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Quarant'anni fa la legge 883 del 23 dicembre 1978 ha istituito il Servizio sanitario nazionale. I principi fondamentali su cui si basa sono: l’universalità, l’uguaglianza e l’equità. In attuazione dell’art.32 della Costituzione, il SSN garantisce a tutti i cittadini, in condizioni di uguaglianza, l’accesso universale all’erogazione delle prestazioni sanitarie.
Sfoglia questo dossier con le principali tappe, dal dopoguerra a oggi, che hanno portato il nostro Servizio sanitario nazionale a essere riconosciuto come uno dei migliori al mondo.

Il ministero ha celebrato l'anniversario con l'evento "40 anni di Servizio sanitario nazionale 1978-2018. La sfida continua". Consulta la pagina con i testi, le testimonianze, i video, le foto.

  • Il modello italiano di sanità

    L'attuale sistema sanitario italiano è frutto di diversi passaggi normativi che, nel tempo, hanno:
    • riconosciuto la salute come diritto fondamentale, primario e assoluto (Carta costituzionale)
    • istituito e regolato un Servizio sanitario nazionale universalistico, che garantisce e tutela il diritto alla salute a
      tutti i cittadini
    • trasferito progressivamente le competenze sanitarie dallo Stato alle Regioni.
    La salute è "uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o infermità" (Organizzazione mondiale della sanità, 1948).
  • La sanità dopo l'Unità d'Italia

    Dopo l'Unità d'Italia, la situazione sanitaria del Paese è critica.

    In Italia nel 1861 si vive in media 10 anni di meno rispetto alla vicina Francia e 16-17 anni di meno rispetto alla Svezia. Nel 1863 il tasso di mortalità infantile in Italia è pari a 232: di mille bambini nati vivi, 232 muoiono durante il primo anno di vita. ("Dall'Unità a oggi: la salute degli italiani in 150 anni" di Vincenzo Atella).

    Nel 1865 la tutela della salute è affidata al ministero dell'Interno e, sul territorio, ai prefetti e ai sindaci.
    La "legge Pagliani-Crispi" del 1888 trasforma l'approccio di polizia sanitaria in sanità pubblica, creando un primo assetto
    organizzativo. Al 1907 risale il primo Testo unico delle leggi sanitarie (aggiornato nel 1934).
    Nel 1945 nasce l'Alto Commissariato per l'igiene e la sanità pubblica, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.


  • 1948 la salute diritto fondamentale: art. 32 della Costituzione

    L'articolo 32 della Costituzione italiana afferma che: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana".
    La norma del 1948 è rivoluzionaria nel doppio valore della salute: è un diritto individuale inviolabile e assoluto e un bene di rilevanza collettiva.
    L'Italia è stata la prima in Europa a riconoscere il diritto alla salute nella sua Costituzione.
  • Il ministero della Sanità

    La legge 296 del 13 marzo 1958 istituisce il ministero della Sanità che assorbe le competenze dell'Alto Commissariato e delle altre amministrazioni centrali preposte alla sanità pubblica. È coadiuvato nelle proprie funzioni dal Consiglio superiore di sanità, organo consultivo, e dall'Istituto superiore di sanità, organo tecnico-scientifico.
    Sono istituiti sul territorio:
    • gli uffici del medico e del veterinario provinciale, coordinati dal prefetto
    • gli uffici sanitari dei Comuni e dei consorzi
    • gli uffici sanitari speciali (di confine, porto e aeroporto).


  • Il percorso verso la legge 833 del 1978

    Il primo passo verso un sistema di assistenza sanitaria universalistico è rappresentato dall'istituzione di una serie di "casse mutue" di protezione contro malattie ed infortuni dei lavoratori.
    L'assistenza sanitaria è su base assicurativa, non è estesa a tutti i cittadini ed è disomogenea, lontana dalla tutela della salute sancita dell'art.32 della Costituzione.
    La "legge Mariotti" del 1968 istituisce ed organizza gli enti ospedalieri, costituisce il Fondo nazionale ospedaliero e introduce
    la programmazione ospedaliera attribuendone la competenza alle Regioni. È la premessa per l'istituzione di un Servizio sanitario nazionale.
    Nel 1970 nascono le Regioni a statuto ordinario. Tra il 1972 e il 1977 passano alle Regioni le funzioni statali in materia sanitaria nelle varie fasi di intervento preventivo, terapeutico e riabilitativo.
  • Il Servizio sanitario nazionale nasce nel 1978

    La legge 833 del 1978 istituisce il Servizio sanitario nazionale (SSN) costituito dal "complesso delle funzioni, delle strutture, dei servizi e delle attività destinati alla promozione, al mantenimento ed al recupero della salute fisica e psichica di tutta la popolazione".
    I capisaldi:
    • responsabilità pubblica della tutela della salute
    • universalità ed equità di accesso ai servizi sanitari
    • globalità di copertura in base ai Livelli essenziali di assistenza
    • finanziamento pubblico dei servizi
    • titolarità dei diritti in tutto il territorio nazionale e reciprocità di assistenza con le altre Regioni.


  • Il riordino del Servizio sanitario nazionale: aziendalizzazione

    Negli anni '90 si registra una sempre maggiore esigenza di risorse finanziarie per sostenere il funzionamento del SSN.
    Con i decreti di riordino del 1992-1993 e del 1999 ("riforma Bindi"), si rafforza il potere delle Regioni e si introduce l'aziendalizzazione.

    In questo modo i livelli uniformi ed essenziali di assistenza e le prestazioni appropriate da garantire a tutti i cittadini sono assicurate dalle Regioni attraverso il sistema delle aziende sanitarie e della programmazione.

    Le unità sanitarie locali (USL) diventano aziende sanitarie con autonomia organizzativa.
  • La riforma del titolo V della Costituzione (art.117)

    La legge 3 del 2001 (c.d. riforma del Titolo V della Costituzione) all'art.117 ridisegna le competenze di Stato e Regioni anche in
    materia sanitaria. La tutela della salute appartiene alla legislazione concorrente fra Stato e Regioni.

    Lo Stato ha competenza esclusiva per la profilassi internazionale, la determinazione dei "livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti sul territorio nazionale" e dei principi fondamentali nelle materie di competenza concorrente. Ogni Regione assicura i servizi di assistenza sanitaria e ospedaliera.

    Dal 2001 gli accordi tra Stato e Regioni sono lo strumento con cui si disegna l'assistenza pubblica in Italia.
  • Il ministero della Salute, organo centrale del SSN

    Il ministero della Salute è l'organo centrale del SSN. Il suo ruolo è mutato negli anni a seguito di interventi legislativi.
    Nel quadro attuale, esercita le funzioni spettanti allo Stato in materia di: tutela della salute umana, sanità veterinaria, tutela della salute nei luoghi di lavoro, igiene e sicurezza degli alimenti, coordinamento del sistema sanitario nazionale (ferme restando le competenze attribuite alle Regioni).
    Nel 2001 il ministero della Sanità diviene "della Salute". Il nuovo nome sottolinea il ruolo del ministero di promotore della salute della persona nella sua interezza e complessità.
  • Il Servizio sanitario nazionale oggi: la struttura

    Il Servizio sanitario nazionele (SSN) è articolato secondo diversi livelli di responsabilità e di governo.

    Stato

    Ministero della salute coadivato da organi a carattere tecnico-scientifico di livello centrale:

    • Istituto superiore di sanità
    • Consiglio superiore di sanità
    • Agenzia italiana del farmaco
    • Istituti zooprofilattici sperimentali
    • Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico
    • Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali

    Regioni

    Aziende sanitarie locali (ASL) che erogano prestazioni sul territorio attraverso strutture pubbliche e private accreditate e Aziende ospedaliere: ospedali di rilievo regionale o interregionale costituiti in azienda.

  • Da Sanità a Salute, il ruolo della prevenzione

    Dal 1948 è cambiata la situazione sanitaria del Paese. Grazie a migliori condizioni igienico-sanitarie, disponibilità di vaccini per le malattie infettive, evoluzione della medicina, presenza di farmaci innovativi, accesso diffuso a cure e prestazioni per la tutta
    popolazione, l'aspettativa di vita è cresciuta. Sono aumentate però le malattie croniche, cardiovascolari e i tumori.

    Obiettivo strategico non è solo curare ma prevenire e mantenersi in buona salute nel corso della vita. Molte malattie si possono evitare, intervenendo sui principali fattori di rischio modificabili (tabagismo, abuso di alcol, scorretta alimentazione, sedentarietà) e curare grazie alla diagnosi precoce.

  • Le sfide della sostenibilità: i Livelli essenziali di assistenza

    Per garantire la tutela della salute e contenere la spesa sanitaria nascono i Livelli essenziali di assistenza (LEA), le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire sul tutto il territorio a tutti i cittadini, gratuitamente o con partecipazione alla spesa (ticket), finanziati con le risorse pubbliche.
    Le Regioni, con risorse proprie, possono garantire prestazioni ulteriori rispetto a quelle incluse nei LEA.
    I LEA, definiti nel 2001 e aggiornati con il DPCM 12 gennaio 2017, sono il nucleo essenziale irrinunciabile del diritto alla salute.

Data di pubblicazione: 13 dicembre 2018, ultimo aggiornamento 14 dicembre 2018