Negli ultimi anni la politica dell’Unione Europea per migliorare la qualità dell’aria atmosferica, ha prodotto riduzioni significative delle concentrazioni dei principali inquinanti nocivi per la salute, tuttavia le norme e gli obiettivi dell'UE in tale materia non sono stati ancora completamente rispettati. Il 90% dei cittadini europei residenti in aree urbane continua ad essere esposto a livelli di inquinanti eccedenti quelli indicati dalle linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità, con gravi conseguenze sulla salute.
In Europa l’inquinamento dell’aria causa ogni anno oltre 350.000 morti premature ed è tra le cause principali di insorgenza di malattie respiratorie, soprattutto quelle ostruttive come asma bronchiale e bronco-pneumopatia cronica ostruttiva.

Il 2013 sarà ricordato non soltanto come Anno europeo dell’aria, ma anche come un anno importante per la ricerca sull’inquinamento dell’aria e la salute. Uno studio europeo, pubblicato nel luglio 2013, condotto in 9 Paesi (300.000 persone seguite per oltre 13 anni), ha dimostrato una relazione certa tra aumento delle polveri sottili e incidenza di tumori, indipendentemente da altri fattori come il fumo di sigaretta.
In seguito a questo studio, l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha classificato l'inquinamento atmosferico e le polveri sottili fra i carcinogeni umani di tipo 1. Il rischio cancerogeno associato all’inquinamento atmosferico resta, tuttavia, molto più basso di quello del fumo di tabacco, che, assieme al radon, continua ad essere il più importante fattore di rischio per il cancro polmonare.

Su questi temi si è svolto a Roma il 16 e 17 dicembre 2013 il Workshop “Clima, qualità dell’aria e la salute respiratoria: situazione in Italia e prospettive”, organizzato dal Ministero della Salute e dalla Gard Italia, in collaborazione con OMS, Ministero dell’Ambiente, Ministero dell’Istruzione, Regioni, ISS, ISPRA, CNR.
L'evento ha inteso fornire un contributo significativo all’iniziativa europea "2013 Year of air", pensata per sensibilizzare Governi e cittadini sul problema sempre più critico dell'inquinamento dell’aria atmosferica e del cambiamento climatico

Il Workshop si è articolato in tre sessioni, dedicate rispettivamente all’aria esterna, interna ed al clima, sono stati trattati i temi più attuali della ricerca del settore, in un’ottica di integrazione di competenze multidisciplinari.

Nella prima giornata sono stati presentati i risultati di tre importanti studi europei, a cui ha partecipato anche l’Italia:

  1. lo studio europeo ESCAPE (European Study of Cohorts for Air Pollution Effects), i cui risultati hanno documentato il legame tra inquinamento atmosferico e cancro del polmone e la relazione tra mortalità a lungo termine ed inquinamento dell’aria, nonché gli effetti dell’esposizione in gravidanza al traffico e agli inquinanti ambientali e l’aumento del rischio di ridotta crescita fetale;
  2. il Progetto EpiAir (II fase), finanziato dal Centro nazionale per il Controllo delle Malattie (CCM), sugli effetti a breve termine dei principali inquinanti dell'aria, che pur confermando che in Italia il traffico veicolare resta uno dei principali responsabili dell'inquinamento atmosferico delle città, allo stesso tempo ha evidenziato che negli ultimi anni si sono registrati alcuni miglioramenti della qualità dell’aria delle città, lenti, ma con un trend crescente;
  3. il progetto Europeo OFFICAIR (On the reduction of health effects from combined exposure to indoor air pollutants in modern offices), finalizzato a valutare i rischi per la salute causati dall'inquinamento dell'aria interna negli edifici a uso ufficio.

Nella seconda giornata, dedicata al clima, sono state illustrate le politiche di mitigazione e di adattamento sviluppate dall’Oms per ridurre gli effetti dei cambiamenti climatici e sono stati presentati i risultati di alcuni importanti progetti nazionali in materia eventi climatici estremi

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Data di pubblicazione: 31 gennaio 2014, ultimo aggiornamento 10 novembre 2014

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