Ministero della Salute

Covid-19 - Come proteggersi

Ultimo aggiornamento:  28 agosto 2020

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Cosa posso fare per proteggermi?



Ecco le misure da adottare:

  • Evitare il contatto ravvicinato con persone infette. Assicurare una distanza fisica di almeno 1 metro dagli altri, se questa distanza non può essere garantita, indossare una mascherina. Si ricorda che il 16 agosto 2020 è stata emanata l'ordinanza del ministro della Salute che dispone, a partire dal 17 agosto, l'obbligo dalle ore 18.00 alle ore 06.00 sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie anche all’aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie, lungomari) ove per le caratteristiche fisiche sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea e/o occasionale
  • Identificare precocemente le persone infette in modo che possano essere isolate e curate e che tutti i loro contatti stretti possano essere messi in quarantena.
  • Lavarsi spesso le mani. Si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione, soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani.
  • Evitare i luoghi affollati, gli ambienti chiusi con scarsa ventilazione e la distanza ravvicinata.
  • Garantire una buona ventilazione di ambienti chiusi, inclusi abitazioni e uffici.
  • Evitare abbracci e strette di mano.
  • Starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie.
  • Evitare l'uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, in particolare durante l'attività sportiva.
  • Non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani.
  • Non assumere farmaci antivirali e antibiotici, se non prescritti dal medico.
  • Pulire le superfici con acqua e sapone o comuni detergenti neutri per rimuovere lo sporco e poi disinfettarle con soluzioni a base di ipoclorito di sodio (candeggina/varechina) o alcol adeguatamente diluite. 
  • È fortemente raccomandato, in tutti i contatti sociali, di utilizzare protezioni delle vie respiratorie (mascherine) come misura aggiuntiva alle altre misure di protezione individuale igienico-sanitarie.
  • È fortemente raccomandato agli operatori sanitari utilizzare continuamente le mascherine chirurgiche durante tutte le attività routinarie nelle strutture sanitarie.
  • Gli operatori sanitari devono inoltre utilizzare ulteriori dispositivi di protezione individuale e precauzioni per la cura dei pazienti COVID-19, come da disposizioni ministeriali.

Se si presentano febbre, tosse o difficoltà respiratorie e si sospetta di essere stato in stretto contatto con una persona affetta da malattia respiratoria Covid-19:

  • restare in casa, non recarsi al pronto soccorso o presso gli studi medici ma telefonare al medico di famiglia, al pediatra o alla guardia medica, oppure chiamare il numero verde regionale. Utilizzare i numeri di emergenza 112/118 solo in caso di peggioramento dei sintomi o difficoltà respiratoria.

Mantieniti informato sulla diffusione della pandemia, disponibile sul sito dell'OMS e sul sito del ministero.



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A chi mi posso rivolgere per avere informazioni sui comportamenti corretti da seguire e l’iter da rispettare in caso avessi avuto un contatto con persone positive?



Puoi chiamare il numero gratuito di pubblica utilità 1500 del ministero o il numero verde della Croce Rossa Italiana 800.065.510 attivato per l’assistenza alle persone fragili.Gli operatori rispondono anche per informazioni sui comportamenti corretti da rispettare e l’iter da seguire in caso di contatto stretto con soggetti positivi. Le richieste prevedono l’intervento dei medici per una prima assistenza telefonica e per l’attivazione delle strutture ospedaliere.

Contatta anche il numero verde della tua Regione: Numeri verdi regionali



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Quali sono le regole per la disinfezione / lavaggio delle mani?



Il lavaggio delle mani ha lo scopo di garantire un’adeguata pulizia e igiene delle mani attraverso un'azione meccanica.

Per l’igiene delle mani è sufficiente il comune sapone. In assenza di acqua si può ricorrere ai cosiddetti igienizzanti per le mani a base alcolica.
Se si usa il sapone è importante frizionare le mani per almeno 60 secondi.
Se il sapone non è disponibile usare una soluzione idroalcolica per almeno 20-30 secondi.
I prodotti reperibili in commercio per la disinfezione delle mani in assenza di acqua e sapone (presidi medico-chirurgici e biocidi autorizzati con azione microbicida) vanno usati quando le mani sono asciutte, altrimenti non sono efficaci.

È importante lavarsi le mani:

Prima

  • di toccarsi occhi/naso/bocca (per es. per fumare, lavare i denti, etc.)
  • di mangiare
  • di assumere farmaci o somministrare farmaci ad altri

Prima e dopo 

  • aver maneggiato alimenti, soprattutto se crudi
  • aver usato i servizi igienici,
  • aver medicato o toccato una ferita
  • aver cambiato il pannolino di un bambino
  • aver toccato una persona malata
  • aver toccato un animale

Dopo

  • aver frequentato luoghi pubblici (negozio, ambulatorio, stazione, palestra, scuola, cinema, bus, ufficio, etc.) e, in generale, appena si rientra in casa
  • aver maneggiato la spazzatura
  • aver utilizzato soldi
  • aver toccato altre persone.

È buona abitudine, inoltre, tossire/starnutire nella piega del gomito, per evitare di contaminare le mani con cui successivamente si possono trasmettere i propri microrganismi (toccando ad esempio il cellulare, la maniglia di una porta, etc.).
Infine, si raccomanda di utilizzare fazzoletti monouso per soffiare il naso, possibilmente eco-sostenibili, e di smaltirli nei rifiuti, e lavarsi le mani, subito dopo l’uso.



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Esiste un vaccino per un nuovo Coronavirus?



Attualmente non vi sono vaccini contro SARS-CoV-2. Lo sviluppo dei vaccini richiede tempo. Diversi vaccini sono in fase di sperimentazione avanzata e altri sono stati registrati. Come tutti i farmaci, anche i vaccini prima di poter essere utilizzati sull'uomo devono superare le fasi di sperimentazione che ne testano la sicurezza e l'efficacia.



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Sono protetto da COVID-19 se quest'anno ho fatto il vaccino antinfluenzale?



L'influenza e il virus che causa COVID-19 sono due virus diversi e il vaccino contro l'influenza stagionale non protegge da COVID-19.
La vaccinazione anti-influenzale è fortemente raccomandata perché rende la diagnosi differenziale (cioè la distinzione tra le due infezioni), più facile e più rapida, portando più precocemente all'isolamento di eventuali casi di coronavirus. 



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Il vaccino contro la tubercolosi (TBC) è protettivo nei confronti di COVID-19?



Allo stato attuale non esistono evidenze scientifiche che il vaccino contro la tubercolosi (TBC), possa fornire protezione contro il nuovo coronavirus (SARS-CoV-2). Questo vaccino resta indicato in particolari categorie di popolazione a rischio per queste infezioni.



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Gli antibiotici possono essere utili per prevenire l’infezione da nuovo Coronavirus?



No, gli antibiotici non sono efficaci contro i virus, ma funzionano solo contro le infezioni batteriche.



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È necessario continuare con le normali attività di vaccinazione previste dal calendario vaccinale?



Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l'UNICEF è essenziale mantenere gli appuntamenti vaccinali, soprattutto per le vaccinazioni di routine. Durante gli appuntamenti vaccinali, si raccomanda di osservare le misure di prevenzione per COVID-19.

A questo proposito, il ministero della Salute il 30 luglio 2020 ha emanato la circolare ‘Impatto dell’emergenza COVID-19 sulle attività di vaccinazione – analisi del fenomeno e raccomandazioni operative’.



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Quali sono le raccomandazioni per le persone in isolamento domiciliare?



  • La persona con sospetta o accertata infezione COVID-19 deve stare lontana dagli altri familiari, se possibile, in una stanza singola ben ventilata e non deve ricevere visite.
  • Chi l’assiste deve essere in buona salute e non avere malattie che lo mettano a rischio se contagiato.
  • I membri della famiglia devono soggiornare in altre stanze o, se non è possibile, mantenere una distanza di almeno 1 metro dalla persona malata e dormire in un letto diverso.
  • Chi assiste il malato deve indossare una mascherina chirurgica accuratamente posizionata sul viso quando si trova nella stessa stanza. Se la maschera è bagnata o sporca per secrezioni è necessario sostituirla immediatamente e lavarsi le mani dopo averla rimossa.
  • Le mani vanno accuratamente lavate con acqua e sapone o con una soluzione idroalcolica dopo ogni contatto con il malato o con il suo ambiente circostante, prima e dopo aver preparato il cibo, prima di mangiare, dopo aver usato il bagno e ogni volta che le mani appaiono sporche. 

Queste sono solo alcune delle tante raccomandazioni contenute in una guida realizzata dall'Istituto Superiore di Sanità e riassunte in 21 punti in un poster scaricabile.




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Esiste un trattamento per un nuovo Coronavirus?



Allo stato attuale, non esiste un trattamento specifico per la malattia causata dal nuovo coronavirus.

Il trattamento resta principalmente basato su un approccio sintomatico, fornendo terapie di supporto (ad es. ossigenoterapia, gestione dei fluidi) alle persone infette, che può essere molto efficace.

Sono in corso diverse sperimentazioni cliniche per il trattamento della malattia COVID-19. L’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) fornisce sul proprio sito informazioni riguardo ai farmaci che vengono resi disponibili per i pazienti COVID-19. Consulta la pagina dedicata sul sito dell'AIFA.



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Cosa bisogna fare al termine dell’isolamento fiduciario per rientrare al lavoro?



Al termine del periodo di isolamento fiduciario, se non sono comparsi sintomi, la persona può rientrare al lavoro ed il periodo di assenza risulta coperto dal certificato emesso all’inizio del periodo di isolamento. 

Qualora durante il periodo di isolamento fiduciario la persona dovesse sviluppare sintomi, il Dipartimento di Sanità Pubblica, che si occupa della sorveglianza sanitaria, provvederà all’esecuzione del tampone per la ricerca di SARS-CoV-2. In caso di esito positivo dello stesso bisognerà attendere la guarigione clinica (cioè la totale assenza di sintomi). A quel punto verranno effettuati due tamponi di conferma di avvenuta guarigione a distanza di 24 ore l’uno dall’altro. Se entrambi i tamponi risulteranno negativi la persona potrà tornare a lavoro, altrimenti proseguirà  l’isolamento fiduciario.



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Quali sono le raccomandazioni per i familiari che assistono persone in isolamento domiciliare per sospetta o confermata COVID-19?



  • La persona che presta assistenza al malato Covid-19 deve essere in buona salute, non avere malattie che lo mettano a rischio, indossare una mascherina chirurgica accuratamente posizionata sul viso quando si trova nella stessa stanza del  malato.
  • Le mani vanno accuratamente lavate con acqua e sapone o con una soluzione idroalcolica dopo ogni contatto con il malato o con il suo ambiente circostante, prima e dopo aver preparato il cibo, prima di mangiare, dopo aver usato il bagno e ogni volta che le mani appaiono sporche.
  • Stoviglie, posate, asciugamani e lenzuola devono essere dedicate esclusivamente alla persona malata. Devono essere lavate spesso con acqua e detersivo a 60-90 °C.
  • Le superfici toccate frequentemente dalla persona malata devono essere pulite e disinfettate ogni giorno.
  • Se la persona malata peggiora o ha difficoltà respiratorie chiamare immediatamente il 112/118.


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Quando bisogna indossare la mascherina?



A partire dal 4 maggio 2020, ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19, è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza.

Non sono soggetti all’obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina ed i soggetti che interagiscono con i predetti.

L’obbligatorietà dell’uso in alcune Regioni è stata estesa anche ad altri contesti.

Con il  DPCM del 7 agosto 2020 sono prorogate 7 settembre le misure di contenimento per contrastare la diffusione del nuovo coronavirus. Il DPCM conferma l’obbligo dell’utilizzo delle mascherine nei luoghi chiusi aperti al pubblico, il rispetto della misura del distanziamento sociale di almeno 1 metro tra le persone e la raccomandazione del lavaggio corretto e frequente delle mani (art. 1 Dpcm).

Con Ordinanza del ministro della Salute del 16 agosto 2020 sono previste, a partire dal 17 agosto, ulteriori prescrizioni rispetto al DPCM del 7 agosto 2020. L'ordinanza dispone l'obbligo dalle ore 18.00 alle ore 06.00 sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie anche all’aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie, lungomari) ove per le caratteristiche fisiche sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea e/o occasionale. 

In comunità possono essere utilizzate mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un'adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate, che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso.

L’utilizzo delle mascherine di comunità si aggiunge alle altre misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio (come il distanziamento fisico e l’igiene costante e accurata delle mani) che restano invariate e prioritarie.

Non è utile indossare più mascherine chirurgiche sovrapposte. L'uso razionale delle mascherine chirurgiche è importante per evitare inutili sprechi di risorse preziose.

Guarda il video Come usare le mascherine



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Come devo mettere e togliere la mascherina?



Prima di indossare la mascherina 

  • lavare le mani con acqua e sapone per almeno 40-60 secondi o eseguire l’igiene delle mani con soluzione alcolica per almeno 20-30 secondi 
  • indossare la mascherina toccando solo gli elastici o i legacci e avendo cura di non toccare la parte interna
  • posizionare correttamente la mascherina facendo aderire il ferretto superiore al naso e portandola sotto il mento
  • accertarsi di averla indossata nel verso giusto (ad esempio nelle mascherine chirurgiche la parta colorata è quella esterna).

Durante l’uso 

  • se si deve spostare la mascherina manipolarla sempre utilizzando gli elastici o i legacci
  • se durante l’uso si tocca la mascherina, si deve ripetere l’igiene delle mani
  • non riporre la mascherina in tasca e non poggiarla su mobili o ripiani.

Quando si rimuove 

  • manipolare la mascherina utilizzando sempre gli elastici o i legacci
  • lavare le mani con acqua e sapone o eseguire l'igiene delle mani con una soluzione alcolica

Nel caso di mascherine riutilizzabili

  • procedere alle operazioni di lavaggio a 60°C con comune detersivo o secondo le istruzioni del produttore, se disponibili; talvolta i produttori indicano anche il numero massimo di lavaggi possibili senza riduzione della performance della mascherina
  • dopo avere maneggiato una mascherina usata, effettuare il lavaggio o l’igiene delle mani.  

Guarda il video Come usare le mascherine.



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Quali mascherine devo usare nel caso in cui compaiano sintomi di infezione respiratoria?



Nel caso in cui compaiano sintomi è necessario l’utilizzo di mascherine certificate come dispositivi medici.



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La mascherina è obbligatoria anche per i bambini?



Dai sei anni in su anche i bambini devono portare la mascherina e per loro va posta attenzione alla forma evitando di usare mascherine troppo grandi e scomode per il loro viso.



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Devo prendere precauzioni particolari quando uso la mascherina?



Prima di indossare la mascherina 

  • lavare le mani con acqua e sapone per almeno 40-60 secondi o eseguire l’igiene delle mani con soluzione alcolica per almeno 20-30 secondi 
  • indossare la mascherina toccando solo gli elastici o i legacci e avendo cura di non toccare la parte interna
  • posizionare correttamente la mascherina facendo aderire il ferretto superiore al naso e portandola sotto il mento
  • accertarsi di averla indossata nel verso giusto (ad esempio nelle mascherine chirurgiche la parta colorata è quella esterna).

Durante l’uso 

  • se si deve spostare la mascherina manipolarla sempre utilizzando gli elastici o i legacci
  • se durante l’uso si tocca la mascherina, si deve ripetere l’igiene delle mani
  • non riporre la mascherina in tasca e non poggiarla su mobili o ripiani.

Quando si rimuove 

  • manipolare la mascherina utilizzando sempre gli elastici o i legacci
  • lavare le mani con acqua e sapone o eseguire l'igiene delle mani con una soluzione alcolica

Nel caso di mascherine riutilizzabili

  • procedere alle operazioni di lavaggio a 60 gradi con comune detersivo o secondo le istruzioni del produttore, se disponibili; talvolta i produttori indicano anche il numero massimo di lavaggi possibili senza riduzione della performance della mascherina
  • dopo avere maneggiato una mascherina usata, effettuare il lavaggio o l’igiene delle mani.  


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Che differenza c’è tra le cosiddette mascherine di comunità e le mascherine chirurgiche?



Le mascherine chirurgiche sono le mascherine a uso medico, sviluppate per essere utilizzate in ambiente sanitario e certificate in base alla loro capacità di filtraggio. Rispondono alle caratteristiche richieste dalla norma UNI EN ISO 14683-2019 e funzionano impedendo la trasmissione.

Le mascherine di comunità hanno lo scopo di ridurre la circolazione del virus nella vita quotidiana e non sono soggette a particolari certificazioni. Non devono essere considerate né dei dispositivi medici, né dispositivi di protezione individuale, ma una misura igienica utile a ridurre la diffusione del virus SARS-COV-2.



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È possibile lavare le mascherine di comunità?



È possibile lavare le mascherine di comunità se fatte con materiali che resistono al lavaggio a 60 gradi.
Le mascherine di comunità commerciali sono monouso o sono lavabili se sulla confezione si riportano indicazioni che possono includere anche il numero di lavaggi consentito senza che questo diminuisca la loro performance.



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Quali sono le caratteristiche che devono avere le mascherine di comunità?



Le mascherine devono:

  • garantire un'adeguata barriera per naso e bocca
  • essere realizzate in materiali multistrato che non devono essere né tossici né allergizzanti né infiammabili e che non rendano difficoltosa la respirazione
  • devono aderire al viso coprendo dal mento al naso garantendo allo stesso tempo confort.


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Quando devo indossare i guanti?



L’utilizzo dei guanti in comunità si aggiunge solamente alle altre misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio, che restano prioritarie.

L’uso dei guanti "usa e getta" resta comunque raccomandato nelle attività di acquisto, particolarmente per l’acquisto di alimenti e bevande.

Inoltre, nell’ambito dei trasporti, negli ambienti di lavoro e nei cantieri, qualora non fosse possibile mantenere una distanza interpersonale di almeno un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative, è necessario l’uso delle mascherine e altri dispositivi di protezione (tra cui guanti, occhiali, tute, cuffie, camici, ecc.) conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie.




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Quali precauzioni devo prendere per un corretto utilizzo dei guanti?



L’uso dei guanti, come quello delle mascherine, aiuta a prevenire le infezioni ma solo a determinate condizioni. Diversamente, il dispositivo di protezione può diventare un veicolo di contagio.

Quindi, sì all’utilizzo dei guanti a patto che:

  • non sostituiscano la corretta igiene delle mani, che deve avvenire attraverso un lavaggio accurato e per 60 secondi
  • siano ricambiati ogni volta che si sporcano ed eliminati correttamente nei rifiuti indifferenziati
  • come le mani, non vengano a contatto con bocca naso e occhi
  • siano eliminati al termine dell’uso, per esempio, al supermercato
  • non siano riutilizzati.


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Come devono essere smaltiti mascherine, guanti e altri rifiuti?



Nelle abitazioni in cui sono presenti persone positive al tampone, in isolamento o in quarantena obbligatoria, deve essere interrotta la raccolta differenziata e tutti i rifiuti domestici, indipendentemente dalla loro natura (includendo fazzoletti, rotoli di carta, teli monouso, mascherine e guanti), devono essere considerati indifferenziati e, pertanto, gettati all'interno del contenitore utilizzato per la raccolta indifferenziata (se possibile a pedale), ponendoli prima dentro almeno due sacchetti resistenti chiusi (uno dentro l'altro), per evitare contatti da parte degli operatori ecologici.

Nelle abitazioni in cui, invece, non sono presenti persone positive al tampone, in isolamento o in quarantena obbligatoria, si raccomanda di mantenere le procedure in vigore nel territorio di appartenenza, non interrompendo la raccolta differenziata.
A scopo cautelativo, tuttavia, fazzoletti, mascherine e guanti eventualmente utilizzati dovranno essere smaltiti nei rifiuti indifferenziati.




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In ambito sanitario quali dispositivi di protezione individuale (DPI) si devono usare?



L'Istituto Superiore di Sanità ha emanato un documento riguardante i DPI e i dispositivi medici raccomandati per la prevenzione del contagio da SARS-CoV-2 in contesto lavorativo (operatori sanitari, addetti alle pulizie, tecnici di laboratorio, pazienti con/senza sintomi, accompagnatori, ambulanzieri etc.) e destinatari dell’indicazione. Consulta il documento aggiornato al 10 maggio 2020.



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Quanto tempo sopravvive il nuovo Coronavirus sulle superfici?



Le evidenze scientifiche al momento disponibili indicano che il tempo di sopravvivenza del virus sulle superfici vari in relazione al tipo di superficie considerata. Il recente rapporto dell'Istituto superiore di sanità riguardo le raccomandazioni sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19 (superfici, ambienti interni e abbigliamento) e la circolare 22 maggio 2020 del ministero della Salute riportano i tempi di rilevazione di particelle virali sulle superfici più comuni, variabili da alcune ore (come ad es. sulla carta) fino a diversi giorni (come sulla plastica e l’acciaio inossidabile).

Tuttavia, bisogna considerare che i dati finora disponibili, essendo generati da condizioni sperimentali, devono essere interpretati con cautela, tenendo anche conto del fatto che la presenza di RNA virale non indica necessariamente che il virus sia vitale e potenzialmente infettivo.

L’utilizzo di semplici disinfettanti è in grado di uccidere il virus annullando la sua capacità di infettare le persone, per esempio disinfettanti contenenti alcol (etanolo) o ipoclorito di sodio (candeggina/varechina).
Ricorda di pulire gli oggetti che usi frequentemente (telefono cellulare, auricolari, microfono) prima con acqua e sapone o altri detergenti neutri e poi disinfettarli con prodotti a base di ipoclorito di sodio (candeggina/varechina) o etanolo (alcol), tenendo conto delle indicazioni fornite dal produttore. 

Leggi il Rapporto ISS Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: superfici, ambienti interni e abbigliamento.



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Che differenza c'è tra sanificazione, disinfezione, igienizzazione e gli altri procedimenti di pulizia?



  • Sanificazione: è un “complesso di procedimenti e operazioni” di pulizia e/o disinfezione e comprende il mantenimento della buona qualità dell’aria anche con il ricambio d’aria in tutti gli ambienti.
  • Disinfezione: è un trattamento per abbattere la carica microbica di ambienti, superfici e materiali e va effettuata utilizzando prodotti disinfettanti (biocidi o presidi medico chirurgici) autorizzati dal Ministero della Salute. Questi prodotti devono obbligatoriamente riportare in etichetta il numero di registrazione/autorizzazione.
  • Igienizzazione: è l’equivalente di detersione ed ha lo scopo di rendere igienico, ovvero pulire l’ambiente eliminando le sostanze nocive presenti. I prodotti senza l’indicazione dell’autorizzazione del ministero della Salute che riportano in etichetta diciture sull’attività ad es. contro germi e batteri, non sono prodotti con attività disinfettante dimostrata ma sono semplici detergenti per l’ambiente (igienizzanti).
  • Detersione: consiste nella rimozione e nell’allontanamento dello sporco e dei microrganismi in esso presenti, con conseguente riduzione della carica microbica. La detersione e un intervento obbligatorio prima di disinfezione e sterilizzazione, perché lo sporco è ricco di microrganismi che vi si moltiplicano attivamente ed è in grado di ridurre l’attività dei disinfettanti.
  • Pulizia: per la pulizia si utilizzano prodotti detergenti/igienizzanti per ambiente – i due termini sono equivalenti - che rimuovono lo sporco mediante azione meccanica o fisica.
  • Sterilizzazione: processo fisico o chimico che porta alla distruzione mirata di ogni forma microbica vivente, sia in forma vegetativa che in forma di spore.

Leggi



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È necessaria una pulizia delle strade con disinfettanti (es. ipoclorito di sodio)?



Non ci sono evidenze che le superfici calpestabili siano coinvolte nella trasmissione del virus. Inoltre l’uso di ipoclorito di sodio potrebbe portare ad un aumento di sostanze pericolose nell’ambiente. Resta consigliata l’ordinaria pulizia delle strade con saponi/detergenti convenzionali.



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È sicuro ricevere pacchi dai Paesi in cui sono presenti casi di COVID-19?



Sì. L’OMS ha dichiarato che la probabilità che una persona infetta contamini le merci è bassa e che anche il rischio di contrarre il nuovo virus da un pacco che è stato esposto a condizioni e temperature diverse è basso.



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Sono possibili importazioni di animali o di prodotti di origine animale dalla Cina?



A causa della presenza di alcune malattie degli animali contagiose in Cina, solo pochi animali vivi e prodotti animali non trasformati sono autorizzati per l'importazione nell'Unione europea dalla Cina.

Non c'è prova che uno qualsiasi degli animali o dei prodotti di origine animale, autorizzati all'entrata nell'Unione Europea, rappresenti un rischio per la salute dei cittadini dell'UE a causa della presenza di SARS-CoV-2 in Cina.



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È possibile importare prodotti alimentari di origine animale dalla Cina?



Come per le importazioni di animali e prodotti di origine animale, a causa della situazione sanitaria degli animali in Cina, solo pochi prodotti alimentari di origine animale sono autorizzati per l'importazione nell'UE dalla Cina, a condizione che soddisfino rigorosi requisiti sanitari e siano stati sottoposti a controlli.

Per gli stessi motivi, i viaggiatori che entrano nel territorio doganale dell'UE non sono autorizzati a trasportare nel bagaglio carne, prodotti a base di carne, latte o prodotti lattiero-caseari.



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Esistono iniziative di sostegno psicologico per le persone in questo momento di stress legato alla COVID-19



Dal 27 aprile è operativo il numero verde di supporto psicologico 800.833.833, attivato dal Ministero della Salute e dalla Protezione Civile. Il numero, raggiungibile anche dall’estero al 02.20228733 è attivo tutti i giorni dalle 8 alle 24. Saranno previste modalità di accesso anche per i non udenti.

Per approfondire vai alla pagina Numero verde di supporto psicologico sito tematico Nuovo Coronavirus del Ministero della salute



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Esiste il rischio che l’infezione da COVID-19 sia trasmessa dagli animali?



Sebbene i dati disponibili, in particolare le sequenze genetiche, suggeriscano l’origine animale del virus SARS-CoV-2, attualmente non esistono sufficienti prove scientifiche che identifichino in modo preciso la fonte o la via di trasmissione dal serbatoio animale di origine a un presunto ospite intermedio e poi all’uomo. Sono in corso studi per comprendere meglio la suscettibilità delle diverse specie animali al virus SARS-CoV-2 e per valutare la dinamica dell’infezione nelle specie sensibili. (Fonte: Commissione Europea)



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Posso contrarre l’infezione dal mio animale da compagnia?



Non esiste alcuna evidenza che gli animali domestici giochino un ruolo nella diffusione di SARS-CoV-2 che riconosce, invece, nel contagio interumano la via principale di trasmissione. Tuttavia, poiché la sorveglianza veterinaria e gli studi sperimentali suggeriscono che gli animali domestici siano, occasionalmente, suscettibili a SARS-CoV-2, è importante proteggere gli animali di pazienti affetti da COVID-19, limitando la loro esposizione.

Si raccomanda di lavare le mani frequentemente con acqua e sapone o usando soluzioni alcoliche prima e dopo essere stati a contatto con gli animali, con la lettiera o la scodella del cibo.




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Esiste il rischio che il virus SARS-CoV-2 sia trasmesso dall’uomo agli animali o da animale ad animale?



È verosimile che l’ambiente dei pazienti COVID-19 sia contaminato dal virus SARS-CoV-2, pertanto gli animali domestici che vivono con persone contagiate sono esposti al virus SARS-CoV-2. Non è possibile escludere il rischio di esposizione, né l’infezione da SARS-CoV-2 nel caso di animali domestici che vivono in famiglie colpite. Dalla valutazione preliminare emerge che il rischio di esposizione e successiva infezione nelle famiglie è basso per i gatti, i furetti e i criceti, molto basso per i cani e trascurabile per gli uccelli e i rettili.
Attualmente non esistono evidenze scientifiche secondo le quali cani e gatti possono favorire la trasmissione del virus SARS-CoV-2 all’uomo. Inoltre, nonostante casi isolati di infezione riportati in cani e gatti, al momento nessuna prova scientifica suggerisce che gli animali infettati dall’uomo stiano giocando un ruolo nell’epidemiologia della pandemia di COVID-19.
I focolai di COVID-19 nell’uomo si diffondono da persona a persona. Nei precedenti episodi di focolai di SARS, gli animali domestici non hanno rappresentato un serbatoio animale, né hanno favorito la diffusione del virus attraverso la trasmissione zoonotica. (Fonte: Ciommissione Europea)



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Occorre adottare precauzioni specifiche con il proprio animale domestico?



Innanzitutto, non è giustificata l’adozione di misure che possano compromettere in qualche modo il benessere del proprio animale. Sebbene attualmente non vi siano evidenze scientifiche del fatto che cani, gatti o altre specie di animali domestici concorrono alla diffusione del virus SARS-CoV-2 e gli animali contagiati dall’uomo non giocano un ruolo nell’epidemiologia della COVID-19, si raccomanda, quando possibile, un atteggiamento precauzionale. Possono essere adottate alcune misure protettive:

  • a scopo precauzionale, le persone infette o nelle quali si sospetta l’infezione da SARS-CoV-2 devono evitare il più possibile il contatto ravvicinato con il proprio animale e adottare buone pratiche igieniche (ad es. mantenersi a distanza dagli animali domestici, lavarsi le mani frequentemente, evitare di toccarsi il volto, indossare una mascherina)
  • secondo lo stesso approccio precauzionale, gli animali appartenenti a proprietari nei quali si sospetta l’infezione da SARS-CoV-2 devono ridurre al minimo i contatti con persone o altri animali ed essere tenuti in casa presso le famiglie o in luoghi o rifugi destinati all’isolamento degli animali, per quanto possibile, non pregiudicandone in alcun caso il benessere, e per una durata pari all’isolamento raccomandato per l’uomo nella stessa area geografica
  • i proprietari devono tenere il proprio animale domestico al guinzaglio quando camminano all’esterno, così da poter garantire la “distanza sociale” dalle altre persone.

(Fonte: Commissione Europea).



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Quali sono gli accorgimenti da attuare al ritorno della passeggiata con il mio cane?



Al ritorno dalle passeggiate, per proteggere il nostro amico è opportuno sempre provvedere alla sua igiene, pulire soprattutto le zampe evitando prodotti aggressivi e quelli a base alcolica che possono indurre fenomeni irritativi, provocando prurito e usando invece prodotti senza aggiunta di profumo (es. acqua e sapone neutro). Per il mantello si consiglia di spazzolarlo e poi passare un panno umido.



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Devo cambiare l'alimentazione del mio animale domestico?



Si consiglia di non variare l’alimentazione.



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Esiste il rischio che il virus SARS-CoV-2 sia trasmesso attraverso gli alimenti per animali domestici o i mangimi? E per quanto riguarda le confezioni?



Come nel caso degli alimenti per il consumo umano, non sono stati segnalati casi di trasmissione del virus SARS-CoV2 agli animali attraverso il consumo di alimenti per animali domestici. L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha concluso che “non esistono prove del fatto che il cibo sia una probabile fonte o via di trasmissione del virus”.
In effetti, come per gli alimenti destinati al consumo umano, non esistono evidenze scientifiche e appare molto improbabile che si possa essere infettati nel maneggiare alimenti per animali domestici. Le raccomandazioni relative alla gestione delle confezioni di alimenti per animali domestici sono identiche a quelle che riguardano la manipolazione di qualsiasi altro pacco. Questa valutazione è valida anche per i mangimi destinati agli animali d’allevamento. (Fonte: Commissione Europea).



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Esiste il rischio specifico che il virus SARS-CoV-2 sia trasmesso dagli animali d’allevamento destinati alla produzione degli alimenti?



Non ci sono evidenze scientifiche del fatto che il bestiame può essere infettato dal virus SARS-CoV-2. Inoltre, i risultati preliminari degli studi suggeriscono che volatili e suini non sono sensibili al virus SARS-CoV-2. La produzione zootecnica nell’UE vanta i più alti standard di sicurezza alimentare, salute e benessere degli animali e tutela ambientale, che riducono enormemente il rischio di trasmissione degli agenti patogeni. Alti livelli di biosicurezza negli allevamenti limitano considerevolmente la potenziale esposizione degli animali d’allevamento a qualsiasi agente zoonotico. (Fonte: Commissione Europea)



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Esiste un rischio specifico negli allevamenti di animali da pelliccia o nei giardini zoologici?



I visoni d’allevamento hanno mostrato segni clinici e sono risultati positivi al virus SARS-CoV-2 nei Paesi Bassi. Molto probabilmente quegli animali hanno contratto l’infezione dai custodi o dagli allevatori, e finora non ci sono state evidenze della trasmissione dai visoni all’uomo. Sono in corso ulteriori ricerche per avere un quadro più chiaro dell’epidemiologia e dell’ulteriore diffusione del virus SARS-CoV-2 negli allevamenti di visone.
I visoni sono mustelidi come i furetti, e studi scientifici hanno dimostrato che i furetti sono sensibili al virus SARS-CoV-2 a seguito dell’infezione sperimentale.
I dati ottenuti da esperimenti di laboratorio e sul campo indicano che molte specie animali (gatti, tigri, leoni, furetti, visoni e, in misura molto minore, cani) sono suscettibili all’infezione da SARS-CoV-2.
I dati delle infezioni sul campo negli animali mostrano che in tutti i casi questi animali sono stati contagiati da esseri umani infettati da SARS-CoV-2 o sospettati di aver contratto la COVID-19. Al momento non vi sono prove che suggeriscano che gli animali infettati dall’uomo (come i gatti in numerosi paesi, i visoni nei Paesi Bassi o le tigri nei giardini zoologici degli Stati Uniti) stiano diffondendo la pandemia di COVID-19.
Sulla base delle informazioni disponibili, non esistono prove scientifiche che giustifichino l’adozione di ulteriori misure sanitarie per gli animali da pelliccia o detenuti negli zoo, compresi i visoni d’allevamento. Tuttavia, come misura precauzionale, si raccomanda al personale degli allevamenti di animali da pelliccia e degli zoo di indossare adeguati dispositivi di protezione individuale, in quanto tali soggetti appartengono a gruppi ad alto rischio/vulnerabili. (Fonte: Commissione Europea)



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Qual è l’approccio dell’UE in materia di test sugli animali per la ricerca dell’infezione da SARS-CoV-2?



Attualmente, non vi è motivo di giustificare test di laboratorio su animali domestici o altre specie domestiche per la ricerca dell’infezione da SARS-CoV-2, pertanto non è necessario eseguire test di laboratorio al di fuori degli appropriati studi scientifici o delle indagini nelle condizioni controllate richieste. Sono importanti gli studi scientifici intesi a comprendere il potenziale serbatoio e le specie ospiti intermedie, compresi gli animali domestici, la fauna selvatica, gli animali d’allevamento o le dinamiche della COVID-19 come potenziale zoonosi (da uomo ad animale e viceversa).
I test sugli animali devono essere limitati agli studi scientifici sul virus SARS-CoV-2. I test sugli animali malati possono essere indicati in via eccezionale in presenza di un paziente COVID-19 confermato nella famiglia, e se tutte le altre diagnosi differenziali sono state esaurite e le Autorità hanno ritenuto opportuno avviare un’indagine su tali animali.
L’UE incoraggia indagini scientifiche ben pianificate e approfondite che favoriranno una migliore comprensione dell’epidemiologia della COVID-19. I Servizi Veterinari, i veterinari liberi professionisti ​​e quelli ufficiali sono incoraggiati a svolgere un ruolo attivo nella pianificazione tecnica e nel coordinamento dei suddetti studi sul virus SARS-CoV-2, evitando il più possibile la duplicazione e la distrazione delle scarse risorse verso test meno significativi al di fuori del contesto di ricerca. (Fonte: Commissione Europea)



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Quali sono le responsabilità internazionali delle Autorità veterinarie in occasione di questo evento?



Le Autorità veterinarie mantengono stretti rapporti con la Commissione Europea e con l’Organizzazione Mondiale della Sanità Animale (OIE), nonché con l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO). Assicurano una comunicazione e una gestione del rischio coerenti e appropriate. Adeguati sistemi di scambio di dati sono operativi a livello europeo e internazionale al fine di segnalare rapidamente alle Autorità veterinarie competenti la comparsa e l’evoluzione delle malattie animali. Questi sistemi sono importanti per il monitoraggio e l’aggiornamento della situazione e, in caso di necessità, il coordinamento delle azioni. Le informazioni provenienti da questi sistemi sono inoltre condivise con il pubblico sui siti web della Commissione Europea e dell’OIE. È essenziale che la COVID-19 non porti all’applicazione di misure di controllo inadeguate nei confronti degli animali domestici o selvatici, che potrebbero comprometterne inutilmente il benessere e la salute o avere un impatto negativo sulla biodiversità e sulla sostenibilità dell’allevamento. I veterinari hanno un ruolo chiave nella comunicazione del rischio, in particolare nell’indicare la motivazione delle misure di gestione del rischio. (Fonte: Commissione Europea).



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Cosa possono fare la Commissione Europea e i Servizi Veterinari nazionali riguardo alla salute degli animali e all’attuale pandemia di COVID-19?



La sanità pubblica e i Servizi Veterinari, compresi i veterinari, lavorano congiuntamente secondo un approccio One Health per condividere le informazioni, in particolare sui sospetti o sulle conferme di infezione negli animali, finalizzate alla valutazione del rischio laddove un paziente COVID-19 riferisca di essere o essere stato a contatto con animali domestici o con altri animali.
L’Unione Europea supporta una rete di laboratori di riferimento dell’UE (EURL) con l’obiettivo di garantire analisi di laboratorio di alta qualità e test armonizzati su tutto il territorio UE. Tale rete supporta le attività della Commissione Europea in materia di valutazione e gestione del rischio nelle diverse aree dell’analisi di laboratorio, comprese le malattie degli animali. In alcuni paesi, i Servizi Veterinari nazionali e i laboratori nazionali, nonché i suddetti EURL, stanno supportando attivamente le funzioni centrali della risposta sanitaria pubblica, offrendo un contributo efficace allo screening e ai test su campioni prelevati dall’uomo per la sorveglianza e la diagnosi.
La Commissione Europea basa le proprie misure e comunicazioni sulle più recenti informazioni scientifiche disponibili e incoraggia la promozione di fonti di informazione autorevoli, declassando i contenuti falsi o fuorvianti e rimuovendo quelli illegali o potenzialmente dannosi per la salute. (Fonte: Commissione Europea).




Direzione Generale della Prevenzione sanitaria
in collaborazione con Istituto Superiore di Sanità

Direzione Generale della sanità animale e dei farmaci veterinari