Ministero della Salute

Faq - Dengue

Ultimo aggiornamento:  22 luglio 2016

1. Cosa sono la dengue e la dengue grave (conosciuta come febbre emorragica dengue)?

La dengue è una malattia grave, con sintomatologia simil-influenzale, che colpisce i bambini, i giovani e gli adulti, ma raramente causa la morte. È trasmessa dalla puntura di una zanzara infetta, principalmente appartenente alla specie Aedes aegypti, ed in maniera minore alla specie Aedes albopictus, molto diffusa in tutta Italia. Queste zanzare possono trasmettere anche chikungunya, Zika e febbre gialla. La dengue è presente soprattutto nelle regioni tropicali, ma recentemente si è diffusa in tutto il mondo. La sua distribuzione è influenzata da piovosità, temperatura e urbanizzazione selvaggia.

La dengue grave (anche conosciuta come febbre emorragica dengue) è una complicazione potenzialmente letale che si può sviluppare da un’infezione da virus dengue. È stata scoperta negli anni cinquanta durante l’epidemia di dengue che ha colpito le Filippine e la Tailandia. Attualmente colpisce la maggior parte dei paesi asiatici e dell’America Latina e, in queste regioni, è diventata una delle principali cause di ospedalizzazione e di mortalità nei bambini.

Esistono quattro sierotipi diversi, ma strettamente correlati, del virus che causa la dengue: DEN-1, DEN-2, DEN-3, DEN-4.
La guarigione dall’infezione causata da un sierotipo, fornisce un’immunità per tutta la vita solo contro quel particolare sierotipo. Tuttavia, l’immunizzazione crociata verso gli altri sierotipi è solo parziale e temporanea. Una successiva infezione da parte di un altro sierotipo di dengue aumenta il rischio di sviluppare la febbre emorragica dengue.



2. In quali aree del mondo è presente la dengue?

La dengue è principalmente trasmessa attraverso la puntura di una zanzara (Aedes aegypti) ed è presente in tutti i paesi tropicali. La zanzara Ae. aegypti e altre specie di zanzare, quali Ae. albopictus, molto diffusa anche in tutta Italia, si adattano facilmente a diversi ambienti e pertanto possono diffondere la dengue anche in Europa e Nord America durante i mesi estivi.

Anche i viaggiatori che si infettano all’estero e ritornano in patria possono diffondere la malattia se vengono punti dalle zanzare Aedes presenti localmente.

Il numero di casi di dengue è aumentato notevolmente in tutto il mondo negli ultimi decenni, nonostante sia sottostimato a causa della mancata notifica dei casi o alla loro errata classificazione. Una stima recente calcola che si verifichino circa 390 milioni di casi di dengue all’anno, dei quali 96 milioni con sintomatologia clinica di diversa gravità. Un altro studio stima che in tutto il mondo le persone a rischio di contrarre la dengue siano 3,9 miliardi in 128 paesi.

Altre caratteristiche epidemiologiche della malattia evidenziano la presenza di diversi sierotipi di dengue in molti paesi endemici, con un impatto allarmante sia sulla salute umana che sull’economia nazionale e globale.

Prima del 1970, solo 9 paesi erano stati colpiti da gravi epidemie di dengue. Attualmente la malattia è endemica in oltre 100 paesi di Africa, Americhe, Mediterraneo orientale, Asia sudorientale e Pacifico occidentale. Le regioni delle Americhe, Asia sudorientale e Pacifico occidentale sono le più gravemente colpite. Nel 2015, sono stati notificati dal solo continente americano 2,35 milioni di casi di dengue, dei quali 10.200 sono stati diagnosticati come dengue grave ed hanno causato 1.181 decessi.

Non si sta assistendo solo ad un aumento del numero di casi legato alla diffusione del virus in nuove aree, ma anche alla comparsa di epidemie di grandi dimensioni. Il rischio che si verifichi un’epidemia di dengue attualmente esiste anche in Europa e, nel 2010, sono stati notificati per la prima volta casi autoctoni in Francia ed in Croazia. Nel 2012, un’epidemia di dengue si è sviluppata nell’isola di Madera – Portogallo, causando oltre 2.000 casi. Casi importati sono stati segnalati in diversi altri paesi europei, fra cui l’Italia. Fra i viaggiatori che tornano da paesi a reddito medio-basso, la dengue è la seconda causa di malattia febbrile diagnosticata, dopo la malaria.

Si stima che 500.000 persone colpite da dengue grave vengano ospedalizzate ogni anno, una gran percentuale delle quali sono bambini.



3. Quali sono i sintomi della dengue e della dengue grave?

Dengue

La dengue provoca una sintomatologia simil-influenzale che persiste per 2-7 giorni. La sintomatologia in genere compare dopo un periodo di incubazione di 4-10 giorni successivi alla puntura di una zanzara infetta. La febbre elevata (40°C) è generalmente accompagnata almeno da due dei seguenti sintomi:

  • mal di testa
  • dolore retrorbitale
  • nausea, vomito
  • linfonodi ingrossati
  • dolori alle articolazioni, alle ossa o ai muscoli
  • eritema cutaneo

Dengue grave

Quando si sviluppa in dengue grave, la fase critica inizia circa 3-7 giorni dopo l’insorgenza dei sintomi. La temperatura diminuisce, scendendo sotto i 38°C, ma ciò NON significa necessariamente che il paziente stia migliorando. È invece necessario prestare particolare attenzione a questi segnali che possono portare a una forma di dengue grave:

  • gravi dolori addominali
  • vomito persistente
  • gengive che sanguinano
  • vomito sanguinolento
  • respiro affannoso
  • stanchezza/agitazione

Nelle 24-48 ore successive può verificarsi la morte, pertanto è necessario essere seguiti appropriatamente da un medico, possibilmente in una struttura ospedaliera, per evitare le complicazioni e il rischio di decesso.

Quando si sospetta una forma di dengue grave, il malato dovrebbe essere condotto al pronto soccorso o al più vicino centro di salute, poiché questa forma può causare:

  • perdita di plasma, che può condurre a shock e/o ad accumulo di fluidi che possono causare o meno problemi respiratori
  • grave emorragia
  • gravi disfunzioni di alcuni organi.


4. Quale terapia va somministrata?

Non esiste un trattamento farmacologico specifico per la dengue.

I pazienti dovrebbero consultare un medico, stare a riposo e bere molto. Si può utilizzare il paracetamolo per abbassare la febbre e diminuire il dolore alle articolazioni. Al contrario è controindicato l’uso di aspirina o di ibuprofene poiché può aumentare il rischio di emorragie.

I pazienti infetti dal virus dengue, dopo che sono comparsi i primi sintomi, se vengono punti da zanzare Aedes, possono trasmettere l’infezione (per 4-5 giorni, massimo 12). Per precauzione, i pazienti dovrebbero adottare le misure adeguate a ridurre il rischio di trasmissione, ad esempio dormire sotto una zanzariera durante il periodo febbrile.

L’infezione da un sierotipo conferisce immunità per tutta la vita solo contro quel particolare sierotipo. È possibile, pertanto, infettarsi con un altro sierotipo e contrarre la forma di dengue grave.

Quando sono presenti sintomi premonitori della dengue grave, è assolutamente necessario consultare un medico e farsi ricoverare in ospedale per gestire appropriatamente la malattia.

Se diagnosticata precocemente e con un’assistenza medica adeguata, la mortalità è inferiore all’1%. Nei casi di dengue grave è fondamentale mantenere il volume dei fluidi corporei. In tutti i casi la dengue grave è un’esperienza molto dolorosa e spiacevole.



5. È disponibile un vaccino?

Fra la fine del 2015 e l’inizio del 2016, in diversi paesi è stato registrato il primo vaccino contro la dengue, Dengvaxia (CYD-TDV) prodotto da Sanofi Pasteur, per l’uso nelle persone di 9-45 anni d’età abitanti in aree endemiche.

In Italia, e negli altri paesi europei, questo vaccino non è stato registrato.



6. Cosa si deve fare se si sospetta di avere la dengue?

Se si sospetta di aver contratto la dengue, bisogna recarsi immediatamente da un medico.
La diagnosi del medico sarà basata:

  • sulla sintomatologia
  • sui risultati degli esami di laboratorio effettuati per evidenziare la presenza del virus dengue
  • sull’anamnesi medica e dei viaggi effettuati.

Le persone devono informare il medico di eventuali viaggi in paesi in cui la dengue è endemica realizzati nelle due settimane precedenti.



7. Come si diffondono la dengue e la dengue grave?

La dengue viene trasmessa con la puntura di una zanzara femmina (soprattutto, ma non esclusivamente Aedes aegypti).
La zanzara si contagia nutrendosi del sangue di una persona infetta, successivamente, (dopo circa una settimana) pungendo una persona sana può trasmetterle il virus.
Ae. aegypti può volare per circa 400 m in cerca di contenitori pieni d’acqua in cui deporre le uova, tuttavia generalmente preferisce rimanere in prossimità delle zone urbane.
Aedes aegypti punge preferibilmente durante le ore diurne, i periodi di maggiore attività sono la mattina presto e la sera prima del crepuscolo.
La dengue non viene trasmessa direttamente da persona a persona, tuttavia, una persona infetta e sintomatica può infettare le zanzare. Le persone possono inoltre trasportare l’infezione da un paese ad un altro o da un’area ad un’altra durante il periodo in cui il virus si localizza nel sangue e si riproduce nel sistema circolatorio sanguigno.

Le persone infette sintomatiche o asintomatiche sono i principali portatori e moltiplicatori del virus e costituiscono una fonte d’infezione per le zanzare non infette. I pazienti infetti dal virus dengue possono trasmettere l’infezione (per 4-5 giorni, massimo 12) tramite le zanzare Aedes, dopo la comparsa dei primi sintomi.

Aedes aegypti si è evoluta in una specie che punge ad intermittenza e, per nutrirsi, preferisce pungere più di una persona. Questo meccanismo ha trasformato Aedes aegypti in un vettore molto efficiente nella trasmissione delle epidemie.

Anche Aedes albopictus può trasmettere il virus dengue. Questa zanzara si è diffusa in Nord America ed in Europa, incluso in Italia, dove è presente su tutto il territorio nazionale, soprattutto attraverso il commercio internazionale di pneumatici usati e di altre merci, fra cui i bambù della fortuna.

Ae. albopictus si adatta molto facilmente e può sopravvivere nelle regioni europee con clima temperato più freddo. La sua diffusione è dovuta al fatto che tollera temperature molto basse, che può ibernarsi e che è capace di trovare microhabitat in cui sopravvivere.



8. Dove si riproducono le zanzare?

Le zanzare, soprattutto ad Aedes aegypti, prosperano nelle aree urbane.
Le zanzare che trasmettono la dengue depongono le uova in contenitori con d’acqua (come bottiglie, contenitori, immondizia, pneumatici, ecc). presenti dentro casa e nelle aree adiacenti.
Le zanzare femmina depongono numerose uova fino a 5 volte durante la loro vita, le uova si schiudono quando vengono in contatto con l’acqua e possono sopravvivere all’essiccamento per mesi.
Le zanzare adulte “generalmente” vivono all’interno delle case in aree buie (ripostigli, sotto i letti, dietro le tende) dove sono protette dal vento, dalla pioggia e dalla maggior parte dei predatori, pertanto la loro aspettativa di vita aumenta, come pure la probabilità di vivere abbastanza a lungo da prendere il virus da una persona e trasmetterlo ad un’altra.

9. Cosa si può fare per ridurre il rischio di infettarsi con la dengue?

La misura di prevenzione più efficace nelle aree infestate da zanzare Aedes consiste nell’eliminare i siti in cui le zanzare depongono le uova – cosiddetta riduzione delle fonti. Diminuendo il numero delle uova, delle larve e delle pupe, si ridurrà il numero di zanzare adulte e la trasmissione della malattia.
Di seguito alcuni esempi di habitat in cui le zanzare si riproducono:

in casa

  • trappole per formiche
  • vasi da fiori e sottovasi
  • cisterne per l’acqua (acqua da bere, acqua per il bagno, ecc.)
  • contenitori di plastica
  • bottiglie

all’esterno

  • bottiglie e lattine usate
  • pneumatici usati
  • contenitori artificiali
  • cavità degli alberi, buche, cantieri edili
  • recipienti per la raccolta dell’acqua piovana
  • conchiglie, gusci, baccelli degli alberi
  • foglie di varie piante e loro intersezione col tronco/rami
  • barche, attrezzature

Gli oggetti che raccolgono l’acqua piovana, o che vengono utilizzati come deposito dell’acqua dovrebbero essere coperti o eliminati. Gli altri contenitori eventualmente presenti dovrebbero essere svuotati e puliti strofinandoli per eliminare le uova almeno una volta alla settimana. In questo modo si eviterà che le uova, larve, pupe si trasformino in zanzare adulte.

La partecipazione della comunità è un fattore chiave per la prevenzione della dengue. Se ogni nucleo familiare si mobilizzasse per ridurre la densità dei vettori, il tasso di trasmissione diminuirebbe fino all'eventuale interruzione.

Attualmente, il metodo principale per controllare o prevenire la trasmissione del virus dengue consiste nella lotta alle zanzare:

  • evitare che le zanzare abbiano accesso ai siti dove possono riprodursi, attraverso la gestione e la modifica dell’habitat
  • eliminare i rifiuti solidi in modo appropriato e rimuovere gli habitat artificiali creati dall’uomo
  • coprire, svuotare e pulire i contenitori dell’acqua domestica settimanalmente
  • applicare insetticidi appropriati ai contenitori dell’acqua posizionati all’aperto
  • usare dispositivi di protezione personale e dell’abitazione, come schermi a porte e finestre, abiti che coprano il corpo il più possibile, utilizzare materiali trattati con insetticidi, zampironi e vaporizzatori
  • rafforzare la partecipazione e mobilizzazione comunitaria per implementare un controllo dei vettori sostenibile
  • vaporizzare insetticidi nell’ambiente se si verifica un caso di malattia trasmessa da vettori, come una delle misure di emergenza
  • implementare il monitoraggio e la sorveglianza dei vettori per determinare l’efficacia degli interventi di controllo.


10. Esistono misure di protezione personale e dell’abitazione?

Proteggersi dalle punture di zanzara è la misura più efficace e si può fare riducendo la superficie del corpo esposta alle punture di zanzara, ad esempio indossando abiti che coprano la maggior parte del corpo (come camicie a maniche lunghe e pantaloni) o utilizzando repellenti cutanei (a base di DEET, IR3535 o Icaridina). Se si utilizzano repellenti cutanei, vanno seguite attentamente le istruzioni riportate sulla confezione, inoltre, in caso di gravidanza, bambini piccoli, anziani o persone con problemi di salute, è preferibile consultare un medico.

Per ridurre il rischio di essere punti dalle zanzare dentro casa, si possono utilizzare schermi alle finestre e alle porte, o l’aria condizionata. Le zanzariere (trattate o meno con insetticidi) proteggono le persone che sono solite dormire durante il giorno, ed inoltre proteggono contro altre specie di zanzara che pungono di notte (ad es. Anopheles, Culex). In casa, l' uso di insetticidi, zampironi ed altri vaporizzatori può ridurre la possibilità di essere punti dalle zanzare.



11. Come funziona la sorveglianza della dengue in Italia?

Per intensificare le attività di sorveglianza e risposta, il Ministero della Salute ha emanato la Circolare 16 giugno 2016 - Piano nazionale di sorveglianza e risposta alle arbovirosi trasmesse da zanzare (Aedes sp) con particolare riferimento a virus Chikungunya, Dengue e virus Zika – 2016.

Il Piano prevede tre componenti principali:

  • sorveglianza epidemiologica dei casi umani
  • sorveglianza entomologica e valutazione dei diversi livelli di rischio di trasmissione
  • comunicazione del rischio.

Il Piano raccomanda inoltre che siano segnalati i casi di altre arbovirosi eventualmente diagnosticate, quali: virus Toscana, virus dell’encefalite da zecche, virus Usutu, virus dell’encefalite giapponese, virus della febbre della valle del Rift, virus della febbre gialla, ed hantavirus.

Informazioni più dettagliate sono disponibili nella Circolare.




Organizzazione Mondiale della sanità

Traduzione: Ministero della salute, D.G.Prevenzione sanitaria