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Il Ministero della salute e l'Unione europea

Immagine della sede del Ministero della Salute


Il Ministero della Salute partecipa a varie attività riconducibili all’UE nel campo della sanità pubblica umana e veterinaria.

Il ruolo esercitato si concretizza in una serie di azioni volte a promuovere e a diffondere iniziative e programmi in ambito sanitario che si ricollegano alle tematiche sviluppate dalle istituzioni europee, assicurando anche il contributo fattivo degli esperti nazionali che, in virtù di designazione tecnica o di natura politica, partecipano stabilmente ai diversi comitati e gruppi di lavoro comunitari, strutture previste da puntuali regole europee (regolamenti, direttive, decisioni).

Questa azione complessiva facilita e potenzia il ruolo proattivo dell’Italia nelle scelte di indirizzo e di politica sanitaria adottate volta per volta dalle autorità europee, che si traducono successivamente in progetti di normative o atti di impulso per gli Stati membri dell’Unione.

Una funzione decisiva in tal senso è rivestita sia dalla Rappresentanza Permanente d’Italia a Bruxelles, che esercita un ruolo di cerniera tra il Ministero e le istituzioni europee, sia dalle strutture ministeriali che a vari livelli offrono un supporto tecnico alle attività nazionali nell’ambito dei vari tavoli sanitari aperti.

I principali momenti e settori nei quali si traduce l’attività del Ministero della Salute in ambito europeo sono i seguenti:

  • Partecipazione delle autorità ministeriali ai Consigli Informali e ai Consigli dei Ministri della Salute dei 28 Stati dell’Unione europea: in occasione di questi momenti, che vedono riunite le principali autorità politiche statali (Ministri sanitari e/o del welfare e delegazioni al seguito), il Ministero della Salute, attraverso le sue strutture di coordinamento e operative, contribuisce a partecipare ai lavori su due ordini di attività: per un verso, la cura degli aspetti logistici e organizzativi della missione, in collegamento con le strutture diplomatiche dei Paesi promotori e della Rappresentanza italiana a Bruxelles; per l’altro, attraverso la formazione e la stesura dei fascicoli contenenti gli atti e i contributi tecnici posti all’ordine del giorno della riunione, utili ad una feconda partecipazione del Ministro e/o della delegazione ai lavori consiliari (che caratterizzano i semestri di presidenza di turno dell’Unione Europea) che si svolgono nelle sedi preposte.
  • Partecipazione di esperti del Ministero della Salute ai lavori condotti presso gruppi e comitati tecnici che trattano nei vari tavoli i dossier di sanità umana e veterinaria. 
    In questo ambito, il Ministero svolge un’azione mediatrice su un duplice versante: per un verso, designa attraverso l’autorità politica o tecnica gli esperti che partecipano alle riunioni di gruppi di lavoro (o comitati) che seguono i vari dossier normativi aperti in sanità umana e veterinaria; dall’altro, promuove procedimenti di nomina di esperti che seguiranno determinati dossier sui tavoli collegati alla creazione di nuovi gruppi di lavoro o comitati istituiti con regole europee (specialmente regolamenti comunitari). Questa azione nel tempo fa sì che il nostro Paese garantisca una partecipazione continuativa sia alla formazione del diritto comunitario che al recepimento delle normative europee che riguardano il settore sanitario.
  • Esercizi di relazione obbligatori per gli sviluppi del processo di integrazione europea: in questo settore, il Ministero della Salute svolge una fondamentale azione che si traduce nella gestione dei dossier normativi oggetto dei programmi periodici che la Commissione europea redige per lo sviluppo dell’integrazione europea.Tale attività si realizza in due momenti: quello programmatico e quello esecutivo. Nel primo caso, il Ministero concorre alla discussione dei singoli temi sanitari che diverranno (o potrebbero divenire) oggetto di norme europee (regolamenti, direttive e decisioni, e altre normative tipiche). Nel secondo caso, il Ministero partecipa al momento dell’attuazione delle regole varate dall’Unione Europea, dando conto delle attività di recepimento svolte nel diritto italiano, concorrendo all’azione del Governo che presenta ogni anno una relazione sugli sviluppi concreti del processo di integrazione europea.




Data di pubblicazione: 25 maggio 2007 , ultimo aggiornamento 3 ottobre 2017



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