Home / I falsi miti sul vaccino

I falsi miti sul vaccino

illustrazione


Alcuni pregiudizi e falsi miti in medicina possono mettere a rischio la nostra salute. Per questo motivo, è importante informarsi bene e sapere quali sono i miti che molti credono veri, ma che non trovano fondamento nella realtà.

Proviamo a fare un po’ di chiarezza sulle credenze più diffuse sul vaccino antinfluenzale.

Falso mito 1 - L’influenza non è una malattia seria quindi non ho bisogno del vaccino

Ecco perché è falso

L'influenza è una malattia respiratoria che può manifestarsi in forme di diversa gravità che, in alcuni casi, possono comportare il ricovero in ospedale e anche la morte. Più di 650 mila persone, nel mondo, muoiono ogni anno di influenza.
I sintomi tipici dell’influenza sono: insorgenza improvvisa di febbre alta, tosse e dolori muscolari. Altri sintomi comuni: mal di testa, brividi, perdita di appetito, affaticamento e mal di gola. Possono verificarsi anche nausea, vomito e diarrea, specialmente nei bambini. Alcune fasce di popolazione, come i bambini piccoli e gli anziani, possono essere più a rischio di gravi complicanze influenzali, come polmoniti e peggioramento delle condizioni fisiche.

Falso mito 2 - Il vaccino antinfluenzale può farmi contrarre l’influenza

Ecco perché è falso

Il vaccino antinfluenzale contiene virus inattivati; i virus, cioè, sono stati trattati in modo tale da non essere attivi e, quindi, non possono far ammalare. I vaccini inattivati, somministrati per mezzo di iniezione intramuscolare, possono causare comunemente reazioni locali come dolenzia e arrossamento nel punto di iniezione e, meno spesso, febbre, dolori muscolari o articolari o mal di testa.
Questi sintomi generalmente sono modesti e non richiedono cure mediche, risolvendosi con trattamenti sintomatici (antifebbrili, analgesici) nel giro di un paio di giorni. Febbre, dolori e mal di testa possono manifestarsi più frequentemente nei bambini e ragazzi rispetto alle persone anziane.

Falso mito 3 - Il vaccino antinfluenzale può causare malattie croniche o la sindrome di Guillain Barrè (GBS)

Ecco perché è falso

I dati attuali indicano che i vaccini antinfluenzali non inducono nei vaccinati alcuna malattia cronica così come non ne aggravano il decorso quando queste sono preesistenti alla vaccinazione.
I casi di GBS si verificano comunemente in seguito ad un’infezione gastrointestinale o un’infezione respiratoria acuta tra cui l'influenza, per cui la vaccinazione antinfluenzale può effettivamente ridurre il complessivo rischio di GBS, prevenendo l'influenza. I dati sull'associazione tra GBS e vaccinazione antinfluenzale stagionale sono variabili e incoerenti in tutte le stagioni influenzali. Se c'è un aumento del rischio di GBS dopo la vaccinazione antinfluenzale è piccolo, nell'ordine di uno o due casi di GBS aggiuntivi per milione di dosi di vaccino antinfluenzale somministrati. Alla luce delle evidenze disponibili l'immunizzazione annuale con il vaccino influenzale è un’importante pratica di sanità pubblica, che deve essere continuata e incoraggiata per prevenire la morbosità e la mortalità di questa importante malattia.

Falso mito 4 - Mi sono vaccinato e ho contratto l’influenza, quindi il vaccino non funziona

Ecco perché è falso

I vaccini per l’influenza stagionale sono studiati per proteggere contro l’infezione e la malattia causata dai virus influenzali che la comunità scientifica indica come i più probabili responsabili della stagione influenzale. I vaccini antinfluenzali NON proteggono invece da infezioni e malattie causate da altri virus che possono dare sintomi simili all’influenza (cosiddette sindromi para-influenzali). Durante la stagione influenzale circolano, infatti, molti altri virus: rinovirus (causa del “raffreddore comune”), virus respiratori sinciziali (causa più frequente di sindrome respiratoria grave nella prima infanzia e importante causa di morte da patologia respiratoria nei soggetti con 65 anni e più) ma anche i virus responsabili della cosiddetta influenza intestinale.

Falso mito 5 - Mi sono vaccinato contro l’influenza o ho contratto l’infezione lo scorso anno quindi non posso prenderla anche quest’anno

Ecco perché è falso

La protezione indotta dal vaccino comincia circa due settimane dopo la vaccinazione e dura per un periodo di sei/otto mesi per poi decrescere. Per tale motivo, e poiché i ceppi virali in circolazione possono mutare, è necessario sottoporsi a vaccinazione antinfluenzale all’inizio di ogni nuova stagione influenzale, anche quando la composizione dei vaccini rimane invariata rispetto alla stagione precedente.

Falso mito 6 - Sono in gravidanza quindi non dovrei vaccinarmi contro l’influenza

Ecco perché è falso

La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata alle donne che si trovano nel secondo e terzo trimestre di gravidanza, in quanto protegge sia la mamma, riducendo il rischio di ricovero almeno del 50%, che il bambino, riducendo significativamente i casi di malattia e di otite nei primi due mesi di vita.
Nel primo trimestre di gravidanza, in assenza di condizioni mediche predisponenti, che rendano imperativa la vaccinazione antinfluenzale, questa deve essere subordinata ad una attenta valutazione da parte del medico curante.

Falso mito 7 - Gli antibiotici possono curare l’influenza

Ecco perché è falso

Gli antibiotici sono efficaci solo contro malattie di origine batterica e risultano totalmente impotenti nei confronti di una malattia virale, come l'influenza. L'uso inappropriato di tali farmaci potrebbe, inoltre, essere controproducente, in quanto potrebbe rendere la loro azione inefficace, qualora la loro assunzione fosse realmente necessaria. La vaccinazione è la forma più efficace di prevenzione dell'influenza.

Leggi anche la pagina dell'OMS "I 5 falsi miti sulla vaccinazione antinfluenzale".



Data di pubblicazione: 12 febbraio 2019 , ultimo aggiornamento 12 febbraio 2019



Condividi

Tag associati a questa pagina

Argomenti correlati


Argomenti

.