operazione del NAS di Trento nel settore del contrasto al doping

I Carabinieri del NAS di Trento, a conclusione di una complessa indagine durata quasi 8 mesi, con un’operazione iniziata alle prime ore di oggi hanno tratto in arresto 14 persone costituenti un sodalizio criminale dedito alla vendita illegale di sostanze anabolizzanti pericolose per la salute, che venivano commercializzate in ambito nazionale a giovani frequentatori di palestre e ad atleti praticanti discipline sportive amatoriali, tra le quali ciclismo e calcio.

Nell’operazione sono stati impiegati complessivamente oltre 250 militari dei NAS e dell’Arma territoriale, supportati da un elicottero del 3° Nucleo e da unità cinofile di Bolzano.

Le ordinanze di custodia cautelare (6 in carcere ed 8 ai domiciliari), disposte dal GIP del Tribunale di Trento, sono state eseguite in diverse regioni (11 in Trentino Alto Adige, le restanti in Veneto, Lombardia e Puglia). L’indagine dei Carabinieri del NAS trentino, coordinata dal Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Trento, Dott. Giuseppe AMATO, ha consentito di individuare un’associazione per delinquere, composta da preparatori atletici e frequentatori di palestre, finalizzata all’approvvigionamento ed al traffico di farmaci ad effetto dopante estremamente pericolosi per la salute, procurati e distribuiti al di fuori dei canali ufficiali. I medicinali anabolizzanti, per lo più provenienti dall’Est Europa e privi di autorizzazione per l’immissione in commercio, infatti venivano illecitamente introdotti nel territorio nazionale tramite corrieri ovvero spedizioni postali e quindi venduti ad una consolidata rete clientelare costituita da body builders, frequentatori di palestre ed atleti amatoriali praticanti diverse discipline sportive, che li assumevano senza alcuna esigenza terapeutica, in mancanza di prescrizioni mediche e con grave pericolo per la loro salute.

Nel corso dell’operazione sono state effettuate altresì, in 12 provincie di tutta Italia, 75 perquisizioni nei confronti degli arrestati e di soggetti individuati quali acquirenti ed assuntori delle sostanze illecite, rinvenendo svariati quantitativi di farmaci dopanti che si aggiungono alle oltre 200 confezioni già poste sotto sequestro durante l’indagine.

Su disposizione del P.M. Dott. Davide OGNIBENE della Procura della Repubblica di Trento, i destinatari dei provvedimenti cautelari in carcere sono stati associati a diversi penitenziari del Nord Italia. Sono corso ulteriori indagini tese ad individuare ulteriori responsabilità per l’illecita distribuzione delle pericolose sostanze.


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Data di pubblicazione: 25 maggio 2012, ultimo aggiornamento 15 febbraio 2013