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Donazione e trapianto

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Data ultima verifica: 8 ottobre 2020


Donazione e trapianto di organi, tessuti e cellule (Mostra risposte)

Il Centro Nazionale Trapianti ha disposto sin dai primi giorni dell’emergenza il rafforzamento della sorveglianza infettivologica per evitare la trasmissione del nuovo Coronavirus da donatore a ricevente.
Sebbene ad oggi non siano state documentate trasmissioni di SARS‐CoV‐2 attraverso la donazione di organi e tessuti, e il rischio di trasmissione non sia attualmente noto, le indicazioni prevedono di eseguire test specifici (come la ricerca del virus nel broncolavaggio alveolare-BAL) su tutti i donatori deceduti segnalati nelle rianimazioni e terapie intensive del nostro Paese.

Sono state inoltre previste misure di prevenzione per inquadrare i casi di possibile donazione da parte di soggetti che hanno contratto l’infezione in passato ma sono guariti, oppure nei casi in cui il potenziale donatore abbia avuto contatti stretti con soggetti positivi al Covid-19. In tali casi è possibile la donazione, informando i riceventi ai quali viene richiesto di esprimere uno specifico consenso al trapianto. Si rappresenta che non si escludono dalla donazione tutti quei soggetti con un tampone o un test sierologico positivo ma senza una particolare sintomatologia e in presenza di un BAL negativo eseguito entro le 48 ore dall’eventuale donazione. In quest’ultima situazione, si procederà alla valutazione di ogni singolo caso attraverso il coinvolgimento della second opinion infettivologica.

Infine, in caso di positività al SARS-CoV-2 del potenziale donatore, si potrà procedere alla donazione solo se gli organi saranno destinati a pazienti SARS-CoV-2 positivi che, a causa dell’infezione o della terapia farmacologica ad essa collegata, abbiano sviluppato un’insufficienza acuta d’organo tale da richiedere il trapianto come unica terapia. Anche in questo caso specifico, viene attivata la second opinion infettivologica del CNT e richiesta la sottoscrizione di un apposito consenso informato.

L’attività di donazione e trapianto da vivente continua ad essere operativa; per questa tipologia di donazione sono state previste misure di prevenzione specifiche sia per la valutazione dei donatori che per i riceventi per i quali è stata disposta la ricerca del SARS-CoV-2 su tampone oro-faringeo o rino-faringeo da eseguire prima del prelievo dell'organo.

Il paziente che dovesse risultare positivo al Coronavirus è temporaneamente sospeso dalla lista di attesa; sarà reinserito in lista dopo una documentata negatività al virus.

Ovviamente questo principio non si applica al paziente in imminente pericolo di vita e per il quale il trapianto rappresenta l’unica terapia salva-vita.

Chi ha ricevuto un trapianto deve attenersi a tutte le misure di prevenzione indicate dalle norme di riferimento (come indossare la mascherina, evitare assembramenti, mantenere il distanziamento sociale e igienizzare spesso le mani). Il paziente trapiantato può sempre fare riferimento al centro che lo ha in cura e rivolgersi al proprio medico in caso di necessità.

Dai dati in nostro possesso, sovrapponibili a quelli registrati in altri Paesi europei, come la Spagna, emerge che chi ha ricevuto o è in attesa di un trapianto è maggiormente esposto al rischio di infezione da Sars-Cov-2 rispetto alla popolazione generale e, in caso di infezione, ha un rischio aumentato di andare incontro a complicanze.

Pertanto, fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19, chi ha ricevuto o è in attesa di trapianto, in quanto soggetto fragile e a maggior rischio di contagio, ha il diritto di svolgere, sulla base delle valutazioni dei medici competenti, la prestazione di lavoro in modalità agile, sempre che si tratti di prestazione compatibile con tale modalità. In ogni caso, il datore di lavoro è tenuto ad assicurare ogni misura necessaria e idonea a tutelare la salute del dipendente, in conformità alle disposizioni e protocolli emanati per fronteggiare la diffusione del virus.

No, le donazioni non si fermano durante l'emergenza Coronavirus. Se si è già iscritti al Registro IBMDR e si è stati selezionati per passare ai successivi screening, i centri hanno organizzato un percorso protetto per i donatori di midollo osseo, separato dalle zone dedicate alla cura dei pazienti Covid-19. Quindi, si può andare in ospedale in tutta sicurezza. Ovviamente, il donatore (sia volontario, iscritto al Registro IBMDR, che familiare) che risulti positivo al Covid-19 in seguito a tampone non può procedere al prelievo di cellule staminali emopoietiche.

Anche chi vuole iscriversi al Registro IBMDR e risponde ai primi requisiti necessari (avere un'età compresa tra i 18 e i 35 anni, pesare più di 50 kg ed essere in buona salute) lo può fare. Si ricorda che sono attivi dei servizi di pre-registrazione online e che quando si verrà chiamati in ospedale per il prelievo di sangue (necessario per ricavare il profilo genetico) sono stati previsti anche in questo caso dei percorsi protetti all'interno delle strutture ospedaliere. Per chi risiede nelle regioni Piemonte, Liguria, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia si può richiedere, dopo la pre-registrazione online, l’invio a casa del kit per prelievo del campione biologico sul quale verrà effettuata la cosiddetta tipizzazione. Per approfondire, si può consultare la pagina del Registro IBMDR.

Su tutti i pazienti in attesa di un trapianto (autologo e allogenico), anche se asintomatici, viene eseguito il tampone rinofaringeo per la ricerca di SARS-CoV-2 sulle secrezioni respiratorie entro le 72 ore prima dell'inizio del regime di condizionamento (procedura necessaria al trapianto).

Il Centro Nazionale trapianti ha elaborato una pagina in costante aggiornamento dove si possono trovare notizie e informazioni utili su Coronavirus e trapianti.

Per gli operatori del settore, la pagina di riferimento è quella dedicata alla Sorveglianza e Prevenzione.

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Fonte:

Centro Nazionale Trapianti


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