Prodotti sequestrati nell’operazione “Oro e Incenso”

I Carabinieri dei NAS e l’Agenzia delle Dogane hanno portato a conclusione un’articolata attività investigativa denominata “oro e incenso” nell’ambito di un commercio illecito di “Smart drugs” (sostanze di sintesi di nuova concezione molecolare, simile alla canapa indiana, commercializzate mediante prodotti destinati apparentemente ad usi leciti, ma che manifestano effetti allucinogeni alla stregua delle droghe tradizionali).

Nel corso dell’attività, condotta dal Reparto Analisi del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, in collaborazione con i N.A.S. di Roma e Catania e con l’Ufficio Antifrode Centrale dell’Agenzia delle Dogane sono stati eseguiti:

  • 19 provvedimenti di custodia cautelare, emessi dal GIP del Tribunale di Catania dott. Santino Mirabella, di cui 6 in carcere e 13 agli arresti domiciliari, per associazione per delinquere finalizzata al commercio di prodotti pericolosi per la salute, traffico di sostanze stupefacenti e ricettazione, nei confronti di altrettanti soggetti, alcuni dei quali già pregiudicati per reati specifici;
  • il sequestro penale di 12 strutture commerciali, per un valore di oltre 1,5 milioni di euro, inclusi 2 distributori automatici di vendita;
  • l’oscuramento del sito web dell’azienda torinese, capofila del traffico illecito.

L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia – Proc. Aggiunto dott.ssa Marisa Scavo - e dalla Procura della Repubblica di Catania – Sost. Proc. dott. Angelo Busacca e dott. Alessandro Sorrentino, ha permesso di individuare un’organizzazione delittuosa che aveva realizzato un importante rete commerciale a livello nazionale di prodotti riconducibili a “smart drugs”, con vertice presso una società torinese e sede legale fittiziamentemente ubicata nella Repubblica Ceca.

Le materie prime provenienti dalla Cina venivano lavorate e miscelate con altri ingredienti e poste all’interno di confezioni all’apparenza profumatori ed aromatizzanti per ambienti con vari nomi di fantasia “Hurricane”, “Orange”, ecc., e quindi distribuite presso numerosi negozi fidelizzati in tutto il territorio nazionale. Gli articoli, ufficialmente commercializzati come materiale lecito, non utilizzavano i tradizionali canali di approvvigionamento degli stupefacenti ed erano destinati ad una giovanissima clientela ben consapevole dell’azione pisco-attiva dei prodotti, sia su passaparola che in commenti su forum on-line e siti web.

Grazie anche al supporto dell’Ufficio Antifrode Centrale dell’Agenzia delle Dogane sono state monitorate le direttrici d’importazione e le movimentazioni internazionali del traffico, estendendo le indagini, anche tecniche, fino ad accertare le modalità di vendita al dettaglio.

Gli esiti di laboratorio delle confezioni sequestrate durante le indagini hanno riscontrato la presenza di cannabinoidi sintetici (tipo JWH) inseriti in tabella stupefacenti  e di sostanze di recente sintesi non ancora tabellate come droghe. Le analisi, eseguite dai laboratori dell’Agenzia della Dogane con un duplice approccio, chimico e farmacologico, hanno permesso di evidenziare la pericolosità per la salute delle sostanze chimiche presenti nei prodotti, permettendo di perseguire il commercio anche dei principi attivi ancora non inseriti in tabella. Infatti, per la prima volta in Italia, i Carabinieri hanno contestato allo stesso tempo il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti e la detenzione ed il commercio di sostanze pericolose per la salute (442 C.P.), con riguardo al cannabinoide sintetico non ancora vietato.

L’ampia rete commerciale illecita e in via di espansione è stata disarticolata con:

  • l’arresto dei responsabili o titolari e gestori dei negozi, molti dei quali già con pregiudizi penali per spaccio di sostanze stupefacenti;
  • il sequestro di 12 esercizi di vendita del circuito criminoso, nelle province di Alessandria, Asti, Bologna, Campobasso, Frosinone, Padova, Reggio Emilia, Roma, Torino, e Vicenza. Il valore commerciale delle strutture e dei prodotti in deposito oggetto di vincolo penale supera 1,5 milioni di euro.

Nello stesso contesto sono stati sequestrati anche due distributori automatici, posizionati all’esterno di altrettanti negozi, all’interno dei quali erano poste le confezioni di “profumatori” che pertanto venivano utilizzati come “pusher virtuali” aperti nelle 24 ore e soprattutto accessibili anche a minorenni.

L’esecuzione delle misure cautelari e delle perquisizioni ha interessato anche le province di Latina, Lecco, Ravenna, Trieste, Udine e Venezia, per un totale di 31 obiettivi che ha richiesto l’impiego di 300 Carabinieri dei NAS e dei Reparti dell’Arma competenti per territorio e 30 funzionari della struttura Antifrode Centrale e delle Direzioni Regionali di Torino, Venezia/Trieste e Roma dell’Agenzia delle Dogane.

L’operazione con la contestazione dell’articolo 442 del Codice Penale, riferito alla commercializzazione di sostanze pericolose per la salute pubblica, costituisce un precedente procedurale adottato per la prima volta dalla polizia giudiziaria e dalla Magistratura di Catania per future attività di contrasto al commercio di smart drugs; ha permesso la disarticolazione di un consistente canale di approvvigionamento di sostanze nocive per la salute, causa di almeno 30 episodi di grave intossicazione di giovani negli ultimi mesi solamente in Italia e oggetto di allerta da parte del Dipartimento delle Politiche Antidroga - Capo Dipartimento dott. Giovanni Serpelloni - e del Ministero della Salute.


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Data di pubblicazione: 9 gennaio 2012, ultimo aggiornamento 15 gennaio 2013