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Comunicato n. 213
Data del comunicato 28 novembre 2014

HIV: stabile l'andamento delle nuove infezioni, i dati italiani ricalcano il quadro europeo: piu' esposti gli uomini che fanno sesso con uomini

In base ai dati trasmessi dalle Regioni, nel 2013, aumentano le diagnosi tra i maschi che fanno sesso con maschi, mentre negli stranieri la prima via di trasmissione è attraverso rapporti eterosessuali. Questa la fotografia scattata dall’ultimo aggiornamento dell’Istituto Superiore di Sanità sull’andamento delle infezioni da HIV in Italia.

Non varia il numero delle nuove diagnosi di HIV in Italia, che nel 2013 sono state 3.806, e aumenta l’età mediana della diagnosi che è 39 anni per i maschi e 36 per le femmine; ma il dato preoccupante e' che più della metà delle nuove diagnosi avviene molto tempo dopo l'avvenuta infezione, quando il virus ha gia' iniziato a danneggiare seriamente il sistema immunitario o dopo la comparsa dei primi sintomi.

 Tra gli italiani aumentano le diagnosi nei maschi che fanno sesso con maschi, che costituiscono quasi la metà delle nuove diagnosi, mentre tra gli stranieri è quella dei rapporti eterosessuali la modalità di trasmissione più frequente. Stabile ancora il numero dei casi di AIDS, che nel 2013 sono stati 1.016.

 
Le persone che hanno scoperto di essere HIV positive, nel 2013, sono maschi nel 72,2% dei casi. L’incidenza più alta è stata osservata tra le persone di 25-29 anni (15,6 nuovi casi ogni 100.000 residenti). Nel 2013, la maggioranza delle nuove diagnosi di HIV è attribuibile a rapporti sessuali non protetti, che costituiscono l’83,9% di tutte le segnalazioni (maschi eterosessuali 25,8% e femmine eterosessuali 12,2% MSM 39,4%). Nel 2013, il 24% delle persone diagnosticate come HIV positive è di nazionalità straniera. Le incidenze più elevate tra stranieri sono state osservate in Lazio, Campania, Sicilia e Sardegna.

 
Nel 2013, il 41,9% delle persone con una nuova diagnosi di HIV ha eseguito il test HIV per la presenza di sintomi HIV-correlati, il 27,6% in seguito a un comportamento a rischio non specificato e il 15,1% per controlli specialistici legati alla riproduzione, sia nella donna che nel partner (gravidanza, parto, interruzione volontaria della gravidanza e procreazione medicalmente assistita).

 
Nel 2013, le regioni che hanno registrato il più alto numero di diagnosi di HIV sono state il Lazio, la Lombardia e il Piemonte. L’incidenza più bassa è stata osservata in Calabria. Nella maggior parte delle regioni l'incidenza delle nuove diagnosi di infezione da HIV sembra avere un andamento stabile, anche se in alcune (Piemonte, Toscana, Abruzzo, Calabria) sembra essere in aumento e in altre si osserva un andamento in diminuzione (Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Trento, Emilia-Romagna, Umbria, Marche, Sardegna). Per un’analisi estesa dei dati alleghiamo il notiziario a cura del Centro Operativo Aids dell’Istituto Superiore di Sanità.

Data di pubblicazione: 28 novembre 2014, ultimo aggiornamento 28 novembre 2014