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Conoscere l'Aids (Sindrome da immunodeficienza acquisita) e i modi in cui si trasmette il virus è l'unica vera protezione contro la malattia. 
Dall'Aids non si guarisce, non esiste un vaccino contro l'Aids, ma è importante sapere che l'infezione può essere prevenuta e curata.  
Purtroppo, troppe persone, soprattutto i giovani, si sentono protette dal rischio di contagio, mentre in realtà non conoscono o credono erroneamente di conoscere cosa siano HIV e Aids.

Restano alte le diagnosi di HIV e altre Infezioni sessualmente trasmesse (IST) negli adolescenti (tra 15 e 17 anni). Fondamentale è quindi promuovere comportamenti di autoprotezione soprattutto tra i ragazzi.

Le sezioni del Comitato Tecnico Sanitario (Sezione per la lotta contro l'Aids e Sezione del volontariato per la lotta contro l'Aids) hanno realizzato 12 domande e risposte per sensibilizzare ed informare giovani e giovanissimi sull’esistenza e sulle misure di prevenzione dell’infezione da HIV.

 

  • Cos'è l'HIV, cos'è l'Aids?

    HIV e Aids non sono la stessa cosa.

    L'HIV, virus dell'immunodeficienza umana, è un virus che attacca e distrugge, in particolare, un tipo di globuli bianchi, i linfociti CD4, responsabili della risposta immunitaria dell’organismo. Il sistema immunitario viene in tal modo indebolito fino ad annullare la risposta contro altri virus, batteri, protozoi, funghi e tumori.

    L'Aids identifica uno stadio clinico avanzato dell'infezione da HIV. È una sindrome che può manifestarsi nelle persone con HIV anche dopo diversi anni dall’acquisizione dell’infezione, quando le cellule CD4 del sistema immunitario calano drasticamente e l’organismo perde la sua capacità di combattere anche le infezioni più banali.
    È possibile evitare di arrivare all’AIDS assumendo le terapie antiretrovirali.


  • Quali sono le modalità di trasmissione dell’HIV?

    Il virus HIV si può trasmettere solo attraverso:

    • sangue
    • sperma e secrezioni vaginali
    • latte materno

    L'infezione si verifica quando il virus, contenuto in uno di questi liquidi di una persona con HIV, riesce ad entrare nel corpo di un’altra persona, attraverso ferite della pelle o lesioni anche non visibili delle mucose.

    Le vie di trasmissione, quindi, sono:

    • sessuale: attraverso rapporti etero o omosessuali non protetti dal profilattico
    • ematica: scambio di siringhe o condivisione di strumenti per l'uso di sostanze psicoattive; trasfusioni di sangue contaminato
    • verticale: da madre a neonato durante la gravidanza, al momento del parto e, più raramente, attraverso l’allattamento al seno.
  • Una persona con infezione da HIV trasmette sempre il virus?

    La possibilità di trasmettere l’infezione da HIV dipende sia dal tipo di comportamento messo in atto sia, soprattutto, dalla quantità di virus presente nel sangue o nelle secrezioni genitali della persona con HIV.

    È massima nelle prime settimane dopo l’infezione, è minima, se non praticamente assente, quando una persona con HIV è in terapia con farmaci efficaci, che mantengono persistentemente la “carica virale” (cioè la quantità di virus presente nel sangue/secrezioni) a livelli non misurabili da almeno 6 mesi.
    In questo caso si parla di Treatment as Prevention (TasP) cioè terapia come prevenzione.

     

  • Comportamenti sessuali a rischio: quali sono?

    Sono considerati a rischio solo i rapporti sessuali in cui non venga usato il preservativo nel seguente ordine di rischio (dal più rischioso al meno rischioso):
    • penetrazione anale, a causa della fragilità della mucosa anale più a rischio di lesioni essendo meno elastica
    • penetrazione vaginale
    • sesso orale per chi stimola con la bocca i genitali del partner (fellatio e cunnilingus) qualora il liquido seminale o le secrezioni vaginali entrassero in contatto con tagli, lacerazioni della bocca o occhi. Chi invece riceve la stimolazione NON corre alcun rischio.


  • Come ridurre il rischio di trasmissione sessuale dell’HIV?

    • Nei rapporti penetrativi usare il preservativo maschile (condom) o femminile (femidom) in modo corretto, ovvero sin dall’inizio del rapporto
    • Nei rapporti orali usare il preservativo o il dental dam (fazzolettino in lattice, letteralmente "diga dentale"). Si può ridurre il rischio, anche se non lo si elimina del tutto, evitando liquido seminale in bocca e non praticando il cunnilingus in presenza di sangue mestruale
    • Condurre una relazione monogama o esclusiva, in cui entrambi i partner sono sieronegativi all’HIV e non hanno altri comportamenti a rischio al di fuori della coppia.


  • Come NON si trasmette il virus?

    L'HIV non si trasmette attraverso la saliva, lacrime, sudore, urine, punture di zanzare, condividendo le stesse stoviglie, piscina e altri luoghi di convivenza.
    Non si trasmette con carezze, baci.


  • Il test dell'HIV, cos'è e quando eseguirlo

    Il test specifico per l'HIV è l'unico modo per rilevare l'infezione; purtroppo nessun test può mettere in evidenza il virus immediatamente dopo l’avvenuta infezione. La rapidità con la quale l’infezione viene messa in evidenza dipende da diversi fattori che comprendono il tipo di test che viene utilizzato. Ciò determina anche il tempo massimo alla fine del quale (periodo finestra) si acquisisce la certezza che un test risultato negativo sia tale.

    Esistono vari tipi di test utilizzati comunemente per la diagnosi, che danno risposte certe dopo tempi diversi dall’ultimo comportamento a rischio:

    • I test combinati (test di IV generazione), che ricercano, sia gli anticorpi anti-HIV prodotti dall’individuo, sia parti di virus, come l’antigene p24; possono mettere in evidenza l’avvenuta infezione già dopo 20 giorni.
      Il periodo finestra è di 42 giorni dall’ultimo comportamento a rischio.
    • I test che ricercano solo gli anticorpi anti-HIV (test di III generazione) che possono mettere in evidenza l’avvenuta infezione già dopo 3-4 settimane.
      Il periodo finestra è di 90 giorni.

    In entrambi i casi si tratta di test effettuati con un prelievo di sangue, che non ha bisogno di essere eseguito la mattina o a digiuno. La restituzione del risultato avviene, mediamente, in 1 settimana e non ha bisogno di conferme.

    Esistono anche test rapidi che si fanno sulla saliva o su una goccia di sangue punta dal dito (tra questi l’autotest). La risposta si ottiene dopo 20-30 minuti. Poiché sono test di primo screening, in caso di risultati dubbi o reattivi (positivi) è necessaria una conferma con prelievo venoso. Il periodo finestra è in genere di 90 giorni.


  • Dove fare il test?

    Il test con prelievo di sangue si può fare in tutte le strutture pubbliche, ospedaliere e territoriali o nei laboratori accreditati.

    La “tutela della riservatezza della persona assistita” secondo la legge 135/90 (art. 5 comma 1) è massima. Per questo il test può essere eseguito anche in forma anonima e gratuita e in ogni provincia esiste almeno un centro in cui può essere richiesto il test con queste modalità.

    I test rapidi si possono effettuare anche in contesti non sanitari (sedi di associazioni ad esempio) e vengono solitamente offerti gratuitamente.

    L’autotest rapido è acquistabile nelle farmacie aderenti.


  • In quali occasioni fare il test?

    E' importante effettuare il test:
    • se si sono avuti rapporti sessuali non protetti dal condom con partner di cui non si conosce la stato sierologico
    • in caso di violenza sessuale con penetrazione
    • prima di una gravidanza, se mai offerto o eseguito prima
    • in presenza di altre infezioni sessualmente trasmissibili
    • se si sono usati siringhe o strumenti per l'uso di sostanze psicoattive già utilizzati da altri.


  • Ci sono rischi nella vita quotidiana con persone con HIV?

    Non si corre alcun rischio nel vivere insieme a persone con HIV.

    È possibile avere una relazione di coppia senza rischi, purché si utilizzi sempre il preservativo.

    Solo quando i farmaci contro l’HIV rendono talmente bassa la quantità di virus circolante da rendere altamente improbabile la trasmissione del virus da parte della persona con HIV, è possibile scegliere all’interno di una coppia fedele, con una relazione monogama o esclusiva, di non utilizzare il profilattico, concordandolo con il/la partner e consultando l’infettivologo.

    Le persone con HIV con carica virale persistentemente negativa possono oggi avere figli in modo naturale senza rischi per il/la partner e per il nascituro.

  • Che cosa sono le terapie antiretrovirali?

    Si tratta di farmaci specifici usati nel trattamento dell’infezione da HIV, che arrestano e bloccano la riproduzione del virus nelle cellule, riducendo la quantità di virus che circola nel sangue.

    Esistono diverse classi di farmaci, che, combinate tra loro, controllano il virus e consentono alle persone con HIV di avere una buona qualità di vita, grazie anche al minor impatto sull’organismo e ai minori effetti collaterali.

    Ad oggi non esiste una cura definitiva che elimina del tutto il virus dall’organismo né un vaccino.
    I farmaci vanno assunti per tutta la vita.


  • Cosa fare in casi di esposizione al rischio non voluta?

    In alcune condizioni di incidenti o di violenza si può pensare di essere stati esposti al rischio di infezione da HIV, ad esempio se si verificano:

    • rottura o sfilamento del preservativo durante il rapporto sessuale con un/una partner con status HIV sconosciuto o con HIV non in terapia
    • infortunio accidentale con un oggetto contaminato di sangue (tra gli operatori sanitari)
    • condivisione di siringa o di strumenti in occasione del consumo di sostanze con persona con status HIV sconosciuto o con HIV non in terapia
    • situazioni di violenza in cui una persona è costretta a fare sesso (stupro, violenza sessuale).

    In questi casi è necessario andare il più presto possibile, senza superare le 48 ore, al Pronto soccorso di un grande ospedale o al reparto di infettivologia più vicino. Un medico discuterà con voi la situazione e vi prescriverà, con il vostro consenso, un primo test per l’HIV e un trattamento preventivo per un periodo di un mese (profilassi post-esposizione PEP), nel tentativo di evitare la possibile infezione da HIV.

Le informazioni qui pubblicate non sostituiscono in alcun modo i consigli, il parere, la visita, la prescrizione del medico.

Data di pubblicazione: 12 marzo 2018, ultimo aggiornamento 13 marzo 2018

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