Nas di Trento, sequestro del farmaco

I Carabinieri del NAS di Trento, al termine di una complessa indagine, hanno denunciato i due legali rappresentanti di altrettante aziende che importavano dalla Cina un prodotto farmaceutico, distribuendolo per la vendita come un integratore alimentare che prometteva di migliorare le performance sessuali.

Gli accertamenti del Nucleo trentino sono scaturiti da una segnalazione di un privato cittadino sulla presenza in commercio di un integratore che, assunto, aveva effetti addirittura superiori a quelli provocati da farmaci utilizzati per il trattamento di determinate patologie sessuali.

Le analisi di laboratorio eseguite su campioni prelevati dallo stesso NAS, hanno appurato che il prodotto conteneva infatti elevatissime concentrazioni di diversi principi attivi di sintesi, peraltro contraffatti, del farmaco "Sildenafil", medicinale da tempo utilizzato per la cura delle disfunzioni erettili, che necessita però di prescrizione medica in quanto potenzialmente pericoloso per chi lo assume, essendo in grado di causare gravi effetti collaterali e pertanto assolutamente controindicato per talune tipologie di soggetti (cardiopatici, affetti da ipotensione, persone con disfunzioni epatiche o renali, etc.), anche in considerazione degli altissimi dosaggi riscontrati. La presenza del principio attivo non era invece citata nell'etichettatura del prodotto, che era definito come un integratore di origine naturale, tanto che veniva distribuito per il commercio presso erboristerie, esercizi commerciali, parafarmacie e -soprattutto- attraverso siti di vendita on-line.

I Carabinieri del NAS di Trento segnalavano tempestivamente quanto riscontrato all'Autorità Giudiziaria, che disponeva la perquisizione delle 2 aziende lombarde che, dalle indagini svolte, erano state individuate quali importatrici e distributrici del falso integratore, con il conseguente sequestro di tutte le confezioni rinvenute.

Con la collaborazione dei NAS di tutta Italia veniva inoltre effettuata un’attività di rintraccio presso gli esercizi commerciali ubicati sul territorio nazionale, che ha consentito di eliminare dal mercato ingenti quantitativi del pericoloso prodotto.

L'indagine, coordinata dapprima dalla Procura della Repubblica di Trento e successivamente diretta da quella di Busto Arsizio (nel cui territorio sono ubicate le 2 aziende coinvolte), ha consentito di porre sotto sequestro quasi 50mila capsule del falso integratore alimentare, per un valore di mercato pari a 570mila euro. Ai 2 legali responsabili delle aziende coinvolte sono stati contestati i reati di importazione illegale di farmaci, distribuzione di sostanze alimentari nocive e frode nell’esercizio del commercio.


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Data di pubblicazione: 21 febbraio 2012, ultimo aggiornamento 15 gennaio 2013