Immagine dell'arrivo del paziente all'aeroporto di Roma

“Anche in questa circostanza i protocolli stabiliti per l’emergenza sanitaria sono scattati in modo puntuale. Con la collaborazione del Ministero della Difesa e grazie all’Aeronautica Militare, il trasferimento in alto biocontenimento dell’infermiere di Emergency è avvenuto rapidamente e in piena sicurezza. Ancora prima dell’arrivo del paziente a Roma abbiamo attivato tutte le procedure per rendere disponibili i farmaci sperimentali necessari alle cure. Siamo di fronte a un’altra sfida difficile che adesso giochiamo all’interno dello Spallanzani, una grande eccellenza italiana, dove l’infermiere riceverà certamente il meglio delle cure possibili”.  

Lo ha dichiarato il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin in merito al caso dell'infermiere di Emergency, risultato positivo il 12 maggio al test Ebola presso il Centro di riferimento per le malattie infettive Ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma, dove si è tenuta il 13 maggio una prima conferenza stampa ed emesso il primo bollettino medico: "Al momento della presa in carico da parte dei medici dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani il paziente era febbrile, lucido e collaborante. Ha iniziato trattamento antivirale specifico con farmaco non registrato, autorizzato con ordinanza da AIFA, su indicazione del Ministro della Salute".

L'opertatore è giunto allo Spallanzani nella notte del 12 maggio. Il trasferimento, organizzato d’intesa tra il Ministero della Salute e quello della Difesa, è stato eseguito dall’Aeronautica Militare in alto biocontenimento, seguendo le stesse procedure già attuate nel novembre scorso per il medico siciliano colpito dal virus e poi guarito. Per rispettare la privacy del paziente e della famiglia, non verranno rese note le generalità.

Il punto dell'Assessore Arru

"La macchina operativa ha funzionato secondo i tempi e nei modi previsti dall'Unità di crisi avviata a novembre. Ora stiamo facendo tutte le verifiche necessarie per capire se il paziente ha avuto qualche contatto dal momento in cui si sono manifestati i sintomi, cosa che lui ha categoricamente escluso sin dal primo momento".

L' Assessore alla Sanità della Sardegna Luigi Arru, fa il punto della situazione intervenendo a Sassari sul caso del cooperante sardo di Emergency risultato positivo al contagio da Ebola e ricoverato da questa mattina alle 5 all'ospedale Spallanzani di Roma - come prevedono i protocolli nazionali - dopo essere arrivato a Pratica di Mare dalla Sardegna mezz'ora prima.  

Intanto sono in autoisolamento le tre persone che potrebbero avere avuto un qualche tipo di contatto con lui: due volte al giorno controllano la temperatura corporea e finora non hanno manifestato alcun sintomo. Sotto controllo anche gli operatori del 118 che lunedì hanno trasportato il paziente da casa al reparto di Malattie Infettive di Sassari senza passare dal Pronto Soccorso, operatori che erano però completamente protetti.

Il trasporto in alto biocontenimento

L'Aeronautica Militare, su richiesta del Ministero della Salute, ha trasportato in alto bio-contenimento il paziente malato di Ebola, da Sassari a Roma.

Un C-130 della 46^ Brigata Aerea di Pisa è decollato per Pratica di Mare (Roma), dove ha prelevato una speciale barella aviotrasportabile "A.T.I." (Aircraft Transport Isolator) e il personale medico dell'Aeronautica Militare, specializzato nella gestione e nel trasporto di malati altamente infettivi. Il velivolo è poi immediatamente ripartito alla volta del distaccamento aeroportuale di Alghero (SS), dove è stato imbarcato il paziente. Ultimate le operazioni, il C130 è nuovamente decollato con destinazione Pratica di Mare, dove li ha attesi un'ambulanza dell'ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma.

La capacità di effettuare trasporti di malati altamente infettivi attraverso l'utilizzo di speciali barelle isolate è una peculiarità dell'Aeronautica Militare che, lo scorso 24 novembre ha riportato in Italia, dalla Sierra Leone, Fabrizio Pulvirenti il medico di Emergency malato d'Ebola.

Situazione epidemiologica nei tre Paesi più colpiti

Dall’inizio dell’epidemia a all’inizio di maggio 2015 ci sono stati un totale di 26.593 segnalati casi confermati, probabili e sospetti di EVD in Guinea, Liberia e Sierra Leone, con 11.005 decessi segnalati. Un totale di 868 infezioni confermate negli operatori sanitari sono stati riportati in Guinea, Liberia e Sierra Leone; ci sono stati 507 decessi segnalati.

Nella prima settimana di maggio un totale di 9 nuovi casi confermati sono stati segnalati in Guinea, 0 in Liberia e 9 in Sierra Leone, confermando il fatto che l’epidemia si avvia a essere sotto controllo e che il traguardo “zero nuovi casi” è vicino. 

La Liberia è stata dichiarata Ebola free dall’OMS il 9 maggio scorso.

 

Data di pubblicazione: 13 maggio 2015, ultimo aggiornamento 13 maggio 2015

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