Ministero della Salute

Ebola, domande e risposte (EVD)

Ultimo aggiornamento:  24 novembre 2014

. Che cos'è la malattia da virus Ebola?

La malattia da virus Ebola (EVD), precedentemente nota come febbre emorragica da virus Ebola, è una malattia grave, spesso fatale, con un tasso di mortalità di circa il 50%. Nelle epidemie passate il tasso di mortalità variava dal 25% al 90%.

La malattia colpisce gli uomini e i primati (scimmie, gorilla, scimpanzé).

L’Ebola è apparsa la prima volta nel 1976 in due focolai contemporanei: in un villaggio nei pressi del fiume Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, e in una zona remota del Sudan.

L'origine del virus non è nota, ma i pipistrelli della frutta (Pteropodidae), sulla base delle evidenze disponibili, sono considerati i probabili ospiti del virus Ebola.

Per saperne di più consulta l'area tematica Ebola e la scheda sulla malattia da virus Ebola.



. Come si infettano le persone?

L’Ebola si trasmette nella popolazione umana attraverso lo stretto contatto con sangue, secrezioni, tessuti, organi o fluidi corporei di animali infetti. In Africa, l'infezione è avvenuta attraverso la manipolazione degli scimpanzé, gorilla, pipistrelli della frutta, scimmie, antilopi di foresta e istrici infetti trovati malati o morti o catturati nella foresta pluviale. Nelle zone a rischio (foresta pluviale dell’Africa Sub-sahariana) è importante ridurre il contatto con gli animali ad alto rischio, quali pipistrelli della frutta, scimmie e primati, non raccogliere animali morti trovati nelle foreste o manipolare la loro carne cruda.

Una volta che una persona sia entrata in contatto con un animale infetto da virus Ebola e abbia contratto l’infezione, questa  può diffondersi all'interno della comunità da persona a persona. L'infezione avviene per contatto diretto (attraverso ferite della pelle o mucose) con il sangue o altri fluidi corporei o secrezioni (feci, urine, saliva, sperma) di persone infette. L'infezione può verificarsi anche in caso di ferite della pelle o delle mucose di una persona sana che entra in contatto con oggetti contaminati da fluidi infetti di un paziente con Ebola, quali vestiti e biancheria da letto sporchi dei fluidi infetti o aghi usati.

Gli operatori sanitari sono stati spesso i più esposti al virus durante la cura dei pazienti con Ebola. Questo accade perché, in particolare  nelle prime fasi di un epidemia, non indossano dispositivi di protezione individuale (ad esempio i guanti) quando assistono i pazienti. Gli operatori sanitari di tutti i livelli del sistema sanitario - ospedali, cliniche e centri sanitari - delle aree a rischio dovrebbero essere informati, prima possibile, sulla natura della malattia, sulle modalità di trasmissione e seguire rigorosamente le precauzioni raccomandate per prevenire l'infezione.

Possono svolgere un ruolo nella trasmissione di Ebola anche le cerimonie funebri in cui le persone hanno contatti diretti con il corpo del defunto. Le persone decedute per Ebola, infatti, devono essere maneggiate con indumenti protettivi e guanti ed essere sepolte immediatamente.

Le persone sono contagiose fino a quando il sangue e le secrezioni contengono il virus. Per questo motivo, per evitare di infettare chiunque altro nella comunità, i pazienti infetti devono essere attentamente monitorati dai medici e sottoposti a test di laboratorio, per garantire che il virus non sia più in circolo, prima del loro ritorno a casa. Gli uomini, guariti dalla malattia, possono ancora trasmettere il virus a partner attraverso lo sperma, per un massimo di sette settimane dopo la guarigione. Per questo motivo è importante per gli uomini evitare rapporti sessuali per almeno sette settimane dopo la guarigione oppure indossare il preservativo nei rapporti sessuali durante le sette settimane dopo la guarigione.

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. Chi è più a rischio ?

Durante un’epidemia le persone a più alto rischio di infezione sono:

  • operatori sanitari
  • familiari o altre persone a stretto contatto con persone infette
  • persone che hanno contatto diretto con i corpi dei defunti, nelle cerimonie funebri
  • cacciatori nella foresta pluviale che entrano in contatto con animali trovati morti nella foresta.

Sono necessarie altre ricerche per capire se alcuni gruppi, come le persone immunocompromesse o persone con altre patologie di base, siano più suscettibili di altri a contrarre l’infezione.

L'esposizione al virus può essere controllata attraverso l'uso di misure protettive in strutture sanitarie e ospedali, nei raduni di comunità e nelle abitazioni.

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. Come non si trasmette il rischio di infezione da virus Ebola?

Anche per chi abita o ha viaggiato nelle zone colpite il rischio di infezione da virus Ebola è estremamente basso a meno che vi sia stata esposizione diretta ai liquidi corporei di una persona o di un animale contagiato, vivo o morto.

Un contatto casuale in luoghi pubblici con persone che non mostrano segni di malattia non trasmette Ebola. Non si può contrarre la malattia maneggiando denaro o prodotti alimentari o nuotando in piscina. Le zanzare non trasmettono il virus Ebola.

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. Quanto è resistente il virus Ebola?

Il virus Ebola viene ucciso facilmente da sapone, candeggina, luce solare o asciugatura. Il lavaggio in lavatrice di indumenti contaminati da liquidi è sufficiente a distruggere il virus Ebola. Il virus Ebola sopravvive solo per breve tempo su superfici esposte alla luce solare o secche.

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. Quali sono i segni e sintomi tipici di infezione?

Comparsa improvvisa di febbre, intensa debolezza, dolori muscolari, mal di testa e mal di gola sono i segni e sintomi tipici, seguiti da vomito, diarrea, esantema, insufficienza renale ed epatica e, in alcuni casi, emorragia sia interna che esterna.

Gli esami di laboratorio includono globuli bianchi e piastrine bassi ed aumento degli enzimi epatici.

Il periodo di incubazione o l'intervallo di tempo dall'infezione alla comparsa dei sintomi è tra i 2 e i 21 giorni. Il paziente diventa contagioso quando comincia a manifestare sintomi, non è contagioso durante il periodo di incubazione.

L’infezione da malattia da virus Ebola può essere confermata solo attraverso test di laboratorio.

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. Quando si dovrebbe cercare assistenza sanitaria?

Se una persona si trova in aree dove è noto ci sia la malattia da virus Ebola o ha avuto contatti con un caso confermato in laboratorio o un soggetto con quadro clinico fortemente sospetto di malattia da virus Ebola e comincia a presentare sintomi della malattia dovrebbe immediatamente richiedere assistenza sanitaria.

Eventuali casi sospetti devono essere segnalati dal centro medico all'unità sanitaria più vicina senza indugio. Cure mediche immediate sono essenziali per aumentare il tasso di sopravvivenza dalla malattia. Le cure mediche sono importanti anche per controllare la diffusione della malattia ed avviare immediatamente le procedure di controllo dell'infezione.

Consulta: Decalogo: cosa sapere, cosa fare

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. Qual è il trattamento?

I pazienti gravemente malati necessitano di terapia intensiva, sono spesso disidratati e hanno bisogno di liquidi per via endovenosa o di reidratazione orale con soluzioni contenenti elettroliti. Attualmente non esiste un trattamento specifico per curare la malattia.

Alcuni pazienti con terapie mediche appropriate guariscono.

Per aiutare a controllare l'ulteriore diffusione del virus, i casi sospetti o confermati devono essere isolati dagli altri pazienti e trattati da operatori sanitari che attuino  rigorose precauzioni per il controllo delle infezioni.

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. L’infezione può essere prevenuta?

Attualmente non esiste un vaccino autorizzato per la malattia da virus Ebola. Diversi vaccini sono in fase di sperimentazione, ma nessuno è disponibile per uso clinico in questo momento.

Per ridurre il numero dei casi e i decessi è fondamentale accrescere la consapevolezza dei fattori di rischio e adottare le misure di prevenzione. Mentre i casi iniziali di malattia da virus Ebola sono stati contratti manipolando animali o carcasse infetti, i casi secondari si sono verificati attraverso il contatto diretto con i fluidi corporei di una persona malata, durante la cura dei casi a rischio o durante pratiche di sepoltura non sicure.

Nel corso di questa ultima epidemia in Africa occidentale, la maggior parte dei casi di malattia si è diffusa attraverso la trasmissione da persona a persona.

Diverse misure possono essere adottate per prevenire l'infezione, limitare o interrompere la trasmissione:

  • Comprendere la natura della malattia, come si trasmette e come evitare che si diffonda ulteriormente
  • Ridurre il contatto con animali infetti ad alto rischio (quali pipistrelli della frutta, scimmie e primati) nelle aree di foresta pluviale colpite
  • Cuocere accuratamente i prodotti di origine animale (sangue e carne) prima di mangiarli
  • Indossare guanti e utilizzare dispositivi di protezione individuale, durante la cura di persone malate
  • Lavare regolarmente le mani dopo aver visitato i pazienti in ospedale o dopo essersi presi cura di qualcuno a casa.
  • Seppellire immediatamente le persone decedute per Ebola, manipolando le salme con dispositivi di protezione.

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. Come proteggere gli operatori sanitari dal rischio elevato nella cura dei pazienti malati?

Gli operatori sanitari che trattano pazienti con malattia sospetta o confermata sono a più alto rischio di infezione rispetto agli altri gruppi.

In aggiunta alle precauzioni standard di assistenza sanitaria gli operatori devono:  

  • applicare rigorosamente le misure raccomandate per il controllo delle infezioni ed evitare l'esposizione a sangue infetto, fluidi o ambienti o oggetti contaminati, come la biancheria sporca dei liquidi biologici di un paziente o gli aghi usati
  • utilizzare dispositivi di protezione individuale come camici monouso, guanti, maschere e occhiali o visiere
  • non riutilizzare i dispositivi di protezione o indumenti a meno che non siano stati correttamente disinfettati
  • cambiare i guanti dopo ogni operazione di assistenza ad un caso sospetto/confermato di Ebola
  • effettuare procedure invasive che possono esporre medici, infermieri ed altri all'infezione nel rispetto di rigorose condizioni di sicurezza
  • tenere separati i pazienti infetti dagli altri pazienti e dalle persone sane.

Il Ministero della salute ha diffuso una serie di circolari e un Protocollo centrale per la gestione dei casi e dei contatti sul territorio nazionale. Per saperne di più consulta la pagina Gestione dei casi e dei contatti in Italia, indicazioni per gli operatori dell'area tematica Ebola.

Vedi anche la pagina interattiva Sintesi precauzioni per gli operatori



. Ci sono cibi che possono prevenire o curare l'infezione?

No, queste voci sono infondate.

L'OMS raccomanda vivamente alle persone di ricercare nei confronti della malattia da virus Ebola consigli preventivi credibili rilasciati dalle autorità di sanità pubblica.

Poiché non vi è alcun farmaco specifico contro l’Ebola, il miglior trattamento è il supporto intensivo fornito in ospedale da operatori sanitari che attuino severe procedure di controllo delle infezioni. L'infezione può essere controllata attraverso le misure di protezione raccomandate.

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. Cosa fa l’OMS per proteggere la salute pubblica durante le epidemie?

L’OMS fornisce consulenza tecnica ai Paesi e alle comunità per la preparazione e la risposta alle epidemie di Ebola.

Le azioni includono:

  • sorveglianza delle malattie e condivisione delle informazioni tra i Paesi sui focolai epidemici
  • assistenza tecnica per studiare e contenere le minacce per la salute quando si presentano - come l'assistenza sul posto, per identificare le persone malate e tracciare modelli di malattia
  • consigli su scelte di prevenzione e di trattamento
  • invio di esperti e distribuzione di materiale sanitario (come dispositivi di protezione individuale per gli operatori sanitari), quando richiesti dal Paese
  • comunicazioni per aumentare la consapevolezza della natura della malattia e le misure sanitarie di protezione per controllare la trasmissione del virus
  • attivazione di reti di esperti, a livello continentale e globale, per fornire assistenza, se richiesta, e mitigare i potenziali effetti sulla salute, nonché informazioni su modalità di viaggi e commerci.

L’OMS ha varato il 28 agosto 2014 una road map per guidare e coordinare la risposta internazionale all’epidemia di Ebola in Africa occidentale. La road map ha lo scopo di interrompere la trasmissione di Ebola entro 6-9 mesi. Vai al sito dedicato al monitoraggio della road map dell'OMS.

Per saperne di più consulta l'area tematica Ebola



. Perché, durante un'epidemia, il numero di casi segnalati può variare?

Durante un'epidemia di Ebola, le autorità sanitarie pubbliche del Paese colpito riportano i numeri di casi di malattia e dei decessi. Le cifre possono cambiare ogni giorno. Il numero di casi riflette sia i casi sospetti che i casi di Ebola confermati in laboratorio. A volte il numero di casi sospetti e confermati sono riportati insieme mentre a volte sono riportati separatamente. Per questo numeri possono oscillare tra casi sospetti, casi confermati, casi successivamente esclusi dagli esami di laboratorio.

È generalmente più utile, per valutare la situazione della salute pubblica e determinare la risposta appropriata, analizzare l’andamento dei casi nel corso del tempo, anche alla luce delle informazioni aggiuntive che man mano si acquisiscono.

 



. È sicuro viaggiare durante un'epidemia? Cosa consiglia l’OMS?

I consigli dell'OMS ai viaggiatori nell'attuale situazione dell'epidemia di Ebola in Africa, dichiarata Emergenza di sanità pubblica di rilievo internazionale, sono riassunti nei pieghevoli diffusi dal Ministero della Salute l'8 agosto 2014.

Al riguardo, il Ministero della Salute, anche se l’OMS continua a non prevedere alcuna restrizione di viaggi e movimenti internazionali verso le aree affette e da queste, ritiene opportuno consigliare ai cittadini italiani il differimento di viaggi non urgenti e indispensabili verso i Paesi interessati da epidemie di EVD.

E' bene sapere, inoltre, che l'OMS raccomanda alle autorità dei Paesi africani colpiti dall'epidemia screening in uscita dei viaggiatori internazionali in aeroporti, porti e principali attraversamenti terrestri, per individuare malattie febbrili non spiegate compatibili con infezione da Ebola. Lo screening viene fatto mediante la somministrazione di un questionario e la misurazione della temperatura. In caso di febbre, se la valutazione del rischio che la febbre possa essere causata da EVD è affermativo, il viaggio viene impedito.

Per approfondire consulta le pagine Informazioni per i viaggiatori.

Per saperne di più consulta l'area tematica Ebola

 



. Quali misure per la prevenzione e la sorveglianza sono state prese in Italia?

Per le misure messe in atto da mesi e rafforzate nell’ultimo periodo, il nostro Paese è attrezzato per valutare e individuare ogni eventuale rischio di importazione della malattia da virus Ebola e contenerne la diffusione.

Negli ultimi mesi sono stati segnalati casi sospetti di MVE da diverse regioni, in base ai criteri indicati da OMS ed ECDC, quali l’insorgenza di alcuni sintomi e la provenienza geografica da aree affette. Tutti questi casi sono poi risultati negativi ai test di laboratorio per virus Ebola.

In tutti i casi segnalati, sospetti di Ebola, sono state attivate tutte le procedure previste dalle circolari emanate da questo Ministero, in linea con le indicazioni internazionali e recepite a livello regionale, tra le quali l’invio di campioni biologici all’INMI Spallanzani di Roma per le prescritte analisi di laboratorio.

La segnalazione di casi sospetti di Malattia da virus Ebola, sulla base di criteri epidemiologici e clinici, testimonia l’efficienza del sistema di sorveglianza delle malattie infettive nel nostro Paese.

Le procedure mirano alla tutela, oltre che del personale sanitario che pratica l’assistenza diretta al paziente, della collettività e alla migliore gestione clinica del caso, con criteri di sicurezza, nonché alla sorveglianza di eventuali contatti.

Il Ministero della Salute italiano ha dato per tempo, e continua ad aggiornare in tempo reale, disposizioni per il rafforzamento delle misure di sorveglianza nei punti di ingresso internazionali (porti e aeroporti presidiati dagli Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera – USMAF) e sono state date indicazioni affinché il rilascio della libera pratica sanitaria alle navi che nei 21 giorni precedenti abbiano toccato uno dei porti dei Paesi colpiti avvenga solo dopo verifica, da parte dell’USMAF, della situazione sanitaria a bordo. Per ciò che concerne gli aeromobili è stata richiamata la necessità della immediata segnalazione di casi sospetti a bordo per consentire il dirottamento dell’aereo su uno degli aeroporti sanitari italiani designati ai sensi del Regolamento Sanitario Internazionale 2005.

Pur in presenza di un rischio remoto di importazione dell’infezione, va in proposito ricordato che l’Italia, a differenza di altri Paesi Europei, non ha collegamenti aerei diretti con i Paesi affetti e che altri paesi europei stanno implementando misure di sorveglianza negli aeroporti.

Riguardo alle condizioni degli immigrati irregolari provenienti dalle coste africane via mare, la durata di questi viaggi fa sì che persone che si fossero eventualmente imbarcate mentre la malattia era in incubazione manifesterebbero i sintomi durante la navigazione e sarebbero, a prescindere dalla provenienza, valutati per lo stato sanitario prima dello sbarco, come è avvenendo attraverso l’operazione Mare Nostrum.

Il Ministero della salute ha diffuso il Protocollo centrale per la gestione dei casi e dei contatti sul territorio nazionale

Consulta tutte le disposizioni alla pagina La risposta ad Ebola in Europa ed Italia nell'area su Ebola.

Chiama il numero di pubblica utilità 1500 attivo dal 12 novembre 2014.



. Quali sono i Paesi colpiti dall’epidemia di Malattia da virus Ebola?

L'8 agosto il Direttore generale dell’OMS ha dichiarato, sulla base del parere fornito dal Comitato di Emergenza del Regolamento Sanitario Internazionale appositamente convocato, che l’epidemia di Malattia da virus Ebola (EVD) in corso in Africa Occidentale costituisce una emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale (Public Health Emergency of International Concern - PHEIC) e rappresenta un rischio per la sanità pubblica di altri Stati che potrebbero essere interessati dalla diffusione internazionale della malattia.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) distingue tra Paesi dove la trasmissione è diffusa e intensa (Guinea, Liberia, Sierra Leone) e dove sono presenti casi iniziali e trasmissione localizzata (per esempio Mali).

Gli aggiornamenti sulla situazione internazionale sono pubblicati sul sito dell'OMS nella pagina "Ebola response roadmap - Situation report", nel nel sito dedicato ad Ebola dell'ECDC, nell'area Ebola del Ministero della Salute e nella sezione "Avvisi di sicurezza – Eventi epidemici all’estero".

 



. Dove posso trovare gli aggiornamenti sulla situazione internazionale, in quali Paesi ci sono focolai, il numero dei casi?

Gli aggiornamenti sulla situazione nazionale e internazionale sono presenti sul sito dell'OMS nella pagina "Ebola response roadmap - Situation report" , nel sito dedicato ad Ebola dell'ECDC, nell'area Ebola del Ministero. Vedi anche la sezione "Avvisi di sicurezza – Eventi epidemici all’estero".

. Sono stati registrati casi di trasmissione del virus Ebola in Italia?

No. Tutti i casi sospetti sul territorio italiano sono risultati negativi agli esami.

Nel pomeriggio del 23 novembre, il Ministero della Salute ha appreso la notizia di un medico italiano di Emergency positivo al virus Ebola in Sierra Leone. E’ stato organizzato il trasferimento in sicurezza dal Paese africano all’Istituto Nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, dove attualmente è ricoverato in un reparto ad alto isolamento e con team dedicato escusivamente alle sue cure. Si tratta del primo caso “importato” in Italia. Ogni giorno il Ministero emana un bollettino medico sulle condizioni del paziente.

Consulta: Decalogo: cosa sapere, cosa fare

Per saperne di più consulta l'area tematica Ebola

 



. Qual è il protocollo centrale per gestire un caso di Ebola da parte degli operatori sanitari?

Il Ministero della Salute ha diffuso il 1 ottobre agli operatori sanitari la circolare con il Protocollo centrale per la gestione dei casi e dei contatti sul territorio nazionale (poi aggiornata il 6 ottobre) che indica le procedure per la gestione dei casi sospetti, probabili e confermati di malattia da virus Ebola.

Il Documento fornisce indicazioni, non solo sui centri di riferimento nazionali in cui possono essere gestiti casi, sospetti o confermati, di infezioni da virus Ebola, ma anche circa le modalità di stratificazione del criterio epidemiologico in base al rischio di esposizione, la valutazione iniziale e la gestione di casi sospetti o confermati di malattia da virus Ebola, le modalità per il trasporto, le precauzioni da adottare per la protezione degli operatori sanitari, le misure nei confronti di coloro che vengono a contatto con casi di malattia.

Consulta note e circolari della area dedicata a Ebola

 

 




Direzione generale della prevenzione sanitaria
Organizzazione mondiale della sanità (OMS)
Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC)

Per approfondire consulta l'area Ebola