Ministero della Salute

FAQ - Antibiotico-resistenza

Ultimo aggiornamento:  14 novembre 2018

. Quali sono i rischi dell’antibiotico-resistenza?

L’antibiotico-resistenza ha un importante impatto sull’uomo, sugli animali e sull’ambiente. È infatti più difficile riuscire a curare le malattie infettive: il decorso risulta più lungo, aumenta il rischio di complicanze fino ad arrivare a esiti invalidanti e morte. Essa ha importanti conseguenze sulla qualità della vita delle persone e anche un rilevante impatto economico per il singolo e per la collettività. 

La stessa difficoltà di cura si riflette anche nella medicina veterinaria, con una minore disponibilità di antibiotici in grado di curare le infezioni sia degli animali domestici che di allevamento.

È necessario sottolineare che i batteri, anche quelli resistenti, non riconoscono confini geografici né barriere di specie ed è per questo che il fenomeno dell’antibiotico-resistenza rappresenta una minaccia globale

L’uso degli antibiotici comporta un rischio anche per il possibile rilascio nell’ambiente di residui di questi medicinali, che possono così contaminare acqua, suolo e vegetazione. Questi residui, continuando a essere attivi, possono svolgere la loro azione nei confronti dei batteri che comunemente popolano l'ambiente e attraverso meccanismi complessi, la loro presenza può contribuire a selezionare batteri resistenti.

Pertanto, un approccio cosiddetto “One Health”, che non si limiti alla sola salute umana o animale ma promuova interventi coordinati nei diversi ambiti, inclusa l'agricoltura e l'ambiente, risulta fondamentale.



. Quando assumere gli antibiotici?

Gli antibiotici sono medicinali efficaci esclusivamente nel contrastare le malattie causate da batteri. Non sono utili, invece, per curare infezioni virali, come ad esempio il raffreddore o l’influenza.

Gli antibiotici possono essere assunti solo dopo valutazione da parte di un medico. Non sono, infatti, medicinali da automedicazione e in farmacia possono essere venduti esclusivamente dietro presentazione di ricetta medica. Una volta acquistato il farmaco, è indispensabile seguire scrupolosamente le indicazioni del vostro medico sul dosaggio, tempistica e durata della terapia. Infatti, ogni antibiotico è specifico per curare solo determinate malattie batteriche.

Un uso scorretto degli antibiotici potrebbe portarci indietro nel tempo, quando gli antibiotici non esistevano e le malattie infettive avevano frequentemente un esito fatale.

Gli antibiotici sono un bene prezioso che si sta esaurendo nel tempo. Affinché la loro efficacia possa rimanere inalterata in futuro è necessario che tutti contribuiscano attraverso un uso corretto e responsabile.



. Come assumere gli antibiotici?

Gli antibiotici vanno assunti solo dopo prescrizione da parte del medico. È importante assumere le dosi consigliate, senza eccedere o ridurre autonomamente il dosaggio e non interrompere la cura prima del tempo indicato dal medico.

Un comportamento non corretto, infatti, potrebbe ridurre l’efficacia della terapia e aumentare il rischio che i batteri sviluppino resistenza all’azione di quell’antibiotico, rendendolo quindi inutile.

Qualora dovessero avanzare delle dosi di antibiotico, queste non vanno assunte senza aver consultato prima il medico, neanche se pensiamo di avere un’infezione batterica simile alla precedente. Poiché alcune malattie infettive pur essendo provocate da microrganismi differenti presentano sintomi simili, solo il medico potrà valutare l’eventuale necessità di intraprendere la terapia antibiotica e il tipo di antibiotico da assumere.

Le dosi avanzate, ormai scadute, vanno eliminate in maniera opportuna. In questo caso bisogna rivolgersi al farmacista. Provvederà lui al corretto smaltimento o ci informerà su come fare.

Usare bene gli antibiotici è una responsabilità del singolo nei confronti della propria salute e della collettività.

L’uso responsabile degli antibiotici permetterà a tutti di avere sempre a disposizione medicinali efficaci per le malattie batteriche. Al contrario lo sviluppo di antibiotico-resistenza, conseguente ad un uso inappropriato degli antibiotici, mette a rischio la salute di ognuno di noi.



. Come prevenire le infezioni?

Per prevenire o limitare la difusione delle infezioni è importante, oltre all'uso responsabile degli antibiotici, adottare comportamenti adeguati.

L’azione più semplice è il lavaggio delle mani. Le mani sono un ricettacolo di germi, alcuni dei quali risiedono normalmente sulla cute senza creare danni, altri invece sono responsabili di infezioni e malattie. Le nostre mani, quindi, toccando altre persone, animali, superfici, oggetti vari, possono essere contaminate.

I batteri presenti sulle nostre mani possono essere trasmessi ad altre persone con le quali veniamo a contatto e possono causare malattie, dalle più frequenti e meno gravi ad altre più gravi e preoccupanti.

È indispensabile lavare sempre le mani con acqua e sapone prima di manipolare gli alimenti, cucinare e mangiare, prima di rimuovere le lenti a contatto, ogni volta che si utilizzano i servizi igienici, dopo aver viaggiato sui mezzi pubblici, dopo aver maneggiato la spazzatura o essere stati a contatto con animali.

Ricorda che quando non hai a disposizione acqua e sapone puoi usare un gel idroalcolico che è altrettanto efficace.

Il ridotto utilizzo di antibiotici permetterà di ridurre il fenomeno dell’antibiotico-resistenza e ci aiuterà a continuare ad avere antibiotici efficaci per le malattie batteriche.



. Come usare gli antibiotici con gli animali da compagnia?

Il numero di animali domestici cresce costantemente insieme alla maggiore attenzione per la loro salute e il loro benessere e tutto questo si traduce in un numero maggiore di cure.

L’eventuale utilizzo inappropriato e, in alcuni casi, indiscriminato di antibiotici e la cattiva abitudine, da parte di alcuni proprietari, di non rispettare alla lettera le prescrizioni del medico veterinario, può facilitare la diffusione della resistenza antibiotica.

La propagazione è favorita, inoltre, dalla crescente condivisione di abitudini e ambienti tra animali da compagnia (pet) e proprietari. Bisogna infatti tenere a mente che i batteri resistenti e i geni di trasmissione della resistenza non riconoscono barriere e possono passare dall’animale all’uomo e viceversa.

La lotta all’antibiotico-resistenza passa attraverso il riconoscimento del fatto che tutti abbiamo responsabilità e tutti possiamo contribuire alle soluzioni. Il cittadino/consumatore/proprietario di animali può fare la sua parte per conservare l'efficacia degli antibiotici. In primo luogo attraverso un utilizzo responsabile dei farmaci, evitando iniziative autonome e ricorrendo agli antibiotici soltanto sulla base della prescrizione del medico veterinario, che dovrà essere poi seguita in maniera corretta, rispettando i tempi delle somministrazioni e la durata della terapia.

È invece compito del Ministero della salute registrare e monitorare l’uso degli antibiotici veterinari così come l’utilizzo in deroga di medicinali contenenti agenti antibiotici autorizzati per uso umano. Per agevolare questo tipo di controlli una legge europea (Legge 20 novembre 2017 , n. 167) ha reso obbligatorio l’utilizzo della ricetta elettronica veterinaria per consentire di tracciare in modo completo l’intera filiera del farmaco, dalla produzione, alla vendita in farmacia fino all’utilizzo.



. Quali controlli ci sono sull’uso degli antibiotici negli allevamenti?

Gli allevamenti intensivi si trovano molto spesso sotto accusa quale presunto luogo in cui si abusi di antibiotici e dove si favorisca lo sviluppo di antimicrobico-resistenza.

Ma come stanno davvero le cose? Si tratta ovviamente di fake news. È falso che negli allevamenti intensivi si faccia uso di antibiotici per accelerare la crescita degli animali. Questo tipo di utilizzo è vietato in Europa, per legge, dal 2006.

Non vi sono dubbi sulla sicurezza dei prodotti di origine animale all’interno dei quali non si trovano neanche residui di medicinali, grazie all’esistenza di controlli specifici che lo garantiscano.

Il Ministero della salute e le Regioni fanno da sempre controlli ufficiali, che rappresentano un fiore all’occhiello del nostro Paese e garantiscono alimenti sicuri sulle nostre tavole.

Anche gli allevatori, però, possono e devono fare la loro parte, in primo luogo ricorrendo agli antibiotici solo in presenza di prescrizione del medico veterinario.

Il Ministero della salute si è dotato di un Piano nazionale per il contrasto dell’antimicrobico-resistenza, attraverso cui sta incrementando la sorveglianza e il monitoraggio su tutto il territorio nazionale, con il pieno coinvolgimento dei laboratori pubblici e privati.

Ha anche messo a punto un sistema integrato, denominato ClassyFarm, per la categorizzazione del rischio di sviluppo di antibiotico-resistenza all’interno degli allevamenti, che si basa sulla raccolta e l’elaborazione dei dati di diverse aree (salute e benessere animale, uso di medicinali, lesioni al macello) provenienti dalle attività del controllo ufficiale, dai sistemi informativi e banche dati già in uso dal Ministero e dalle attività in autocontrollo dell’azienda.




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