Il 18 dicembre 2012 si è svolta presso il Ministero della salute la giornata conclusiva del Progetto "Definizione e implementazione di un sistema di monitoraggio del rispetto della normativa sul fumo in Italia", organizzata dal Ministero della salute congiuntamente alla Regione Veneto.

Obiettivi della giornata

  • Presentare i risultati dei monitoraggi svolti dalle Regioni nelle diverse tipologie di ambienti visitati e i risultati dell’attività di controllo sul rispetto della legge 3/2003 compiuti annualmente su tutto il territorio nazionale dai NAS.
  • Illustrare i protocolli e gli strumenti di rilevazione prodotti nell’ambito del Progetto, che vengono messi a disposizione di tutte le Regioni. Tra essi si evidenzia, in particolare, il manuale “Verso ospedali e servizi sanitari liberi dal fumo”.
  • Valorizzare le esperienze delle Regioni partner.
  • Aprire una finestra di confronto su ambienti di vita non normati dalla normativa vigente sulla protezione dal fumo passivo (spiagge, stadi, auto, casa, ambienti cittadini, spazi esterni scolastici ecc.)

In sintesi

Il progetto ha dimostrato la sostenibilità e la validità di un rete locale di operatori dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL, impegnati in attività di monitoraggio e controllo del rispetto della legge sul divieto di fumo, interpretate in chiave di prevenzione e promozione della salute.

Dai monitoraggi effettuati negli esercizi pubblici si è evidenziato che confortante è il dato sull’opinione positiva dei clienti intervistati riguardo il divieto di fumo nei locali (82%), così pure per quanto riguarda l’opinione dei gestori (94%); ancora più incoraggiante è rilevare che, seppure i campioni non siano perfettamente sovrapponibili geograficamente, c’è un atteggiamento sempre più positivo verso la legge, sia da parte dei gestori/proprietari che dei clienti. La legge, tuttavia, non è sempre rispettata  (fumatori presenti nell’1,3% dei locali) e si è rilevata una problematica in particolare nei cosiddetti “dehors”, in quanto nel 25% di essi è stata riscontrata la presenza di fumatori.

Nel 2% delle zone delle strutture sanitarie monitorate sono state viste persone fumare e nel 7% è stato percepito l’odore di fumo di sigaretta. Il problema del fumo di tabacco negli ambienti sanitari richiede ancora un’attenzione particolare.

I dati delle Regioni sono coerenti con quelli degli annuali controlli a campione condotti sul territorio nazionale dal Comando dei Carabinieri per la Sanità (NAS) che nel 2012 hanno effettuato un totale di 3575 controlli che hanno portato a 162 sanzioni (il 4,5%) di cui 54 (l’1,5%) a persone trovate a fumare dove non consentito. I luoghi dove sono state elevate più sanzioni sole le sale giochi (9,9% di cui 2,6% a fumatori), discoteche (7,6% di cui 2,7% a fumatori) e pub e pizzerie (4,8% di cui 0,7% a fumatori), in calo per il primo anno gli ospedali con 2,5% di sanzioni di cui l’1,7% a persone che fumavano.

I controlli dei Nas, hanno interessato anche 1.481 distributori automatici di sigaretta rilevando la presenza di malfunzionamento dei sistemi di lettura ottica dei documenti di identità nel 2,6% dei casi.

L’incontro, inoltre, ha consentito di aprire una finestra di confronto su ambienti di vita non regolamentati  dalla normativa vigente sulla protezione dal fumo passivo. In particolare, è stata presentata l’esperienza positiva del Comune di S. Michele al Tagliamento,  che ha consentito l’attivazione nella rinomata area di Bibione del progetto “Spiaggia senza fumo”. L’iniziativa del Comune, dopo una iniziale perplessità da parte di gestori degli stabilimenti balneari e in generale degli operatori turistici della zona (una delle principali aree turistiche del Veneto e del Nord-Est d’Italia) ha trovato ampio consenso, anche grazie alla positiva risposta da parte dei cittadini e dei turisti, coinvolti tramite materiali informativi e questionari. Riscontrato l’interesse da parte delle Regioni presenti e del Ministero si è proposto di verificare la possibilità di estendere l’esperienza ad altre realtà,  coinvolgendo altre Amministrazioni comunali.

Per quanto riguarda il fumo in auto, nell’ambito di una ricerca condotta in Veneto nel 2008, sono state esaminate complessivamente 5.928 vetture (89,4% automobili) che sostavano a 148 incroci di 74 comuni. Nel 7% delle vetture è stata osservata almeno una persona fumare (12% per i veicoli commerciali), nell’1% delle vetture con bambini c’era almeno una persona che fumava. Nonostante le campagne di sensibilizzazione sui danni da fumo passivo, l’abitudine di fumare in macchina interessa ancora un numero consistente di adulti. Il numero di bambini esposti al fumo in macchina è risultato limitato, ma significativo, dato l’elevato rischio che comporta.

Il rappresentante del CONI, infine, ha sottolineato che il problema fumo è poco diffuso tra gli atleti, in quanto visto come forma di “doping negativo”; la maggior pratica di attività fisica e sportiva, inoltre, si accompagna in genere ad uno stile di vita più sano, tanto che da uno studio recente della Bocconi, presentato nell’ambito del “Libro bianco dello sport Italiano”, si evidenzia che maggiori livelli di pratica sportiva continuativa potrebbero determinare una riduzione dei costi sanitari.

Per quanto riguarda gli Stadi, già le manifestazioni internazionali (Olimpiadi, Europei di calcio, ecc.) sono ormai dichiarate “Smoke free”; si potrebbe provare a sperimentare in alcuni stadi, molti dei quali “Comunali”  iniziative analoghe, accompagnate da azioni di formazione e sensibilizzazione dei tifosi per far maturare gradualmente la consapevolezza dell’importanza di un comportamento sano e rispettoso della salute dell’altro anche nei tifosi, magari avvalendosi di “beniamini” dei tifosi quali “testimonial”.
Per approfondire leggi la pubblicazione "Monitoraggio dell'osservanza della normativa inerente il divieto di fumare negli
ambienti di vita e di lavoro
".

Interventi dei relatori

Data di pubblicazione: 11 febbraio 2013, ultimo aggiornamento 7 maggio 2013

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