foto di persona con guanti e cappello

Le basse temperature, oltre ad aumentare le sindromi influenzali, possono causare una recrudescenza della sintomatologia di malattie croniche, specialmente dell’apparato respiratorio, cardiovascolare e muscoloscheletrico.

Le persone più vulnerabili e più a rischio di infezioni sono rappresentate da: cardiopatici, diabetici, persone con patologie respiratorie croniche, con patologie psichiatriche, che assumono psicofarmaci, alcool o droghe e persone in condizioni di precarietà socio-economica.
Ma anche le persone giovani in apparente benessere possono subire conseguenze sulla salute, a volte gravi, se esposte a valori di temperatura eccessivamente bassi senza le opportune precauzioni.

Ecco alcuni consigli su come proteggersi dai malanni tipici della stagione invernale.

 

Regola la temperatura degli ambienti interni, in modo che sia conforme agli standard consigliati per le temperature invernali (generalmente intorno ai 18 ÷ 22°C).

Fai particolare attenzione all'umidità dell'ambiente. L’aria troppo secca può irritare le vie aeree, soprattutto se soffri di asma o malattie respiratorie. Utilizza un umidificatore o una vaschetta di acqua sul termosifone. L'umidità eccessiva, al contrario, può provocare condense e favorire la formazione di muffe. È importante aerare adeguatamente gli ambienti, in particolare se vi sono persone malate. È sufficiente aprire per pochi minuti una finestra per cambiare l’aria viziata nella stanza.

Se utilizzi sistemi di riscaldamento a combustione (caminetti, caldaie o stufe a gas) fai molta attenzione, sia alla corretta ventilazione degli ambienti che allo stato di manutenzione degli impianti, per evitare il rischio di intossicazione da monossido di carbonio, che può avere conseguenze molto gravi.

Se utilizzi stufe elettriche o altre fonti di calore elettriche fai attenzione al loro corretto utilizzo per evitare il rischio di folgorazioni o scottature.

Fai attenzione agli sbalzi di temperatura quando passi da un ambiente più caldo ad uno più freddo e viceversa.

Una sana alimentazione ricca di frutta e verdura e assumere pasti e bevande calde aiuta a proteggersi dal freddo. Evita gli alcolici perché non aiutano a difendersi dal freddo, al contrario favoriscono una maggiore dispersione del calore prodotto dal corpo.

Fai particolare attenzione ai bambini molto piccoli e alle persone anziane non autosufficienti, coprili adeguatamente in modo che non sudino e controlla di tanto in tanto la loro temperatura corporea.

Quando esci, indossa sempre una sciarpa, un cappello, dei guanti e un caldo cappotto; usa scarpe antiscivolo in caso di formazione di ghiaccio. Se parti per un viaggio in auto non dimenticare di portare con te coperte e bevande calde e di dotare l’autovettura di catene o pneumatici da neve.

Mantieni contatti frequenti con gli anziani che vivono da soli (familiari, amici o vicini di casa) e verifica che dispongano di sufficienti riserve di cibo e medicine. Segnala ai servizi sociali la presenza di senzatetto o altre persone in condizioni di difficoltà.

Chiedi al tuo medico se è opportuno praticare la vaccinazione antinfluenzale, raccomandata in particolare alle persone di età superiore a 65 anni, ai soggetti affetti da malattie croniche e alle donne nel secondo o terzo trimestre di gravidanza.


Per approfondire:

Le temperature rigide, soprattutto se accompagnate da venti gelidi, possono causare geloni, forme lievi o gravi (raramente) di congelamento, ipotermia.

Geloni

Sono lesioni della cute reversibili, compaiono se la parte esposta è umida o bagnata o c’è vento forte. È colpita soprattutto la cute delle dita, che si presenta bianca o giallo-grigia e può essere presente una sensazione di intorpidimento e prurito delle zone interessate; spesso non si avverte dolore, ma nei casi più gravi, le zone colpite possono gonfiarsi, arrossarsi e coprirsi di vescicole. È opportuno consultare il proprio medico curante.

Congelamento

Nelle forme lievi la parte colpita risulta più fredda al tatto e intorpidita, non fa male e presenta una colorazione bianco-grigiasta. In questo caso, basta riscaldare la parte colpita, anche soltanto massaggiandola e alitandovi sopra.

Via via che il congelamento continua, la parte colpita diventa insensibile o estremamente dolente e appare dura o cerosa al tatto; possono comparire vescicole di colore chiaro o rosso-violaceo.
Nelle forme più gravi sono colpiti in profondità i tessuti, che possono andare incontro anche a necrosi. Le zone più colpite sono quelle meno irrorate dal flusso sanguigno e più esposte come: mani, piedi, talloni, lobi auricolari, naso, guance, mento.

Il congelamento è una condizione rara che si può verificare nelle persone esposte a temperature sotto zero per diverse ore consecutive come i lavoratori all’aperto, le persone senza fissa dimora o chi va in alta montagna.

Le cause più frequenti del congelamento sono, oltre alle basse temperature, anche la presenza di vento forte e umidità relativa molto elevata. Il rischio diventa reale di fronte ad un’improvvisa bufera di vento o di neve, con umidità ai limiti di saturazione, specie se non si indossano indumenti adatti.
Episodi gravi di congelamento possono verificarsi anche a seguito di immersioni in acque gelate. La persona va soccorsa prontamente per evitare conseguenze più gravi dell’assideramento.

Ipotermia accidentale (assideramento)

Se la temperatura corporea scende sotto i 35°C le funzioni vitali non possono più considerarsi efficienti. L’ipotermia è una situazione pericolosa perché i sintomi compaiono progressivamente. È opportuno riconoscere tempestivamente i primi segnali di ipotermia: brividi, sensazione di affaticamento e di freddo, parlare a scatti, difficoltà di deambulazione, tendenza ad inciampare, confusione mentale, perdita di coordinamento degli arti, tensione muscolare e, nei casi più gravi, perdita dei sensi fino al coma.

Se si è in alta montagna, in attesa dell’arrivo dei soccorsi, possono essere molto utili massaggi leggeri sulla superficie corporea. Se è possibile occorre mettere la persona a riparo dal freddo e dal vento e coprirla con indumenti caldi e coperte, somministrare abbondanti liquidi caldi, come tè, caffè allungato o brodo vegetale. Evitare la somministrazione di bevande alcoliche.

Il freddo eccessivo rappresenta una minaccia, soprattutto per la salute degli anziani, dei bambini e delle persone affette da particolari patologie, notoriamente più vulnerabili e a rischio di infezioni.

I neonati e i bambini piccoli

I bambini piccoli e i neonati sono particolarmente suscettibili agli effetti delle basse temperature sia perché hanno un sistema di termoregolazione ancora immaturo e disperdono calore velocemente, sia perché non riescono a manifestare apertamente il disagio causato dal freddo. È bene sapere che  a pochi mesi di vita il bambino è particolarmente  vulnerabile a temperature molto basse e può entrare rapidamente in situazioni di ipotermia. 

I genitori devono quindi fare attenzione a controllare le parti del corpo del bambino, verificare se si presentano fredde e intorpidite (mani, piedi e volto soprattutto), in modo da riscaldarle immediatamente per prevenire la formazione di lesioni e conseguenze per la salute, come i geloni, il congelamento (più frequente dei piedi) o l’ipotermia, nei casi più gravi.

Fra le più importanti misure preventive, spesso ovvie, ma anche altrettanto spesso ignorate, vanno ricordate le seguenti:

  • prestare attenzione alla temperatura corporea in bambini molto piccoli, verificando che le parti del corpo non si presentino fredde o intorpidite (mani, piedi, volto soprattutto) e, in caso di allarme meteorologico, non uscire di casa con bambini che abbiano meno di tre mesi di età
  • riscaldare adeguatamente l’ambiente domestico
  • idratare il piccolo con regolarità.

Se si deve uscire all’aperto occorre osservare le seguenti precauzioni:

  • coprire adeguatamente il bambino: coprire il corpo con più strati di tessuti caldi e asciutti, al riparo dall’umidità, anche in condizioni ambientali che apparentemente non sembrano particolarmente rigide; un cappellino deve sempre proteggere la testa del piccolo, perché il 30% della perdita di calore avviene attraverso il capo
  • evitare di utilizzare il marsupio per il trasporto dei neonati: a livello delle gambe la circolazione è rallentata a causa dell’imbraco che comprime le cosce, di conseguenza la temperatura corporea può ridursi favorendo la comparsa di geloni
  • è preferibile trasportare il bambino in modo che possa muoversi utilizzando la carrozzina o il passeggino; così muovendosi liberamente può stimolare la circolazione sanguigna
  • se si parte in macchina per un lungo viaggio portare sempre a bordo indumenti di ricambio, copertine, bibite calde  (biberon in borsa isotermica) e almeno un pasto se il bambino è già stato svezzato.

Gli anziani

Sono più suscettibili agli effetti delle basse temperature per una diminuita risposta del sistema di termoregolazione e per una ridotta percezione del freddo. Sono a maggior rischio le persone molto anziane, non autosufficienti, con malattie croniche, con difficoltà economiche e che vivono in abitazioni non adeguatamente riscaldate.

  • Riscaldare l’ambiente domestico (temperatura compresa tra 18-22°C ) e anche in casa indossare un abbigliamento caldo e comodo a più strati per un migliore isolamento.
  • in caso di ondata di freddo le persone anziane non devono esitare a chiedere ad altri di fare la spesa al proprio posto o ricevere la spesa direttamente a casa, quando è possibile. È opportuno fare preventivamente scorte alimentari ed avere una quantità sufficiente di medicinali disponibili nella propria abitazione
  • se si deve uscire all’aperto occorre coprirsi bene con un abbigliamento adeguato ed evitare di compiere sforzi eccessivi, specialmente se si soffre di malattie cardiache o respiratorie. Indossare scarpe con suole antiscivolo e fare attenzione alle cadute in caso di ghiaccio e neve
  • seguire un’alimentazione equilibrata e bere liquidi caldi
  • nel caso di aggravamento dei sintomi della patologia sofferta (es. dispnea, aumento espettorazione, comparsa di febbre, mal di testa o dolore toracico) consultare il proprio medico curante
  • se si vive soli, mantenere contatti frequenti con parenti, amici o vicini di casa
  • per evitare incidenti, non riposare vicino a fonti di calore e verificare lo stato degli impianti di riscaldamento
  • per i familiari e il personale di assistenza: verificare di tanto in tanto se l’anziano ha freddo sentendo se mani, piedi, volto sono fredde o intorpidite; incoraggiare l’anziano a stare attivo anche in casa evitando la posizione seduta per più di un’ora consecutiva.

I malati cronici

Un episodio di grande freddo può peggiorare condizioni di salute già precarie e, soprattutto, aggravare patologie croniche come: patologie cardiovascolari, broncopatie croniche, asma bronchiale, diabete e disturbi neurologici (soprattutto se in trattamento con sostanze psicotrope).

Molte patologie croniche tendono a peggiorare a causa del freddo intenso e possono insorgere più facilmente complicazioni o altri problemi di salute, come l’influenza. Pertanto, per affrontare senza rischi le temperature rigide e la stagione invernale, è buona norma praticare prima dell’arrivo della stagione invernale la vaccinazione antiinfluenzale e adottare le precauzioni e le misure di prevenzione indicate dal proprio medico curante.

  • Persone cardiopatiche e gli ipertesi appartengono a una delle categorie più a rischio, pertanto devono evitare di compiere sforzi eccessivi soprattutto all’aria aperta. L’alta pressione sanguigna è un fattore di rischio ben noto per le malattie cardiache e l’infarto, ma una nuova ricerca segnala che il rischio attribuito all’alta pressione sanguigna aumenta in relazione alla diminuzione della temperatura atmosferica. Quando la pressione è superiore a 140/90 mmHg e la temperatura è inferiore a 4°C, il rischio per i cardiopatici è più elevato. La relazione fra freddo e alta pressione si spiega con il fatto che il freddo provoca un restringimento dei vasi sanguigni con conseguente aumento della pressione, quindi, se una persona ha già dei livelli alti, questo fenomeno può provocare delle complicazioni.
  • Persone con insufficienza respiratoria cronica e gli asmatici devono evitare di respirare aria gelida, esporsi alle intemperie che possono scatenare crisi d’asma o broncospasmo. Quando si esce, coprire la bocca per proteggere i polmoni dall'aria troppo fredda.
  • Persone con malattie muscolari e osteoarticolari. Quando fa molto freddo la sintomatologia dolorosa, a livello nervoso, tendineo e muscolare può essere più acuta per abbassamento della soglia del dolore nei soggetti affetti da artropatie reumatiche e degenerative croniche. È consigliabile soggiornare in ambienti adeguatamente riscaldati, evitando gli sbalzi di temperatura, quando si passa da un ambiente all’altro. Evitare di uscire all’aperto o, altrimenti, coprirsi bene con un abbigliamento adeguato.
  • Persone con malattie endocrine. Quando fa freddo i pazienti con diabete hanno un maggior rischio di eventi cardiovascolari acuti. In pazienti con ipotiroidismo la terapia farmacologica può contrastare l'aumento del metabolismo necessario all’organismo per la produzione di calore. È consigliabile monitorare con maggior attenzione le persone con queste patologie durante le ondate di freddo, assicurandosi che gli ambienti domestici siano adeguatamente riscaldati e che indossino un abbigliamento adeguato sia dentro che fuori casa. Consultare il proprio medico per valutare un eventuale aggiustamento della terapia farmacologica dell’ipotiroidismo.

Le persone con deficit motori e psichici

Queste persone sono a rischio soprattutto se vivono sole. Le persone con disturbi mentali, in particolare con deterioramento delle capacità cognitive sono a rischio elevato per ipotermia, perché non manifestano il disagio legato alle basse temperature e non hanno possibilità di proteggersi adeguatamente.

I poveri e i senzatetto

Queste persone sono a rischio soprattutto perché hanno scarse possibilità di difendersi dal freddo. Segnalare ai servizi sociali o alle associazioni di volontariato della propria città eventuali situazioni di bisogno, come la presenza in strada di persone in stato di povertà, senza un riparo dal freddo.

I lavoratori all'aperto

Come conseguenza delle basse temperature aumenta il rischio di infortuni sul lavoro a causa di una riduzione delle capacità motorie e una minore concentrazione; inoltre aumenta il rischio di insorgenza di traumi, principalmente per cadute sul suolo ghiacciato o per la caduta di lastre di ghiaccio dai tetti. In casi estremi, si può andare incontro a  situazioni più gravi come l’ipotermia.
È raccomandato proteggere bene dal freddo e dall’umidità tutte le parti del corpo, in particolare testa, viso, mani, piedi, indossando dispositivi di protezione individuali e abbigliamento adeguato. I lavoratori devono rispettare le pause di lavoro, sostando in luoghi riscaldati e assumendo bevande calde.

Per approfondire leggi:

In caso dell’arrivo di un’ondata di freddo intenso è possibile mettere in atto alcuni rimedi semplici per evitare il rischio di patologie da freddo.

In casa

Si consiglia di regolare la temperatura degli ambienti interni su valori adeguati, evitando che l’aria diventi eccessivamente secca (specialmente se sono presenti persone affette da malattie respiratorie e asma), umidificandola con appositi contenitori d’acqua posti sui radiatori e aerare periodicamente gli ambienti.

Nella stagione invernale, in assenza di irraggiamento, con un abbigliamento idoneo e svolgendo un’attività sedentaria, sono consigliati i seguenti valori ottimali per il microclima dell’abitazione:

VALORI OTTIMALI DEL MICROCLIMA DOMESTICO

Temperatura                             18 ÷ 22°C

Umidità relativa                          40 ÷ 50%

Si consiglia di evitare dispersioni di calore tenendo chiusi i locali inutilizzati e isolare porte e finestre, ma garantire un adeguato ricambio d’aria nelle ore più calde.

Si raccomanda inoltre di mantenersi in contatto con parenti o conoscenti anziani che vivono soli  e verificare che dispongano di sufficienti riserve di alimenti e medicine.

Attenzione agli incidenti domestici

Quando fa freddo aumenta il rischio di incendi, intossicazioni acute (monossido di carbonio), infortuni elettrici.
Alcuni semplici consigli per evitarli:

  • controlla lo stato dell’impianto di riscaldamento sia elettrico che a gas
  • in caso di riscaldamento a combustione (stufe, caldaie, camini), verifica la manutenzione e il corretto funzionamento degli apparecchi
  • se in casa esiste un camino a legna, assicurati che la pulitura della canna fumaria sia stata effettuata correttamente e di aerare costantemente l’ambiente.

Fuori casa

  • In caso di temperature esterne eccessivamente basse è consigliabile uscire nelle ore meno fredde della giornata, evitando le prime ore del mattino o quelle serali
  • usa protettori per le labbra e creme idratanti per le mani
  • le persone molto anziane o sofferenti di malattie cardiovascolari, respiratorie o muscoloscheletriche devono evitare di esporsi a temperature molto rigide, se devono uscire all’aperto è necessario che si coprano molto bene
  • se le condizioni meteorologiche non sono proibitive, è possibile fare attività fisica all’aperto con una certa regolarità. Camminare è senz’altro l’attività da preferire, senza tuttavia esagerare
  • segnala ai servizi sociali eventuali situazioni di bisogno e la presenza di senzatetto.

Cosa indossare quando esci all'aperto

Quando esci all’aperto indossa indumenti adatti alle basse temperature esterne, sufficientemente caldi, sempre un soprabito, guanti, cappello e sciarpa. Indossa un paio di scarpe impermeabili con suola antiscivolo e fai  attenzione al rischio di cadute soprattutto in presenza di ghiaccio. Fai  attenzione agli sbalzi di temperatura e copriti in maniera adeguata quando si passi da un ambiente riscaldato ad uno freddo e viceversa.
In caso di neve, fai attenzione alle lastre di ghiaccio che possono staccarsi dai cornicioni dei palazzi o al crollo di rami degli alberi sotto il peso della neve.

Se devi uscire in macchina o partire per un viaggio

In caso di condizioni meteo estreme e in presenza di ghiaccio o neve evita gli spostamenti in automobile e lunghi viaggi. Se devi assolutamente spostarti in automobile:

  • informati delle condizioni meteo e della viabilità prima di intraprendere il viaggio, assicurati che la vettura sia in perfette condizioni che siano montati i pneumatici da neve o di avere le catene a bordo, fai il pieno prima di partire
  • porta con te alimenti e acqua a sufficienza, coperte, abiti caldi, le medicine che assumi abitualmente
  • guida con prudenza, soprattutto durante le prime ore del mattino e nelle ore notturne per la possibile presenza di ghiaccio sulla strada.

Se vai in montagna

Se sono previste condizioni meteo particolarmente rigide con arrivo di aria fredda, evita di fare escursioni in alta quota, senza attrezzature e indumenti adatti. Ricordati che in montagna le condizioni climatiche, specie al di sopra dei 1500 metri, possono cambiare in brevissimo tempo, anche nel giro di un’ora, con forti sbalzi delle temperatura che possono scendere repentinamente, perfino di 15/20°C.

Quando la temperatura scende, il nostro organismo appare maggiormente esposto alle malattie, perchè le difese immunitarie contro gli agenti patogeni tendono ad abbassarsi.

Ecco alcune buone abitudini da mettere in pratica a tavola e gli alimenti che possono aiutarci ad aumentare l'energia corporea e a rafforzare le nostre difese:

  • preferisci pasti e bevande caldi, che aiutano a soddisfare le aumentate richieste metaboliche, in quanto aumentano la produzione della quota di calore interno
  • sono consigliati alimenti come: la pasta con i legumi o la pasta con le verdure, che forniscono energia e fibre, e il brodo caldo che apporta liquidi e proteine digeribili. Il latte e il miele possono essere un ottimo rimedio, tranne in caso di persone malate di diabete. La carne e il pesce garantiscono il giusto apporto di proteine, indispensabili per l’organismo, e forniscono calore ed energia.
  • i pasti a base di frutta e verdura contengono vitamine e sali minerali, molto utili per difenderti dalle insidie del freddo. In generale sono consigliati tutti gli alimenti contenenti vitamina E e beta carotene (un precursore della vitamina A), in grado di stimolare le difese immunitarie. Ricorda che i cibi contenenti carotenoidi sono: carote, zucca, patate, pomodori, spinaci, carciofi, barbabietole rosse, broccoli, cavolfiori, peperoni, mentre quelli contenenti la vitamina E sono le mandorle, le nocciole, l'olio extravergine di oliva.
  • bevi almeno 2 litri di liquidi al giorno, salvo diverso parere medico; prefersci bevande calde come té e tisane o anche semplici spremute d’arancia
  • evita di bere alcol e super alcolici perché possono causare un'eccessiva dispersione del calore prodotto dal corpo e favorire l’insorgere di malattie da freddo come l'ipotermia.

In caso di assunzione di farmaci e in presenza di una malattia cronica:

  • rispetta i consigli e le misure preventive per affrontare il grande freddo
  • non assumere mai farmaci senza il parere del medico
  • consulta il medico, soprattutto quando l'ultima visita risale a diversi mesi fa. Il medico provvederà a prescrivere un eventuale controllo clinico e, se necessario, ad aggiustare la terapia
  • in nessun caso puoi decidere di tua iniziativa di interrompere un trattamento farmacologico, questo potrebbe esporti a eventuali complicazioni o aggravamenti della tua malattia.

I farmaci che possono rappresentare un rischio

Anche se in merito non esistono ancora dati certi, è bene sapere che alcuni farmaci potrebbero essere responsabili o dell'insorgenza o del peggioramento di sintomi legati al freddo, interagendo con i meccanismi dell'organismo di adattamento al freddo. Nella maggior parte dei casi, un farmaco non rappresenta, da solo, un rischio, soprattutto se ben utilizzato, ma può diventarlo se coesistono fattori di suscettibilità individuale o in caso di determinate patologie. Alcuni farmaci possono aggravare gli effetti del freddo, contrastando il normale funzionamento dei meccanismi di termoregolazione dell’organismo, altri farmaci alterando lo stato di vigilanza, possono diminuire la capacità di utilizzare adeguatamente i mezzi di protezione dal freddo come gli impianti di riscaldamento.

I farmaci che devono essere sottoposti ad un controllo più stretto sono:

  • farmaci usati nel trattamento di malattie cardiovascolari: alcuni farmaci per il trattamento dell'ipertensione e dell'angina pectoris possono alterare i meccanismi di difesa dal freddo. Nella terapia con la digossina, può essere necessario effettuare un aggiustamento del dosaggio del farmaco
  • farmaci prescritti per trattare l'ipotoroidismo possono contrastare l'aumento del metabolismo, necessario all’organismo per la produzione di calore
  • la maggior parte dei farmaci che agiscono sullo stato di vigilanza (sedativi, ipnotici) può alterare la capacità di difendersi dal freddo
  • alcuni farmaci per il trattamento dell'epilessia possono necessitare di un aggiustamento del dosaggio
  • i farmaci neurolettici possono alterare il meccanismo di termoregolazione centrale dell'organismo e provocare un abbassamento della temperatura corporea.

Alcune precauzioni per la conservazione dei farmaci

In caso di farmaci che riportino le diciture "non refrigerare" o "non congelare", occorre rispettare tali precauzioni per evitare che il principio attivo possa andare incontro ad un processo di degradazione.

Alcuni farmaci possono essere alterati dal congelamento o dallo scongelamento. Verifica l'aspetto del prodotto all'apertura della scatola e in caso sospetti una sua alterazione chiedi un parere al tuo medico o al farmacista.

Tutti i farmaci, la cui confezione è stata alterata dal congelamento (specialmente se l’involucro appare danneggiato), non devono essere usati.

Ecco cosa è bene sapere per prevenire il rischio di pericolosi incidenti domestici.

Stufe o caldaie a gas

Le stufe a gas possono costituire un rischio se non sono installate correttamente o sono in cattivo stato di manutenzione.

Ricorda che, secondo la normativa vigente sulla sicurezza degli impianti, ogni impianto a gas deve essere controllato ogni anno da un tecnico abilitato.

Rischio di fughe di gas e intossicazione acuta da monossido di carbonio (CO)

Un grande pericolo, spesso mortale, è rappresentato dall’intossicazione acuta da monossido di carbonio (CO) un gas inodore. Questo gas può essere presente nell’aria in concentrazioni pericolose a causa di problemi legati all’insufficiente ventilazione dell’ambiente, alla scarsa o alla mancata evacuazione dei prodotti da combustione o a causa di perdite o fughe di gas da apparecchi difettosi (stufe o scaldabagni a gas senza idonea manutenzione. L’intossicazione acuta spesso causa la morte.

I sintomi più comuni dell’intossicazione da CO sono:

  • mal di testa
  • vertigini
  • nausea
  • sonnolenza
  • secchezza delle fauci
  • diarrea
  • vomito
  • perdita di coscienza e stato comatoso 

Rischio di esplosione

Negli impianti funzionanti a gas metano ogni fuga di gas costituisce un grave rischio di esplosione. Per innescarla è sufficiente una scintilla provocata da un elemento dell’impianto elettrico (anche dal solo campanello della porta) o l’accensione di un fiammifero.

Rischio di fughe di gas

È necessario attenersi alle leggi e norme tecniche che regolamentano la sicurezza dell’impiego del gas combustibile e la sicurezza degli impianti. Queste leggi prevedono che gli impianti siano realizzati secondo “regola di buona tecnica per la salvaguardia della sicurezza”  (Regola dell’arte) ed indicano nelle norme CEI ed UNI (UNI CIG per il gas)  gli strumenti adeguati per conseguire l’obiettivo.
L'installazione e la manutenzione degli impianti devono essere realizzate da tecnici abilitati, come previsto dalla normativa vigente in materia di sicurezza. A fine lavoro, il tecnico è tenuto a rilasciare la dichiarazione di conformità dell'impianto, che ne garantisce la sicurezza e la rispondenza a quanto disposto dalla legge. Almeno una volta l'anno occorre far controllare tutto l'impianto, non soltanto la caldaia. Rivolgiti sempre ad una ditta abilitata per tutte le operazioni di controllo e manutenzione. Le associazioni di categoria e le Camere di commercio ti potranno fornire gli elenchi o comunque utili indicazioni in merito.

Rischio di infortuni elettrici

Gli infortuni elettrici sono generalmente mortali, pertanto ti raccomandiamo innanzi tutto di verificare che gli impianti elettrici siano realizzati secondo norma di legge e che gli apparecchi siano dotati del marchio IMQ (Istituto Marchio Qualità) o di marchio estero equivalente.
Inoltre, gli interruttori differenziali, l'impianto di terra, la rete, le prese e gli interruttori, ognuno di questi elementi contribuisce a rendere sicuro l'impianto e richiede cura ed attenzione, sia nella fase d'installazione che nella fase di manutenzione.

In particolare:

  • assicurati che vi sia "la messa a terra" dell’impianto elettrico
  • adotta interruttori "salvavita"
  • assicurati che l’impianto sia sempre in ottimo stato, così anche le spine e i fili.

Quando si utilizzano gli impianti occorre osservare particolari precauzioni. Ti consigliamo di evitare:

  • il contatto ravvicinato di parti del corpo a stufe o altri apparecchi elettrici per non correre il rischio di ustioni o complicazioni vascolari.
  • di coricarti senza aver prima spento apparecchi usati per scaldare il letto (scaldini o termocoperte o altro)
  • di tenere tende svolazzanti o qualsiasi materiale infiammabile, come tappeti, tappezzerie, in prossimità di stufe elettriche o a gas
  • di utilizzare stufe o apparecchi elettrici che appaiono danneggiati o con il cavo di alimentazione in cattivo stato
  • di accostare i fili elettrici a fonti di calore
  • di sovraccaricare le prese elettriche
  • di utilizzare nella stanza da bagno stufe o altri apparecchi elettrici in prossimità dell’acqua o toccarli con le mani o il corpo bagnati.

Le informazioni pubblicate in "La nostra salute" non sostituiscono in alcun modo i consigli, il parere, la visita, la prescrizione del medico.

Data di pubblicazione: 29 novembre 2013, ultimo aggiornamento 25 gennaio 2019