Al termine di complessa ed articolata attività investigativa, condotta congiuntamente dalla Compagnia Carabinieri di Lamezia Terme e dal NAS di Catanzaro, il GIP presso il Tribunale di Lamezia Terme, condividendo in pieno le risultanze dell’attività svolta ha emesso nr.7 ordinanze di custodia cautelare e nr.39 decreti di perquisizione domiciliare, nei confronti di  soggetti (rapinatori, farmacisti, ricettatori, magazzinieri, faccendieri etc.) appartenenti ad una ramificata associazione per delinquere finalizzata al commercio clandestino di medicinali oncologici e dopanti, provento di furti e rapine in danni di strutture ospedaliere, depositi e corrieri, successivamente riciclati sui mercati nazionale ed estero.

I provvedimenti emessi dall’A.G. sono l’esito di un’attività iniziata nel novembre 2013 a seguito del rinvenimento e del sequestro di farmaci oggetto di rapina e che ha consentito di acclarare la sussistenza di un sodalizio criminale, con sedi operative nel Lazio, Campania, Puglia e Sicilia, volto alla ricettazione di diverse tipologie di farmaci su tutto il territorio nazionale. 

Le successive indagini, eseguite attraverso il monitoraggio di 35 utenze telefoniche e 4 ambientali su altrettanti autovetture, hanno permesso di disarticolare una collaudata associazione dedita alla commercializzazione parallela di medicinali oggetto di furti/rapine, articolata su 4 livelli operativi:

1.             livello approvvigionamento: attraverso i rapinatori;

2.             livello deposito: attraverso ricettatori e faccendieri;

3.             livello distribuzione: affidata a corrieri del settore;

4.             livello vendita: attraverso farmacisti conniventi.

Inoltre, l’attività di reimmissione sul mercato dei farmaci provento di furti e rapine, oltre che provocare danno al mercato legale ed all’erario con le frodi in danno del Servizio Sanitario Nazionale, è particolarmente insidiosa per la sicurezza della salute dei cittadini, poiché spesso i medicinali vengono temporaneamente stoccati in depositi privi delle condizioni igieniche ed ambientali per la corretta conservazione dei farmaci, che possono pertanto perdere le proprie qualità terapeutiche o, peggio, diventare dannosi a seguito dell’alterazione delle componenti chimiche.

Nel corso delle perquisizioni sono state sottoposte a sequestro:

-           attrezzatura informatica;

-           strumentazione elettronica (rice-trasmittenti, disturbatori di frequenza, binocoli etc) utilizzati dai rapinatori nel corso delle rapine, al fine di inibire i sistemi di sicurezza satellitari e le comunicazioni telefoniche.

-           centinaia di fustelle, farmaci e voluminosa documentazione utile al prosieguo delle indagini.

Nel corso delle attività è stato effettuato un arresto in flagranza per ricettazione ed inoltre, è stato possibile attribuire al sodalizio criminale, anche grazie alla collaborazione e le indagini condotte parallelamente da Comandi Territoriali e Comandi NAS competenti nelle diverse province interessate, la ricettazione di circa 133.000 scatole di farmaci oggetto di rapina o furto, per un valore complessivo di oltre 3,5 milioni di euro.

I provvedimenti hanno interessato le provincie di Roma, Milano, Napoli, Salerno, Catania, Bari, Cosenza, Cagliari, Matera, Crotone, Catanzaro, Pisa, Vibo Valentia, Reggio Calabria e Benevento, e sono stati eseguiti con l’impiego complessivo di circa 200 militari dei NAS competenti per territorio, collaborati dai colleghi dell’Arma territoriale.

I dettagli dell’operazione potranno essere forniti dal Ten. Col. Vincenzo Maresca, Comandante del Gruppo per la Tutela della Salute di Napoli, che ha coordinato l’intera operazione.

Lamezia Terme lì 17/11/2015

 

 


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Data di pubblicazione: 18 novembre 2015, ultimo aggiornamento 18 novembre 2015