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Dipendenze e problemi correlati


Illustrazione persona con dipendenze


L’OMS definisce la “dipendenza patologica” come “condizione psichica, talvolta anche fisica, derivante dall’interazione tra un organismo e una sostanza, caratterizzata da risposte comportamentali e da altre reazioni che comprendono un bisogno compulsivo di assumere la sostanza in modo continuativo o periodico, allo scopo di provare i suoi effetti psichici e talvolta di evitare il malessere della sua privazione”. In questa definizione rientrano anche le dipendenze senza sostanza, che riguardano comportamenti problematici come il disturbo da gioco d’azzardo, lo shopping compulsivo, la new technologies addiction (dipendenza da internet, social network, videogiochi, televisione, ecc.), diverse nelle manifestazioni cliniche ma per molti aspetti correlate sul piano eziologico e psicopatologico.

La dipendenza da sostanze (tabacco, alcol, sostanze psicotrope illegali, farmaci fuori prescrizione medica) ha un importante impatto sociosanitario, con conseguenze dirette e indirette sull’ordine pubblico e sulla spesa sanitaria e sociale ed è oggetto di interventi generici e specifici da parte dello Stato. Le conseguenze negative sulla salute possono essere dirette, e derivare dagli effetti farmacologici della sostanza e dalla via di assunzione, o indirette, come epatite B e C, AIDS, disturbi del sistema nervoso centrale (SNC), cui si aggiungono conseguenze sociali legate a comportamenti illegali, violenze, incidenti.

Fattori di rischio

L’insorgenza delle dipendenze è legata presumibilmente all’interazione sfavorevole di tre ordini di fattori: neurobiologici (riconducibili a caratteristiche genetiche, ad anomalie della disponibilità di alcuni importanti neurotrasmettitori - dopamina, serotonina, noradrenalina - che regolano il tono dell’umore), individuali (correlati alle esperienze di vita nonché a caratteristiche specifiche di personalità – ricerca di sensazioni forti, propensione al rischio, desiderio esasperato di successo, bassa autostima) e socio-ambientali (relativi alle caratteristiche del contesto familiare, socio culturale ed economico della comunità in cui il soggetto vive, alle abitudini del gruppo di appartenenza, alla presenza o meno di reti di sostegno sociale, ai livelli di tolleranza sociale e di non contrasto dei comportamenti di dipendenza, all’esistenza di regole e di leggi di controllo e di deterrenza, alle caratteristiche delle sostanze e alla loro disponibilità e accessibilità).

La prevenzione è la principale azione per evitare e ridurre i rischi e i danni alla salute correlati all’uso e abuso di sostanze psicoattive legali e illegali e all’insorgenza di disturbi comportamentali. La letteratura e le indicazioni internazionali valorizzano l’adozione di approcci strategici multicomponente che mirino a: contrastare e ridurre l’offerta, attraverso l’adozione di politiche volte alla regolazione dell’accesso; ridurre la domanda, operando sulla modifica degli atteggiamenti; favorire il coordinamento intersettoriale fra le diverse politiche messe in atto. Gli interventi possono essere avere come target la popolazione o essere rivolti a soggetti vulnerabili o già con comportamenti problematici prima dell’insorgenza della dipendenza.

In sintesi il PNP 2020-2025 prevede di:

1. promuovere interventi di prevenzione con piani di azione integrati tra i Dipartimenti di Prevenzione, in particolare le Unità Operative di Promozione della Salute, e i Dipartimenti per le Dipendenze Patologiche, gli Enti Locali, le scuole, le forze dell’ordine, le associazioni di categoria, il terzo settore, le associazioni di volontariato, ecc.;

2. promuovere l’adozione di una strategia che, distinguendo tra uso, abuso e dipendenza, permetta una crescita culturale rispetto a questi fenomeni, introduca modelli di contrasto e di riduzione del danno aderenti ai nuovi bisogni, secondo alcuni presupposti fondamentali:

  • il riconoscimento e la valorizzazione della dimensione culturale della prevenzione;
  • il coinvolgimento e il raccordo di tutte le energie istituzionali, culturali e sociali presenti a livello nazionale, regionale e territoriale;
  • la partecipazione e la mobilitazione delle risorse e delle capacità presenti all’interno delle diverse popolazioni bersaglio;
  • la promozione e l’adozione di standard di qualità nell’area della prevenzione dell’uso di sostanze psicotrope, della riduzione del rischio del trattamento, della riabilitazione e dell’integrazione sociale;
  • la diffusione, tra i professionisti, di strumenti per applicare interventi di prevenzione efficaci;

3. consolidare e promuovere, in attuazione degli indirizzi di policy integrate per la Scuola che Promuove Salute:

  • la diffusione di buone prassi e di interventi evidence-based (es. Lifeskills Training Programm) e di metodologie life skill education e peer education finalizzate al potenziamento delle abilità personali in termini di autostima, auto efficacia e resilienza, coinvolgendo anche le famiglie e l’intera comunità scolastica;
  • percorsi condivisi di formazione tra operatori socio-sanitari e insegnanti per individuare modalità e strumenti di intervento preventivo (costruzione di policy scolastiche, individuazione precoce di situazioni problematiche, definizione di protocolli di collaborazione con il Sistema dei Servizi ecc.) adattate ai contesti specifici;

4. consolidare la messa a regime, in accordo con le evidenze e con le linee guida elaborate a livello UE, di un sistema organico di programmi e interventi di Riduzione del Danno (RdD), secondo le previsioni del DPCM del 12/01/2017, che includano interventi di tutela della salute dei consumatori con offerta di informazioni, presidi sanitari per la prevenzione delle malattie trasmissibili, delle gravidanze indesiderate e la gestione delle crisi di astinenza (siringhe sterili, profilattici, Naloxone, ecc.), misurazione dell’alcolemia, counseling e generi di conforto da attuare anche con il coinvolgimento dei consumatori. Sperimentare l’attuazione di interventi di RdD anche tra i detenuti con una attenzione particolare alla fase dell’uscita dal carcere (ad esempio consegna Naloxone);

5. potenziare la collaborazione tra i Servizi specifici per una presa in carico delle persone che presentano una comorbilità (Dipartimento delle Dipendenze, Dipartimento di Salute Mentale), tra servizi per le dipendenze e altri servizi sanitari per migliorare le condizioni di salute dei consumatori di sostanze (es. Pronto Soccorso e reparti ospedalieri) e con i MMG;

6. rafforzare in relazione all’alcol:

  • la prevenzione del consumo fra i minorenni e nei soggetti a rischio, anche attraverso l’adozione di politiche volte alla regolazione dell’accesso alla sostanza;
  • il coordinamento tra i diversi attori interessati per la riduzione dei rischi e dei danni alcolcorrelati nei locali dove si beve;
  • il coordinamento tra la Medicina Generale ed i Servizi alcologici territoriali per una più stretta integrazione fra individuazione precoce e invio al trattamento;
  • la collaborazione tra Servizi alcologici territoriali e Servizi sociali e con le Associazioni di auto-mutuo aiuto;
  • la collaborazione e l'integrazione con i Servizi psichiatrici, data l’elevata correlazione tra alcolismo e varie patologie psichiatriche.




Data di ultimo aggiornamento 7 febbraio 2024



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