Il comparto lattiero-caseario è uno di settori maggiormente significativi per l’economia del Paese, in quanto rappresenta una componente rilevante della filiera zootecnica nazionale ed un importante simbolo della cultura enogastronomica italiana, conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo. Il controllo della sicurezza di tali prodotti è pertanto tra i principali compiti dei Carabinieri dei NAS che, anche attraverso la collaborazione con le associazioni di categoria, vigilano costantemente sulle attività produttive e commerciali, a tutela del consumatore e degli imprenditori che operano in maniera corretta. 

In quest’ambito si collocano i risultati recentemente conseguiti dal NAS Carabinieri di Palermo, che ha individuato, in quella provincia, un caseificio completamente abusivo, gestito da un commerciante di prodotti caseari, che produceva formaggi e ricotta in locali carenti dal punto di vista igienico sanitario e ambientale, nonché mancanti di qualsivoglia autorizzazione.

Nel corso dell’ispezione i militari del Nucleo siciliano rinvenivano 5 tonnellate di formaggi tipici (pecorino e caciocavallo) e ricotta (sia fresca che congelata) maldestramente conservati, detenuti in ambienti insalubri (con sporco di varia natura diffuso su tutte le superfici e gli scaffali), insudiciati, avariati ed invasi da muffe, nonché 3 quintali di siero di latte in polvere, la cui detenzione negli stabilimenti produttivi è espressamente vietata in quanto potrebbe essere illecitamente utilizzato per la produzione di ricotta. I militari hanno inoltre accertato che il titolare del caseificio aveva in deposito alcune decine di forme di formaggi di sua produzione, pronte per la commercializzazione, alle quali aveva applicato etichette contraffatte relative ad un altro opificio (risultato completamente estraneo alla vicenda).

Oltre ai prodotti citati, sono stati sottoposti a sequestro preventivo 300 litri di latte fresco bovino, numerosi rotoli di etichette adesive in bianco, nonché l’intera struttura produttiva (composta, oltre che dal caseificio, ubicato all’interno di una villetta, anche da altri 3 capannoni adibiti a deposito, confezionamento e salagione dei prodotti, per un valore totale di 500mila euro circa), unitamente ai macchinari utilizzati per l’illecita attività. Il titolare della struttura è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per detenzione di alimenti alterati ed in cattivo stato di conservazione, vendita di prodotti agroalimentari recanti segni distintivi mendaci e scarico di acque reflue industriali in assenza di autorizzazione.

Lo stesso Nucleo, nel corso di un’altra ispezione effettuata presso un caseificio dell’agrigentino, ha rinvenuto altre 4,5 tonnellate di formaggio pecorino, in parte invaso da muffe ed in parte privo di documentazione attestante l’origine e la provenienza del prodotto. Anche in questo caso i militari operanti hanno provveduto a vincolare i prodotti alimentari rinvenuti, denunciando il titolare della struttura.

Il valore di mercato dei prodotti caseari sequestrati, destinati alla commercializzazione in ambito provinciale, ammonta a 110mila euro circa.


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Data di pubblicazione: 28 febbraio 2012, ultimo aggiornamento 16 gennaio 2013