Uniti per la sicurezza

Il Gruppo di lavoro sulla sicurezza dei pazienti del Ministero della Salute ha elaborato le prime dieci Guide per un'assistenza sanitaria più sicura, rivolte a tutti coloro che sono coinvolti, a vari livelli, nella promozione della sicurezza dei pazienti.

Scopo delle Guide è fornire indicazioni precise, provenienti dalla letteratura e dalle esperienze nazionali ed internazionali, a cittadini, familiari, volontari, pazienti degli studi odontoiatrici, operatori e aziende sanitarie per concorrere alla sicurezza delle cure.

Non si tratta di manuali, né di linee guida per i servizi sanitari, ma di fogli informativi orientati a segnalare accorgimenti per la sicurezza dei pazienti. Solo se tutti collaboriamo la nostra salute potrà giovarne, poiché ognuno di noi, anche se inconsapevolmente, contribuisce alla qualità delle cure. Pertanto, è necessario dare la massima diffusione alle Guide affinché tutti i cittadini adottino queste misure consigliate.

Quindi: PORTALE A CASA, DALLE AI TUOI AMICI, AI VICINI, AI COLLEGHI, DISTRIBUISCILE NEGLI AMBULATORI E NELLE FARMACIE!

Non esitare a suggerire indicazioni per realizzare nuove Guide o per migliorare quelle pubblicate, inviandoci una e-mail.

 

Credits

 


Guida per i pazienti oncologici (NEW)



Guida per gli operatori che prestano assistenza domiciliare



Guida per l'assistenza a casa



Guida per l'uso sicuro dei farmaci



Guida per i cittadini



Guida per i familiari



Guida per i volontari



Guida per i pazienti degli studi odontolatrici



Guida per gli operatori



Guida per le strutture sanitarie


Immagine raffigurante due mani

"ACCOMPAGNARE IL PAZIENTE NEL PERCORSO ONCOLOGICO" (Scarica la guida in formato PDF, 613 kb)

1. Informazioni


Chiediamo al medico tutte le informazioni relative al tipo di tumore e al percorso da affrontare utilizzando, anche, la lista di domande, predisposta dall'azienda sanitaria.

2. Coinvolgimento dei familiari - consenso informato -  supporto psicologico


Manifestiamo chiaramente la volontà/diritto di non sapere e di coinvolgere o meno i familiari, in particolare nel momento in cui decidiamo il nostro percorso di cura.
Leggiamo attentamente le informazioni contenute nel consenso informato.
Se lo riteniamo utile chiediamo copia del consenso, dei referti e della cartella clinica.
Chiediamo, se ne sentiamo il bisogno, un supporto psicologico in qualsiasi fase del trattamento.

3. Consulti con altri specialisti


Possiamo chiedere il parere di altri specialisti, anche di strutture sanitarie diverse, in qualsiasi momento. Il medico referente rilascerà, allo scopo, una relazione clinica dettagliata.

4. Coinvolgimento Medico di Medicina Generale


Chiediamo al nostro medico curante di aiutarci, consigliarci e sostenerci nelle decisioni per la scelta dello specialista e delle strutture sanitarie che ci prenderanno in carico.

5. Farmaci - allergie - sintomatologie


Ricordiamoci di segnalare al medico referente eventuali malattie concomitanti e le relative terapie farmacologiche nonché le allergie a farmaci, fornendo un elenco scritto dei medicinali che eventualmente stiamo assumendo, includendo prodotti omeopatici e di erboristeria.
Ricordiamoci anche di segnalare qualsiasi sintomo che avvertiamo nel corso delle terapie,  in modo da favorire un immediato intervento da parte dei sanitari.

6. Reperibilità del referente


È importante conoscere i numeri telefonici e gli orari per contattare il personale sanitario di riferimento: l'oncologo o l'eventuale sostituto, la segreteria, l'infermiere, lo psicologo, qualora fossimo in trattamento psicoterapico.

7. Piano di trattamento


Chiediamo, all'équipe assistenziale, informazioni sul piano di trattamento, la sua durata, i farmaci utilizzati, gli effetti collaterali, come gestirli e in che modo questi influenzeranno la nostra vita quotidiana.
Chiediamo, in caso di dolore, come affrontarlo e gestirlo nelle sue diverse fasi e, qualora fosse necessario, il collegamento con i  centri di terapia del dolore.

8. Team dei medici che parteciperanno alle cure


Chiediamo di conoscere l'équipe dei medici che parteciperanno alle cure e come collaboreranno, oltre che i tempi e i luoghi in cui queste si svolgeranno. Se in fase di diagnosi sono necessari specifici accorgimenti a cui il paziente deve attenersi, chiediamo all'équipe di comunicarli con utile anticipo. Se nel percorso di cura è prevista la chirurgia,  chiediamo informazioni su come verrà gestita la fase operatoria.

9. Partecipazione attiva del paziente


Possiamo controllare, per ogni ciclo chemioterapico, insieme all'infermiere, ciascun farmaco inserito nello schema di terapia per  verificarne la denominazione corretta, il tempo di infusione, la quantità predisposta per la somministrazione. In caso di intervento chirurgico, chiediamo all'operatore di contrassegnare la zona dove interverrà.

10. Tutela dei diritti del paziente


Chiediamo indicazioni scritte riguardanti le tutele del paziente oncologico in ambito:

  • sanitario: esenzione ticket - Protesi, presidi ed ausili personalizzati;
  • assistenziale : invalidità civile - legge 104/1992 stato di handicap;
  • lavorativo e previdenziale : congedi lavorativi - pensione e assegno;
  • socio-assistenziale: contrassegno di libera circolazione e sosta;

In ogni caso, per conoscere i propri diritti e le relative procedure è bene rivolgersi al proprio patronato di fiducia.


Immagine raffigurante un medico e un paziente

"ASSISTO E CURO A CASA IN SICUREZZA" (Scarica la guida in formato PDF, 860 kb) 

1. Collaborare con gli altri operatori che assistono il paziente


Individuare l’operatore sanitario di riferimento per lo specifico paziente. Raccogliere informazioni dagli altri operatori che curano ed assistono il paziente e segnalare loro qualsiasi cambiamento delle condizioni cliniche. Predisporre con gli altri operatori un piano di azione in caso di pensieri ossessivi di morte o depressione del paziente. 


2. Prestare attenzione alle condizioni ambientali


Assicurarsi che nell’ambiente vi sia illuminazione sufficiente, luce notturna e, se necessario, dispositivi sanitari, presidi antidecubito, ventilatori, e verificarne la funzionalità. Per evitare le cadute, far togliere i tappeti, mettere tappetini antiscivolo nella vasca o doccia, spostare - se necessario - il letto al piano terra, apporre i corrimano. 


3. Lavarsi le mani


Per evitare infezioni, lavarsi le mani - e invitare tutti a farlo - prima di ogni contatto con il paziente. 


4. Istruire per il paziente


Verificare le abitudini del paziente rilevanti per la salute, in particolare l’alimentazione, l’assunzione di liquidi e il movimento. Controllare che il suo abbigliamento sia adatto alla temperatura ambientale, che calzi pantofole chiuse e non indossi cinture, per evitare il rischio di caduta. Fornire al paziente, e a chi lo assiste, informazioni per collaborare alla propria cura. Se necessario, chiedere la presenza di un interprete o di un mediatore culturale. 


5. Istruire chi assiste il paziente


Identificare la persona della famiglia a cui fare riferimento. Accertarsi che chi assiste il paziente abbia compreso le istruzioni impartite; si citano- ad esempio- il controllo della glicemia, la nutrizione, l’assunzione e l’eliminazione di liquidi, il movimento, il trasferimento del paziente dal letto alla carrozzina o ad altri ambienti, e le misure da adottare per prevenire eventuali rischi. Suggerire di rinviare le visite al paziente da parte di persone con patologie trasmissibili.

 
6. Prestare attenzione ai farmaci che assume il paziente


Controllare che i farmaci assunti dal paziente siano quelli prescritti, e verificare dosaggi, orari, scadenze, modalità di conservazione e il corretto uso dei dispositivi di somministrazione (es. pompe di infusione). Segnalare al medico curante se il paziente assume altri farmaci oltre a quelli prescritti, prodotti erboristici, fitoterapici ed integratori. 


7. Compilare e custodire la documentazione


Compilare e custodire accuratamente la documentazione clinico assistenziale, applicando adeguati codici di allerta per avvisare gli altri operatori circa eventuali situazioni di rischio. 


8. Fornire le informazioni cliniche del paziente in caso di suo trasferimento


Nel caso di trasferimento in ospedale o in altra struttura, fornire con tempestività le informazioni cliniche e assistenziali del paziente. 


9. Partecipare al sistema di gestione del rischio clinico


Collaborare attivamente al sistema di segnalazione degli eventi avversi (incident reporting) e concorrere alle attività di gestione del rischio clinico e di miglioramento della qualità nel servizio. 


10. Aggiornarsi per la sicurezza


Aggiornare continuamente le proprie competenze tecniche clinico assistenziali, organizzative e di analisi e gestione del rischio clinico. A tal fine, sono disponibili strumenti e materiali sul sito del Ministero della Salute (Governo clinico, qualità e sicurezza delle cure). Condividere i materiali e le conoscenze con gli altri operatori ed i tirocinanti.


Immagine stlizzata di due persone

"ASSISTENZA A CASA" (Scarica la guida in formato PDF, 888 kb)

1 - Mi informo bene sulla cura che devo seguire


Chiedo al medico di spiegarmi bene la cura, e se ho dubbi pongo subito le domande: che effetti ha, quali rischi comporta, come seguirla, quali attività posso e non posso fare, cosa osservare per capire se tutto procede al meglio. Se non vedo miglioramenti oppure ho dolore, informo il medico o l’infermiere.   

  
2 - Presto attenzione a come assumere le medicine


Prendo solo le medicine prescritte dal medico, quando e come mi è stato detto (dose, orario), per sicurezza lo scrivo su un foglio che terrò vicino ai farmaci.
Se dopo averle prese noto reazioni inattese, avverto subito il medico o l’infermiere. Conservo le medicine dove e come mi è stato consigliato, e se ho dubbi chiedo all’infermiere o al medico.
Qualunque altro farmaco da banco, prodotti erboristici, fitoterapici e integratori vanno presi dopo aver consultato il medico. 

 
3 - Mantengo correttamente ausili e attrezzature sanitarie 


Mi assicuro che attrezzature e ausili sanitari siano sempre puliti e funzionanti in modo corretto.
Chiedo all’infermiere o al medico come usarli e preservarli correttamente, quali problemi possono presentarsi e come gestirli. 

 
4 - Mi lavo sempre le mani 


Per evitare le infezioni, mi lavo sempre le mani prima e dopo il cambio di medicazione (cerotti, bende e altri strumenti). Se non lo hanno già fatto, non devo aver paura di ricordare anche al medico e agli operatori sanitari di lavarsi le mani prima di visitarmi o di fare altre prestazioni assistenziali.

 
5 - Tengo in ordine e a portata di mano i miei documenti


Tengo a portata di mano i documenti che riguardano la mia malattia per la consultazione da parte del medico e degli altri operatori. Se devo fare controlli in ospedale o in ambulatorio oppure esami, vado quando previsto, e porto con me la documentazione sanitaria e gli esami più recenti.

 
6 - Presto attenzione all'abbigliamento e alle condizioni ambientali in casa


In casa tolgo i tappeti e non uso ciabatte e cinture, per evitare di inciampare o scivolare. Tengo una torcia o lampadina tascabile con me per ogni emergenza.
Chiedo all’infermiere ogni quanto devo cambiare la biancheria nel caso di particolari necessità e ogni quanto devo cambiare posizione per evitare le piaghe se sono allettato.
Mantengo la temperatura ambientale costante e utilizzo un abbigliamento idoneo alle mie condizioni di salute. 

 
7 - Mi informo sulla salute di chi mi viene a trovare


Raccomando a parenti ed amici di non venire a visitarmi se hanno qualche malattia che può essere trasmessa (ad esempio influenza), perché potrebbe nuocermi.

 
8 - Mantengo abitudini di vita corrette


Mi nutro adeguatamente (chiedendo al medico e all’infermiere cosa e quanto mangiare), mi muovo come suggeritomi e mantengo il più possibile i rapporti con le persone del mio ambiente, nonché il mio ritmo di vita, evitando abitudini nocive (fumo, alcool, mangiare in continuazione).

 
9 - Presto attenzione al mio umore


Se mi rendo conto di avere pensieri negativi, li esterno.
Chiedo anche a chi mi circonda se nota cambiamenti, e lo comunico all’infermiere o al medico. 

 
10 - Mi accerto che chi mi assiste venga istruito


Mi accerto che i miei familiari seguano le istruzioni del medico e degli altri operatori.
Se ho bisogno di assistenza privata (volontario, badante), mi assicuro che la persona sia preparata e riceva dal medico o dagli altri operatori istruzioni specifiche. 


Immagine stilizzata raffigurante dei farmaci

"FARMACI E SICUREZZA DEI PAZIENTI" (Scarica la guida in formato PDF, 1 Mb)


1 - Assumo i farmaci solo su indicazione del medico


Uso i farmaci solo se prescritti dal medico e non perché consigliati da un parente o da un amico oppure perché ne ho sentito parlare alla televisione o letto informazioni su riviste o su Internet. Quando assumo farmaci acquistabili senza ricetta chiedo comunque consiglio al medico o al farmacista. 

 
2 - Voglio essere informato e consapevole della cura che sto facendo


Non esito a chiedere al medico o al farmacista tutte le informazioni sui farmaci che devo prendere, inclusi gli effetti collaterali e le eventuali interazioni con altri medicinali, prodotti erboristici e fitoterapici, bevande o alimenti. Se non ho capito bene chiedo di ripetere con parole più semplici.

 
3 - Parlo apertamente con il medico


Quando vado dal medico porto sempre la lista dei farmaci che sto prendendo (eventualmente con i foglietti illustrativi), anche quelli prescritti da altri medici. Riferisco se sto facendo uso di prodotti omeopatici, erboristici, fitoterapici, integratori o altri preparati acquistati in negozi specializzati; lo informo se sono in allattamento, in stato di gravidanza o se ho in progetto di esserlo.

 
4 - Informo il medico se sono allergico ai farmaci


Anche durante il ricovero devo SEMPRE riferire ai medici e agli infermieri se sono allergico ad alcuni farmaci o altri prodotti e/o materiali e se ho manifestato intolleranza ad alcuni alimenti.

 
5 - Riferisco al medico i disturbi apparsi durante la cura


Se durante la cura compaiono disturbi di cui il medico non mi aveva avvertito, lo avviso subito: il medico mi dirà come comportarmi.

 
6 - Rispetto le indicazioni fornite dal medico "Farmaco giusto, al paziente giusto, nella dose giusta, nel momento giusto"


Controllo sempre che il farmaco da assumere sia quello prescrittomi e che la quantità sia quella indicata dal medico. Se sbaglio medicina o quantità, prima di prendere iniziative, consulto il medico. Se mi dimentico di prendere un farmaco non ne prendo due successivamente per colmare la dose saltata. Aumento o diminuisco la dose solo quando me lo dice il medico.

 
7 - Presto attenzione se devo assumere più farmaci


Se mi sono stati prescritti più farmaci per diverse malattie riferisco al medico o al farmacista la difficoltà a ricordare tutti i nomi e gli orari di assunzione ed eventualmente chiedo di scrivere sulle confezioni di ciascun farmaco a cosa serve e l’orario in cui va preso o di farmi un promemoria delle medicine che devo assumere con tutte le indicazioni per me necessarie.

 
8 - Non sostituisco i farmaci né modifico la cura prescritta di mia iniziativa


Quando sono ricoverato riferisco al medico e all’infermiere quali medicine sto prendendo e, per evitare interazioni, non prendo i farmaci che eventualmente ho portato da casa: è il medico che decide se confermare, sostituire o integrare la cura domiciliare.

 
9 - Conservo i farmaci in modo sicuro


In casa conservo i farmaci in un luogo asciutto, al riparo dalla luce o, se indicato, in frigorifero e lontano dalla portata dei bambini. Separo i farmaci che hanno la confezione o il nome simili e che possono trarmi in inganno, e separo quelli per i bambini da quelli per gli adulti. Non lascio i blister (gli involucri) o i flaconi aperti a portata di tutti: è buona abitudine conservare i farmaci nelle proprie confezioni originarie con il foglietto illustrativo. Per i colliri, gli sciroppi e le soluzioni in flaconi multidose, è utile annotare sulla confezione la data della prima apertura e la data dell’ultima utilizzazione. Prima di prendere un farmaco controllo la scadenza e la corretta conservazione osservando eventuali cambiamenti di colore e/o odore.
Non lascio i farmaci in auto, specie nel periodo estivo o se è esposta al sole. Durante l’estate se sono in viaggio, anche per brevi spostamenti, trasporto i medicinali, che richiedono una determinata temperatura di conservazione, in busta termica e/o con ghiaccio sintetico; se viaggio in aereo porto sempre i farmaci con me.

 
10 - Se assisto qualcuno, non esito a chiedere aiuto


Se assisto a casa una persona malata, presto attenzione ai farmaci che deve assumere, attenendomi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal medico: se ho difficoltà o dubbi devo avvertire subito i familiari dell’assistito, se possibile, o il medico.


Immagine stilizzata raffigurante delle persone

"E' LA MIA SALUTE E IO CI SONO" (Scarica la guida in formato PDF, 1 Mb)



1 - Porto con me i documenti sulla mia salute


Raccolgo e riordino tutti i documenti che riguardano la mia salute, compreso il gruppo sanguigno, e quando vado dal medico o in ospedale li porto SEMPRE con me. Se vado in radiologia, porto tutti gli esami radiologici effettuati in precedenza. 


2 - Mi preparo prima di un esame, una visita o un ricovero


Chiedo se devo stare senza mangiare o bere, e comunque come prepararmi. Segnalo subito se sono già in cura per qualche malattia. Se sono una donna e sono o sospetto di essere incinta, prima degli esami radiologici lo comunico al personale della radiologia. Raccomando a parenti ed amici di non venire in ospedale se hanno qualche malattia che può essere trasmessa ad altri (ad esempio influenza), perché potrebbe essere dannoso per me, per loro stessi e per gli altri pazienti ricoverati. Quando arrivo in ospedale, comunico all’infermiere e al medico quali parenti debbano essere informati sulle mie condizioni di salute e chi, nel caso mi dovesse succedere qualche cosa di grave, debba essere informato e possa prendere decisioni per me se non fossi nelle condizioni di poterlo fare. In ospedale non porto ciabatte ma pantofole chiuse, per evitare di scivolare, non porto cinture per non inciampare e porto una scatoletta per la dentiera, l’apparecchio acustico o altre protesi. 


3 - Faccio attenzione alle medicine


Porto sempre con me e consegno al medico la lista delle medicine che prendo (eventualmente anche i foglietti delle istruzioni dentro le confezioni). Comunico anche se assumo prodotti omeopatici, integratori, infusi e pasticche o altro che ho comprato in erboristeria. Riferisco se sono allergico a qualche farmaco o quelli che so che non posso prendere in combinazione con altri. Al medico chiedo di farmi un elenco delle medicine, come e quando debbo prenderle, e di spiegarmi eventuali effetti. Quando torno a casa dall’ospedale, e comunque SEMPRE quando inizio a prendere UNA NUOVA MEDICINA, leggo bene il nome, controllo che sia proprio quella che mi ha prescritto il medico e leggo con attenzione le avvertenze per l’uso. Se mi sembra che non sia la medicina prescrittami, o mi provoca effetti strani, avverto subito il medico. 


4 - Mi presento sempre


Mi presento sempre ad ogni nuovo medico, infermiere o altro operatore che per la prima volta si prende cura di me, mi somministra un farmaco, mi fa un esame o mi prepara per un intervento. Chiedo anche all’operatore di presentarsi ed annoto il suo nome, nel caso dovessi chiedere chiarimenti. 


5 - Spiego le mie abitudini


Quando spiego al medico o all’infermiere la mia situazione di salute, debbo dire cosa mangio normalmente, se sono a dieta o ho fatto diete, quando dormo e come, se faccio attività fisica ed ogni altra abitudine che riguarda la mia salute. 


6 - Segnalo intolleranze


Segnalo SEMPRE tutte le mie allergie a cibo, metalli, lattice, animali, tessuti o altro. 


7 - Chiedo di contrassegnare la zona da operare


Se devo essere operato, chiedo al medico di contrassegnare la zona dove interverrà. Dopo l’intervento chiedo cosa fare o a cosa fare attenzione, per essere sicuro di collaborare al meglio. 


8 - Voglio conoscere la mia cura


In qualunque momento posso chiedere informazioni sulle cure che sto ricevendo: perché sono necessarie, che effetti hanno, quali rischi comportano, come possono influenzare le attività e le relazioni di tutti i giorni, a cosa devo stare attento per capire se tutto procede al meglio o se debbo chiamareil medico o l’infermiere e farmi controllare. Se ho dubbi o paure chiedo all’infermiere o al medico e, se non capisco, chiedo nuovamente. Se qualcosa non mi sembra a posto oppure ho dolore, informo l’infermiere o il medico. Quando il medico mi illustra la mia situazione, posso chiedere di spiegarmi tutte le alternative e di darmi anche materiale da leggere per poter capire meglio e partecipare alle decisioni che mi riguardano. Se serve posso chiedere la presenza di un interprete o mediatore culturale. In radiologia, prima dell’esame, mi faccio spiegare quali accorgimenti verranno presi a tutela della mia radioprotezione. 


9 - Lavo sempre le mani


In ospedale mi devo sempre lavare le mani, chiedendo il sapone qualora non ci fosse, e ricordando agli operatori di fare lo stesso prima di visitarmi o fare altre prestazioni assistenziali. E’ indispensabile per evitare le infezioni. 


10 - Chiedo istruzioni scritte alle dimissioni


Prima di lasciare l’ospedale, chiedo di spiegarmi cosa dovrò fare a casa e come. Se possibile, mi faccio scrivere tutte le indicazioni, in modo da evitare eventuali dubbi. Chiedo inoltre che mi scrivano:

  • il nome della persona a cui rivolgermi in caso di necessità ed il numero di telefono;
  • quando (giorno, ora) e dove fare i controlli.

Immagine stilizzata raffigurante delle persone

"PRENDERSI CURA INSIEME" (Scarica la guida in formato PDF, 1 Mb)



1 - In famiglia conservate le confezioni delle medicine assunte e i documenti sanitari


Non dimenticate di includere anche gli integratori e gli altri prodotti di erboristeria ed omeopatici. 
Tenete anche tutti i documenti sanitari e quando qualcuno della famiglia va dal medico, in ospedale o al distretto, ricordategli di portare tutto con sé. 


2 - Rendetevi utili se accompagnate un familiare ad un esame, una visita, un ricovero


Chiedete all’infermiere o al medico se potete essere utili, rispondendo a qualche domanda (più persone ricordano meglio di una). 
Non trascurate nessuna malattia avuta in passato o intervento chirurgico subíto dal vostro caro o da altri membri della famiglia. Segnalate le allergie e le incompatibilità a cibo, tessuti, metalli o altro. 


3 - Fate attenzione alle medicine


Ricordate al vostro caro di chiedere al medico la lista delle medicine che deve prendere, con scritto anche quando e come. 
A casa, aiutatelo a ricordare di prenderle al momento giusto e state attenti alla giusta dose (leggete bene le prescrizioni ed eventualmente chiedete ancora). 
E’ molto importante che a casa le medicine siano conservate nel modo giusto (chiedete al medico o all’infermiere) e…occhio alla scadenza!
Se vi sembra che la medicina produca effetti strani o reazioni negative, avvertite subito il medico o l’infermiere. 


4 - Se fate assistenza in ospedale


Ricordate il nome del vostro caro a ciascun operatore che viene ad effettuare assistenza, in modo che non lo confonda con altri (qualche volta è successo e quindi è meglio prestare attenzione e richiamarne il nome ed i problemi). 
Chiedete al medico ed all’infermiere come potete aiutare il vostro caro e a che cosa dovete prestare attenzione. 
Non abbiate timore di chiedere informazioni sul come fare e perché. 
Se notate qualche cosa di strano o qualche reazione che non vi era stata preannunciata mentre assistete il vostro caro, non abbiate timore di riferirlo all’infermiere o al medico. 


5 - Lavate e fate lavare le mani


Lavatevi sempre le mani in ospedale e, se non ci fosse il sapone, chiedetelo. 
Non abbiate paura di ricordarlo ai vostri cari, ma anche ai medici, agli infermieri ed agli altri operatori prima della visita o di altre prestazioni assistenziali. E’assolutamente necessario per evitare le infezioni. 


6 - Fate attenzione all’abbigliamento del vostro caro


Per evitare le cadute (ad esempio, dal letto o dalle scale), il vostro caro deve indossare pantofole chiuse, non ciabatte, sia in ospedale che a casa. 
Deve anche allacciare la cintura del pigiama e della vestaglia, al fine di non calpestarla involontariamente e cadere. 
Segnalate all’infermiere se il vostro caro è già caduto in passato. 


7 - Fate attenzione all’umore del vostro caro


Se il vostro caro ha cambiato umore nell’ultimo periodo ed ha pensieri ossessivi di morte o è particolarmente depresso per la diagnosi o i suoi dolori, segnalatelo al medico o all’infermiere. 


8 - Fate attenzione agli effetti indesiderati


Tutti gli operatori hanno a cuore la salute del vostro caro, ma la medicina non ha tutte le soluzioni e non è senza rischi. Chiedete quindi sempre al medico quali siano i possibili effetti collaterali delle medicine, i rischi delle terapie e degli interventi. 
Se avete trovato informazioni in internet, accertatevi che il sito consultato sia attendibile, perché vi sono siti che forniscono notizie non scientifiche, chiedete al vostro medico o infermiere. 
Se la situazione è molto complessa e non siete convinti fino in fondo delle scelte, potete chiedere il parere di un altro medico.
Nel caso in cui durante la terapia o l’esame o l’intervento dovesse succedere qualche evento non desiderato, i responsabili della struttura sanitaria vi forniranno tutte le spiegazioni e vi aiuteranno nel trovare le possibili soluzioni. 
Potranno, inoltre, chiedervi di collaborare nella analisi di quanto accaduto per capire meglio i motivi e le responsabilità ed adottare strategie per evitare che tali situazioni si ripetano in futuro. 


9 - Chiedete informazioni sulle visite in ospedale


Chiedete sempre all’infermiere cosa potete portare al vostro caro, per evitare cibi o altro che possano risultare dannosi. 
Se avete qualche malattia che potrebbe essere facilmente trasmessa (ad esempio influenza), prima di visitare parenti o amici in ospedale, chiedete al medico o all’infermiere, perché potrebbe essere pericoloso per i pazienti e per voi. 


10 - Chiedete informazioni alle dimissioni del vostro caro


Assicuratevi che il vostro caro abbia ricevuto tutte le informazioni utili prima di lasciare l’ospedale: medicine da assumere (lista con tutte le istruzioni), cosa mangiare e quanto, eventuali altre indicazioni sulle cose da fare. Fatevi fare una nota scritta, per evitare dubbi. 
Accertatevi che sia stato fornito:

  • il nome della persona a cui rivolgersi in caso di necessità;
  • quando (giorno, ora) e dove fare gli eventuali controlli.

Immagine stilizzata raffigurante delle persone

"COLLABORARE PER LA SICUREZZA DEI PAZIENTI, DEI VISITATORI, DEL PERSONALE"
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1 - Cosa puoi fare a casa dell’assistito


Segnala all’infermiere:

  • tappeti o pavimenti scivolosi, prolunghe che intralciano o barriere (ad esempio nel tragitto tra la stanza ed il bagno), illuminazione insufficiente o non collocata adeguatamente;
  • se il paziente assume bevande o cibi pericolosi;
  • se le medicine non sono conservate correttamente o sono scadute;
  • se gli ausili o le attrezzature danno segnali di non funzionamento (dispositivi, pompe di infusione, erogatore dell’ossigeno, monitor);
  • se attrezzature od ausili meccanici non sono in perfette condizioni (girelli, deambulatori, carrozzine).


2 - Fai attenzione alle medicine


Se noti che il paziente assume farmaci diversi da quelli prescritti o prodotti di erboristeria o integratori o omeopatici, segnalalo all’infermiere. Aiuta a ricordare all’assistito di prendere le medicine negli orari e nella dose prescritti. Se ti sembra che le medicine producano reazioni strane, avverti subito il medico o l’infermiere

 
3 - Cosa puoi fare in ospedale


Accertati sempre dall’infermiere:   

  • di quello che il paziente non può fare;
  • di come può aiutarlo al meglio in sintonia con il piano di cura.

Segnala subito se gli ausili o le attrezzature non funzionano bene (campanelli e dispositivi). Non aver timore di chiedere informazioni sul come fare e perché. Se noti qualche reazione che non ti era stata preannunciata, riferiscila all’infermiere o al medico. Segnala all’infermiere qualunque situazione che ti sembra anomala o che possa mettere a rischio i pazienti.


4 - Fornisci informazioni e fai da tramite col medico


Se l’assistito o i suoi cari si rivolgono a te per informazioni o spiegazioni di carattere organizzativo che conosci, forniscile pure, magari accompagnandole con un foglio informativo (chiedi all’infermiere che fogli informativi ci sono a disposizione). Se l’informazione richiesta riguarda la malattia o l’assistenza, fai da tramite e chiama un infermiere o un medico. Presentati ad ogni nuovo operatore e chiedi di presentarsi, in modo da poter instaurare una proficua collaborazione. Se l’assistito se ne dimentica, assicurati che anche lui si presenti al nuovo operatore, in modo da essere più facilmente identificabile. 


5 - Lavati le mani


In ospedale lavati sempre le mani e se non ci fosse il sapone, chiedilo. Non aver timore di ricordare a pazienti, visitatori ed operatori sanitari di lavarsi le mani affinché lo facciano sempre prima di effettuare prestazioni assistenziali. Lavarsi le mani è assolutamente necessario per evitare le infezioni. 


6 - Fai attenzione all’abbigliamento dell’assistito


Per evitare le cadute (ad esempio, dal letto o dalle scale), accertati che gli assistiti calzino pantofole chiuse e non ciabatte, sia in ospedale che a domicilio, e che non indossino cinture, perché possono far inciampare. Presta inoltre attenzione che l’abbigliamento sia adeguato alla temperatura ambientale e che sia pulito. Se noti che l’assistito fa uso di protesi, ad esempio la dentiera, l’apparecchio acustico, gli occhiali, accertati che li riponga in una scatoletta con il suo nome e che segnali che ne fa uso al personale sanitario. 


7 - Fai attenzione all’umore dell’assistito


Se noti che il paziente ha cambiato umore nell’ultimo periodo ed ha pensieri ossessivi di morte o è particolarmente depresso per la diagnosi o i suoi dolori, segnalalo al medico o all’infermiere. 


8 - Fai attenzione alle visite in ospedale


Segnala se vi sono visitatori con qualche malattia trasmissibile (ad esempio influenza), perché è pericoloso per se stessi e per i pazienti. 


9 - Fai attenzione agli effetti indesiderati


Tutti gli operatori hanno a cuore la salute dei pazienti, ma la medicina non ha tutte le soluzioni e non è senza rischi. Nel caso in cui durante la terapia, l’esame o l’intervento un paziente dovesse subire un danno, i responsabili dell’ospedale o della cura avvieranno una indagine per comprendere quanto successo ed adottare soluzioni per evitare che quanto accaduto possa ripetersi in futuro. Ti potrà essere chiesto di riferire quanto visto o sentito. 


10 - Dai suggerimenti per migliorare la sicurezza


Qualunque suggerimento per migliorare la sicurezza dell’assistito, dei visitatori, del personale, dei volontari potrà essere molto utile: non esitare a fornire indicazioni all’infermiere.


Immagine stilizzata raffigurante un dentista e un paziente

"IO E IL MIO DENTISTA COLLABORIAMO PER LA MIA SICUREZZA"
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1 - Controllare l’abilitazione del dentista


Prima di effettuare una visita odontoiatrica o di iniziare una terapia, assicurarsi che il dentista sia abilitato all’esercizio della professione.
 

2 - Identificare gli operatori che collaborano con il dentista


Presso gli studi odontoiatrici ci sono altri operatori che collaborano con il dentista ma che non lo possono in alcun modo sostituire. Per identificarli leggere l’eventuale cartellino. Le figure professionali che collaborano con il dentista sono:

  • Igienista dentale: può effettuare, su indicazione del dentista, la pulizia dei denti ed informare i pazienti sulle corrette modalità di igiene della bocca e dei denti e di prevenzione della carie.
  • Assistente di studio: aiuta il dentista, ma non può effettuare alcuna prestazione in bocca.
  • Odontotecnico: costruisce, su prescrizione del dentista, protesi mobili e fisse, apparecchi per il raddrizzamento dei denti, ma non può effettuare alcun tipo di manovra in bocca. Se tali ruoli non vengono rispettati, non si è tenuti al pagamento dell’onorario del dentista e si può fare la segnalazione alle autorità competenti.


3 - Informare il dentista sulle malattie avute e le medicine prese


Avvisare il dentista e portare la documentazione relativa a: malattie di cui si è sofferto o di cui si soffre attualmente, allergie o intolleranze, cure effettuate e medicine che si sono prese o si stanno prendendo. 


4 - Portare la documentazione


Se si è stati in cura presso altri dentisti, portare, se disponibile, tutta la precedente documentazione, comprese le eventuali radiografie. 


5 - Chiedere informazioni al dentista


Chiedere sempre al dentista quali tipi di cure sono necessarie, quali metodiche vengono usate, quali sono le possibili alternative e quali sono i costi. 


6 - Parlare con il dentista dei materiali da usare


Concordare con il dentista i materiali da impiegare per le otturazioni, le ricostruzioni e le protesi, in riferimento agli aspetti sanitari, funzionali ed estetici, in base alle proprie esigenze e preferenze. Segnalare le eventuali intolleranze a metalli, resine ed altre sostanze. 


7 - Fare attenzione alla pulizia


Verificare che il dentista, l’igienista e l’assistente di studio indossino sempre guanti e mascherine, che utilizzino materiale monouso (bicchieri, salviette, aspira-saliva), che vengano cambiate le barriere di protezione della strumentazione (rivestimento con pellicole trasparenti del poggiatesta, della lampada, dei trapani) e che gli strumenti siano stati sterilizzati. 


8 - Lavarsi le mani


Lavarsi sempre le mani e chiedere a tutti, senza alcun timore, di fare la stessa cosa. 


9 - Chiedere istruzioni per il ritorno a casa


Al termine delle cure, chiedere al dentista: un riepilogo scritto sulle cure effettuate e/o sul tipo di protesi che è stata realizzata; informazioni sui controlli da effettuare, sulla terapia di mantenimento e sulla prevenzione da fare a casa; la ricevuta relativa al pagamento effettuato. 


10 - Fare attenzione quando si torna a casa


Rispettare scrupolosamente le indicazioni del dentista e i consigli dell’igienista dentale.


Immagine stilizzata raffigurante uno stetoscopio

"INSIEME SIAMO NOI LA SICUREZZA" (Scarica la guida in formato PDF, 1 Mb)


1 - Curare le mani


E' indispensabile per evitare le infezioni (Organizzazione Mondiale Sanità-OMS, campagna 2006). Vanno lavate sempre e comunque prima di ogni contatto con il paziente, anche quando si portano i guanti. I monili vanno tolti, così come le unghie artificiali. 

2 - Conoscere il paziente


Presentarsi ai nuovi pazienti ed accertarsi della loro identità. Verificare sempre e comunque l'identità del paziente in caso di intervento chirurgico, trasfusioni, prestazioni invasive. Talvolta il paziente sottovaluta alcuni aspetti rilevanti per la salute e non li comunica, per cui, quando possibile, fargli compilare questionari per la raccolta di informazioni sulla sua storia di salute e la situazione attuale. In particolare, chiedere al paziente di fornire tutta la documentazione sanitaria ed informazioni su: 

  • abitudini ed allergie (a farmaci, cibi, tessuti, metalli..)
  • farmaci, preparati omeopatici e di erboristeria assunti
  • parenti autorizzati a ricevere informazioni, anche in casi estremi
  • stato di gravidanza (in radiologia).

Particolare attenzione va dedicata alla conoscenza ed alla valutazione del paziente, dei suoi bisogni, delle sue condizioni e caratteristiche. Nel caso di dubbio, verificare con un colloquio il rischio di suicidio (consultare l'apposita Raccomandazione ministeriale). Se servisse, chiedere la presenza di un interprete o mediatore culturale. Istruire il paziente sia durante la degenza in ospedale che in assistenza domiciliare sull'abbigliamento idoneo per evitare le cadute (pantofole, assenza di cinture) e sui contenitori adeguati in cui riporre le protesi nonché sui comportamenti da adottare per non incorrere in rischi.

3 - Preparare con cura l'intervento chirurgico


Verificare con il paziente l'area di intervento e contrassegnarla. Istruire il paziente sui comportamenti da assumere prima e dopo l'intervento. Utilizzare una check list per contare le pinze, le garze e gli altri strumenti prima e dopo l'intervento. Consultare a tale proposito le specifiche Raccomandazioni ministeriali

4 - Collaborare e supervisionare


Assicurare che le fasi di scambio ed interconnessione tra operatori e con le altre Unità Operative siano svolte con attenzione, senza interruzioni. Promuovere la cooperazione tra tutti coloro che intervengono sul paziente. Supervisionare l'operato degli operatori e degli studenti affidati, nonché dei volontari, dei familiari e dei pazienti. Per assicurare sinergia tra operatori nella prassi assistenziale, è utile l'identificazione condivisa di profili assistenziali, con l'ausilio di linee guida e protocolli. 

5 - Curare la comunicazione tra gli operatori


Limitare gli ordini verbali all'indispensabile, e comunque verificare sempre la ricezione delle informazioni trasmesse. Accertare la chiarezza di quanto scritto a mano. Scambiare informazioni e consegne verificando la comprensione, inclusa la corretta identità del paziente. Compilare con accuratezza la cartella clinica e gli altri strumenti informativi (il più possibile pre-codificati). 

6 - Prendersi cura di se stessi


L'abitudine rispetto a certe azioni può indurre ad effettuare errori per disattenzione, così come le interruzioni, la noia, la rabbia, l'ansia, la paura, la fretta, la fatica, che vanno quindi riconosciuti ed affrontati con opportune strategie. Utilizzare camici e divise nei luoghi e secondo le modalità appropriati. 

7 - Verificare le condizioni dell'ambiente in cui si opera


Verificare l'eventuale presenza, nell'ambiente, di possibili barriere e condizioni di rischio (ad esempio, posizione delle luci notturne per gli spostamenti dei pazienti, pavimenti scivolosi). Controllare la presenza ed il funzionamento delle apparecchiature e l'effettuazione della manutenzione. Accertare la idoneità dei dispositivi sanitari in uso. Assicurarsi dell'attivazione dei sistemi d'allarme. 

8 - Istruire i familiari ed i volontari


Accertare la conoscenza, da parte dei familiari e dei volontari, delle istruzioni per l'assistenza al proprio caro e delle misure da adottare per prevenire eventuali rischi. 

9 - Segnalare eventi evitati ed eventi avversi


Collaborare alle attività di promozione della sicurezza. Per migliorare la sicurezza ed adottare idonee misure, è utile apprendere dall'esperienza. E' estremamente importante, quindi, analizzare gli eventi accaduti, identificando le cause e gli ambiti su cui intervenire. A tal fine, è essenziale segnalare (utilizzando gli appositi moduli) gli eventi evitati (quasi eventi) e gli eventi avversi, nonché partecipare agli audit e collaborare alle indagini sugli eventi accaduti. 

10 - Occuparsi della propria formazione


Mantenersi aggiornati partecipando ad iniziative formative. Consultare i siti e la documentazione proposti dagli Ordini, dai Collegi e dalle Associazioni professionali, dalle Società scientifiche. Sono disponibili, inoltre, strumenti e materiali specifici sul sito del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali. Condividere i materiali e le conoscenze con gli altri membri della équipe e gli studenti.


Immagine stilizzata raffigurante una struttura ospedaliera

"COINVOLGERE NELLA PROMOZIONE DELLA SICUREZZA"
(Scarica la guida in formato PDF)

Obiettivi e contenuti

Lo sviluppo di alleanze fra aziende sanitarie, operatori, cittadini e pazienti è una componente fondamentale di un sistema sanitario che voglia migliorare i propri livelli di sicurezza e la qualità dell'assistenza. In tutto il mondo, le organizzazioni sanitarie incoraggiano una stretta collaborazione con i pazienti e le loro famiglie, e l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha promosso un'area, "Patients for Patients Safety", dedicata all'approfondimento delle possibili iniziative in questo ambito. 
In coerenza con le numerose esperienze ed iniziative internazionali, l'obiettivo di questo documento è quello di fornire linee strategiche alle aziende sanitarie per favorire il coinvolgimento dei diversi soggetti nelle attività di promozione della sicurezza. Per affrontare in modo efficace e coordinato il problema della sicurezza, nelle organizzazione sanitarie è necessario:

  • che tutte le azioni miranti a ridurre i rischi per pazienti, per operatori e per visitatori facciano parte della mission delle organizzazioni e dei codici deontologici dei professionisti;
  • avere politiche aziendali capaci di integrare i diversi aspetti (security, rischi catastrofi ed incendi, sicurezza dei lavoratori, safety) poiché la mancanza di coordinamento ed integrazione riduce la capacità di controllo dei rischi.

 

Linee strategiche

1 - La strategia per la promozione della sicurezza del paziente e la gestione del rischio clinico va inclusa nei documenti di programmazione aziendale e divulgata


Per favorire lo sviluppo di una cultura per la sicurezza, è necessario che le aziende esplicitino la loro specifica politica e le azioni con cui intendono sostenerla, al fine di assicurare un impegno condiviso da parte di tutti nelle attività di prevenzione e gestione del rischio clinico.
Fondamentale è, infatti, diffondere la convinzione che quello della sicurezza è un impegno condiviso da tutti ed una priorità aziendale. In particolare, vanno introdotti obiettivi di budget collegati alle attività di gestione del rischio clinico ed indicatori che misurino l'impatto delle politiche e delle strategie attuate.
Indagare gli aspetti organizzativi e procedurali che sottendono all'errore in sanità, consente la costruzione di indicatori di processo e di performance che producono risultati significativi, poiché riferiti al sistema considerato nel suo complesso e non rivolti al solo miglioramento dell'operato del singolo. Vanno anche intraprese iniziative di coinvolgimento ed informazione della popolazione e di tutti i soggetti, secondo appropriate metodologie sperimentate a livello internazionale. 

2 - La partecipazione del cittadino alla promozione della sicurezza va perseguita con specifiche iniziative


Molteplici azioni possono essere intraprese dalle aziende sanitarie ai vari livelli della comunità e dei servizi per il coinvolgimento nella sicurezza, tra cui si citano: 

  • diffondere le guide "E' la mia salute ed io ci sono" rivolta ai cittadini e "Prendersi cura insieme" per i familiari oltre in tutti i servizi sanitari e sul sito internet aziendale, mettendo in atto diversificate forme di collaborazione con i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, le farmacie, le scuole e le associazioni di volontariato e di rappresentanza dei cittadini;
  • coinvolgere il paziente nelle scelte diagnostico-terapeutiche, in particolare rispetto agli esami diagnostici che prevedono l'uso di radiazioni ionizzanti, la somministrazione di sostanze radioattive, campi magnetici, esami di laboratorio, per una migliore conoscenza delle problematiche e rischi verso se stessi e gli altri, e per l'espressione consapevole del consenso informato;
  • promuovere campagne informative su come i soggetti possono collaborare per la sicurezza delle cure, anche attraverso la redazione e distribuzione di fogli informativi per aree particolari, quali il lavaggio delle mani, il rischio di caduta, l'uso appropriato dei farmaci ed i comportamenti da assumere in specifici ambiti di assistenza (ospedale, domicilio, ambulatorio, residenza sanitaria assistenziale (RSA), Hospice..);
  • coinvolgere i pazienti ed i familiari nella segnalazione e, quando appropriato, nell'analisi degli eventi avversi (o evitati);
  • utilizzare un sistema integrato di tecnologie per la raccolta dei suggerimenti per il miglioramento della sicurezza.


3 - Il piano della comunicazione è uno strumento per la promozione della sicurezza del paziente all'interno delle strutture sanitarie


La comunicazione costituisce uno strumento fondamentale per la sicurezza, creando i presupposti per una efficace relazione tra tutti i soggetti: cittadini, pazienti, familiari, volontari, dirigenti, e operatori presenti in tutte le diverse strutture sanitarie ed enti locali.
Favorisce, inoltre, l'instaurarsi di un clima organizzativo di collaborazione, integrazione, coordinamento, condivisione e di reciproca formazione, che sono la base della continuità e della sicurezza delle cure. Il piano strutturato della comunicazione organizzativa deve riguardare tutti i processi sia assistenziali che organizzativi e la comunicazione con i pazienti ed i familiari.
Vanno incluse, inoltre, procedure ed indicazioni rivolte agli operatori almeno per quanto concerne le prescrizioni, gli ordini verbali, il passaggio delle consegne, l'uso delle reti informatiche, la compilazione della cartella clinica integrata.

4 - E' importante promuovere la cultura delle responsabilità


Vanno promosse azioni per la diffusione di una cultura della sicurezza orientata all'impegno di ciascuno a creare un'organizzazione più sicura, aldilà delle proprie specifiche competenze e di ruoli e responsabilità; ciascuno deve concorrere alla mappatura dei rischi ed alla identificazione ed adozione di misure di prevenzione, oltre che apprendere dagli errori quando si verificano.
Una diffusa cultura della sicurezza nella organizzazione, consente di identificare punti di forza e criticità ed adottare di conseguenza la migliore strategia di sviluppo.

5 - E' importante curare la formazione per diffondere fra tutti gli operatori sanitari competenze relative alla promozione della sicurezza del paziente e al coinvolgimento dei diversi soggetti


Bisogna prevedere iniziative specifiche di formazione sulla promozione della sicurezza del paziente nei piani formativi per le diverse figure professionali, ed in particolare nei programmi di inserimento nelle unità operative, sulla scorta di contenuti ed approcci delle esperienze internazionali e nazionali e del Manuale per la formazione alla gestione del rischio clinico.
E' utile considerare sia l'aspetto tecnico che quello emozionale, e privilegiare metodi attivi e la formazione sul campo, nonché la partecipazione di gruppi interdisciplinari. In particolare è utile: 

  • promuovere la formazione per un'efficace comunicazione con il paziente, fondamentale per la promozione della sicurezza, in quanto permette di ottenere informazioni, per avere una visione più accurata della situazione, e di contribuire ad aumentare la fiducia dei cittadini verso il sistema sanitario e a diminuire i livelli di conflittualità anche in caso di eventi avversi.
  • Formare gli operatori anche sulla gestione degli eventi avversi e sul supporto a pazienti e colleghi coinvolti in un evento avverso.
  • Avviare esperienze di focus group informali ed interprofessionali, per abituare alla condivisione comunicativa ed interpretativa degli eventi avversi e ridurre comportamenti omissivi o di chiusura. Analogamente vanno introdotti briefing e walkaround.
  • Prevedere specifiche iniziative anche per la formazione della dirigenza aziendale.


6 - E' fondamentale la gestione della comunicazione in caso di eventi avversi


E' fondamentale che ogni struttura sanitaria si doti di una procedura unica, condivisa con tutti gli operatori sanitari e possibilmente con le rappresentanze dei cittadini, che definisca come gestire la comunicazione con il paziente e/o i suoi familiari nel momento in cui si verifica un evento avverso.
Tale procedura deve prevedere anche modalità di sostegno ai singoli operatori e alle équipes, per affrontare lo stress e le dinamiche negative individuali e di gruppo, conseguenti al verificarsi di un evento avverso.

7 - Vanno adottate misure per il coinvolgimento nella sicurezza dei soggetti fragili


Devono essere adottare misure per il coinvolgimento nella sicurezza dei soggetti fragili (bambini, anziani, persone diversamente abili), con l'utilizzo di metodi e strumenti diversificati per la comunicazione delle precauzioni da adottare, le informazioni da fornire, la struttura e l'organizzazione del servizio.

8 - E' utile avvalersi del supporto di organizzazioni di rappresentanza dei cittadini e delle associazioni di volontariato


La identificazione di attività per il miglioramento della sicurezza va realizzata con l'ausilio delle organizzazioni di rappresentanza dei cittadini, che possono utilmente collaborare alle campagne di sensibilizzazione.
Per coinvolgere i volontari, è disponibile la guida "Collaborare per la sicurezza dei pazienti, dei visitatori, del personale".
Il loro contributo è utile, inoltre, per le attività di segnalazione, informazione, indagine e miglioramento. Va assicurata la collaborazione anche per la introduzione delle competenze per la collaborazione alla promozione della sicurezza anche nei corsi di formazione realizzati per i loro associati.

9 - Vanno previsti il coinvolgimento del personale e degli altri soggetti nella promozione della sicurezza, e il monitoraggio e la valutazione delle attività svolte a tal fine all'interno della struttura sanitaria


Tra le caratteristiche della leadership in ambito sanitario, rientra l'approccio mirato a garantire la sicurezza clinica. Coloro che assumono ruoli di coordinamento e dirigenziali devono, quindi, promuovere la cultura della sicurezza, la rilevazione e l'analisi degli eventi avversi con logiche non punitive, nonché la realizzazione di interventi di miglioramento della sicurezza nell'ambito del rischio clinico. Tale competenza va considerata nella valutazione delle performances realizzata dalla dirigenza della struttura.
E' fondamentale una visione partecipata della sicurezza mediante condivisione e sperimentazione sul campo degli strumenti individuati, che vanno adattati alla realtà operativa aiutando ad evidenziarne le criticità, per affrontarle opportunamente. Va quindi previsto il coinvolgimento di tutto il personale nella elaborazione e nell'aggiornamento del piano della sicurezza, oltre che nei progetti di miglioramento, nella costruzione di materiale informativo e di educazione per i cittadini, per il personale e per gli altri soggetti.
Va richiamata l'attenzione sulla sicurezza nello svolgimento delle attività quotidiane. Vanno raccolte le opinioni ed i pareri del personale attraverso opportune metodologie, quali notiziari e forum, per la condivisione e lo scambio di esperienze e problemi, i cui risultati sono utili strumenti di incentivazione e feedback.
Nella scelta delle modalità di incentivazione del personale, l'impegno nella promozione della sicurezza va considerato tra le priorità.
La guida per gli operatori "Insieme siamo noi la sicurezza" costituisce uno strumento utile a cui fare riferimento.
E' necessario inoltre che la struttura sanitaria applichi metodi e strumenti per monitorare e valutare i risultati delle attività di coinvolgimento dei diversi soggetti attraverso opportuni indicatori, includendo anche tali dati nella relazione sulle attività svolte (bilancio sociale).

10 - E' importante definire una procedura di comunicazione pubblica degli eventi avversi e dei programmi per la sicurezza del paziente


Deve essere stabilita una procedura di comunicazione pubblica degli eventi avversi e dei programmi di gestione del rischio clinico, che regolamenti i flussi informativi interni all'Azienda e le comunicazioni ai media, al fine di mantenere inalterato il livello di fiducia dei cittadini nel sistema sanitario e ridurre l'impatto negativo, in termini di immagine, dell'organizzazione. La comunicazione di eventi avversi con i mezzi di comunicazione di massa può avvenire per diretta iniziativa dell'Azienda, ma anche su specifica richiesta dei giornalisti. Alcune indicazioni possono essere utilizzate per la comunicazione pubblica: 

  • fornire una versione univoca di quanto accaduto, dopo aver effettuato un approfondimento con le parti in causa. Segnalare che viene avviata una indagine di approfondimento dell'evento e che verranno comunque assunte misure preventive.
  • Il testo della comunicazione deve essere adeguatamente preparato e scritto con linguaggio coerente con quello del grande pubblico e dei mass media; è opportuno prepararsi a rispondere a dubbi ed approfondimenti.
  • Chiedere ai giornalisti di pubblicare anche le strategie di prevenzione introdotte per evitare il ripetersi dell'evento. Questo può favorire un atteggiamento di fiducia da parte del cittadino (è fondamentale ricordare come in molti casi il paziente danneggiato ritenga fondamentale sottolineare il concetto del "perché non succeda ad altri"), ma anche da parte degli operatori che vedono nella Azienda la capacità di trovare soluzioni ai problemi.
  • Informare e fare campagne di diffusione delle iniziative assunte per prevenire il rischio di errori e migliorare la sicurezza dei pazienti.
  • I professionisti debbono attenersi alla specifica politica aziendale ed al segreto professionale.

Le Guide sono state elaborate dall'Ufficio III - Qualità delle attività e dei servizi (dott. Alessandro Ghirardini, dott.ssa Roberta Andrioli Stagno, dott.ssa Rosetta Cardone, dott.ssa Antonietta Colonna, dott. Guerino Carnevale, dott.ssa Susanna Ciampalini, dott.ssa Angela De Feo, dott.ssa Daniela Furlan, dott. Giorgio Leomporra, dott.ssa Carmela Matera, dott.ssa Gaia Mirandola, dott. Giuseppe Murolo, dott.ssa Maria Concetta Patisso, dott. Claudio Seraschi) della Direzione generale della programmazione sanitaria, dei livelli essenziali di assistenza e dei principi etici di sistema dell'ex Ministero della Salute. Ci si è avvalsi, inoltre, del supporto di esperti e dei componenti del Gruppo di lavoro “Valutazione degli approcci metodologici in tema di Rischio clinico”, in particolare della dott.ssa Piera Poletti (CEREF Padova) e, per la Guida per i pazienti degli studi odontoiatrici, del dott. Cesare Brugiapaglia.

La realizzazione dello Speciale "Uniti per la sicurezza" è a cura dell'Ufficio V della Direzione generale della comunicazione e relazioni istituzionali (dott. Massimo Aquili, dirigente dell'Ufficio V, e dott.ssa Cristina Giordani), con il supporto della Società Engineering s.p.a. (in particolare, per la realizzazione grafica delle guide si ringrazia la dott.ssa Silvia Pareto).

Le Guide sono state sottoposte ad un processo di consultazione con Ordini e Collegi professionali, Società Scientifiche, Aziende Sanitarie, Organizzazione di rappresentanza dei cittadini e Associazioni di volontariato ed altre Istituzioni, che si ringraziano per la collaborazione fornita:

  • Associazione Culturale Pediatri “Lucrezia Corner”
  • Associazioni dei Pazienti e di Volontariato
  • Associazione Infermieristica per lo Studio delle Lesioni Cutanee
  • Associazione Infermieri Stomatoterapisti - AIOSS
  • Associazione Italiana Aritmologia e Cardiostimolazione - AIC
  • Associazione Italiana Diabetici
  • Associazione italiana Fisioterapisti - AIFI
  • Associazione Italiana Gastroenterologi Ospedalieri 
  • Associazione Italiana Infermieri di Camera Operatoria- AICO
  • Associazione Italiana Infermieri Neuroscienze- ANIN 
  • Associazione Italiana Medici Pediatri - FIMP
  • Associazione Italiana Pazienti Anticoagulanti - AIPA
  • Associazione Italiana Terapisti della Rabilitazione - AITR 
  • Associazione Medici Diabetologi - AMD 
  • Associazione Pediatria di Comunità 
  • Associazione Pediatri in Gruppo 
  • Associazione Nazionale Donne operate al seno - ANDOS
  • Associazione Nazionale Malati Reumatici - ANMAR 
  • Associazione Scientifica Interdisciplinare per lo Studio delle Malattie Respiratorie -AIMAR
  • Associazione Volontari Ospedalieri - AVO 
  • Centro Studi Ricerche in Medicina Generale- CSeRMEG
  • Cittadinanzaattiva
  • Federazione delle Associazioni Emofilici, Onlus
  • Federazione delle Società Medico Scientifiche Italiane - FISM
  • Federazione Italiana Associazione Genitori Oncoematologia - FIAGOP
  • Federazione Italiana Medici di Medicina Generale- FIMMG
  • Federazione Nazionale Collegi Infermieri, Assistenti Sanitari e Vigilatrici d'Infanzia - IPASVI
  • Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri - FNOMCEO
  • Federazione Nazionale Collegi Professionali Tecnici Sanitari di Radiologia Medica
  • Federazione Nazionale Collegi Ostetriche - FNCO
  • Federazione Ordini Farmacisti Italiani -FOFI
  • Federazione Logopedisti Italiani
  • Fondazione Italiana per il Cuore
  • Fondazione Giovanni Lorenzini
  • Ordine Nazionale Psicologi 
  • Osservatorio Nazionale Specializzandi in Pediatria 
  • Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva - SIAARTI 
  • Società Italiana di Chirurgia
  • Società Italiana di Cure Palliative - SICP 
  • Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie- SIFO 
  • Società Italiana di Farmacologia - SIF
  • Società Italiana di Medicina Generale -SIMG 
  • Società Italiana di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza -SINPIA
  • Società Italiana di Nutrizione Parenterale ed Enterale -SIMPE
  • Società Italiana di Psichiatria
  • Società Italiana di Psicoterapia Funzionale Corporea - SIF
  • Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia - SIOT 
  • Società Italiana per la Qualità dell'Assistenza Sanitaria -SIQuAS-VRQ
  • Dott. Roberto Arione, Direttore Sanitario, Azienda Sanitaria Ospedaliera Molinette San Giovanni Battista, Torino
  • Dott..sa Daniela Ammazzino ASL 3 Pistoia
  • Dott. ssa Patrizia Benini, Direttore Sanitario, Azienda ULSS 15 Alta Padovana
  • Dott. ssa Anna Maria Brosolo, Direttore Sanitario, Azienda ULSS 8 Asolo
  • Dott.ssa Enrica Capitoni, Direttrice Infermieristica, Ospedali Riuniti, Bergamo
  • Dott. Sandro Caffi, Direttore Generale, Azienda Ospedaliera di Verona
  • Dott. Mauro Delendi, Direttore Generale, IRCCS Burlo Garofano, Trieste
  • Dott. Pietro Grasso, Direttore Generale, ASL RME, Roma
  • Dott. Flavio Girardi, Direttore Sanitario, Ospedale di Bolzano
  • Dott. Angelo Granieri, Medico di Medicina Generale, Sanremo
  • Dott. Luigi Greco, Pediatra di Famiglia, Bergamo
  • Dott. Antonio Infante, Ospedale Pediatrico Gaslini, Genova
  • Dott. Tommaso Langiano, Direttore Generale, Ospedale Pediatrico Meyer, Firenze
  • Dott.ssa Mariella Martini, Direttore Generale, Azienda USL di Reggio Emilia
  • Dott. Ubaldo Montaguti, Direttore Generale, Azienda Policlinico Umberto I, Roma
  • Dott. Damiano Parretti, Medico di Medicina Generale, Perugia
  • Dott.ssa Laura Reali, Pediatra di Famiglia, Roma
  • Dott. Domenico Sangineti, Medico di Medicina Generale, Lagonegro (PZ)
  • Dott. Alessandro Scarafuggi, Direttore Generale, ASL 3, Pistoia
  • Dott. Roberto Toffanin ulss 4 Thiene Veneto
  • Dott. Roberto Torre, CSS Azienda Policlinico Umberto I, Roma 
  • Dott. Antonino Trimarchi ULSS 17, Este (Padova)
  • Dott. Rinaldo Zanini, Direttore Dipartimento Materno Infantile, Azienda Ospedaliera di Lecco

Le informazioni qui pubblicate non sostituiscono in alcun modo i consigli, il parere, la visita, la prescrizione del medico.

Data di pubblicazione: 6 novembre 2008, ultimo aggiornamento 30 novembre 2012