Il Comitato Interministeriale per i Diritti Umani (CIDU) è stato  istituito allo scopo di  assolvere in via principale agli obblighi assunti dall’Italia in esecuzione dei numerosi accordi e convenzioni adottati sul piano internazionale nella materia della protezione e promozione dei diritti umani. Collocato nel quadro organico del Ministero degli Affari Esteri, presso la Direzione Generale per gli Affari Politici e di Sicurezza, è presieduto da un alto funzionario della carriera diplomatica ed è composto da rappresentanti di Ministeri, Amministrazioni ed Enti che a vario titolo si occupano delle tematiche dei diritti umani. Il CIDU svolge, tra l’altro, un’attività istituzionale e continuativa come “ focal point” in Italia degli organi di monitoraggio degli organismi internazionali delle Nazioni Unite, del Consiglio d’Europa e dell’Unione Europea. 

Anche se del Comitato non fanno parte rappresentanti delle organizzazioni non governative, nel corso degli anni i contatti con la società civile sono stati intensificati, sia coinvolgendo i rappresentanti delle ONG nella fase di raccolta degli elementi necessari alla predisposizione dei Rapporti che il CIDU è tenuto a redigere, sia organizzando audizioni ed incontri su alcuni temi per il cui approfondimento è apparso essenziale il contributo della società civile.

Uno dei documenti che il CIDU è tenuto a redigere è la procedura per l’esame della situazione dei diritti umani in tutti gli stati membri delle Nazioni Unite, Revisione Periodica Universale (Universal Periodic Review – UPR), che ha una cadenza ciclica di quattro anni e mezzo e attraverso la quale viene esaminata la situazione dei diritti umani in tutti i Paesi delle Nazioni Unite.

La Revisione Periodica Universale, introdotta nel 2011 dal Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite (CDU), si svolge in due fasi:

  • la prima, nell’ambito di un apposito gruppo di lavoro a composizione aperta (UPR Working Group) dove hanno diritto di parola soltanto gli Stati, con sedute dedicate ai singoli Paesi esaminati
  • la seconda, a livello di sessione plenaria del Consiglio, dove possono intervenire anche le organizzazioni non governative (ONG).

Nella sessione di ottobre-novembre 2014  sarà esaminata anche l’Italia, che ha già presentato il suo documento finale alla stesura del quale ha collaborato anche il Ministero della Salute, nell’ambito delle sue competenze, fornendo in particolare dati e informazioni su: salute dei migranti e delle minoranze, violenza di genere e inquinamento.

Maggiori informazioni sulle principali iniziative e sui passaggi procedurali in vista dell'esame UPR di ottobre-novembre 2014 saranno riportate nelle news del sito del CIDU.

Consulta:

        Rapporto nazionale CIDU trasmesso a Ginevra il 15 luglio

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Data di pubblicazione: 31 luglio 2014, ultimo aggiornamento 31 luglio 2014