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Assistenza donne immigrate

immagine di una ragazza di colore sorridente


Secondo i dati ISTAT, gli stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2015 sono 5.014.437  (2.372.796 uomini e 2.641.641 donne ) e rappresentano circa l’8% della popolazione residente totale. Nel 2016 si riscontra un incremento di 39 mila unità (8,3%).  Inoltre nel 2015 sono nati circa 93 mila bambini.
La normativa italiana garantisce il diritto di ogni donna, italiana o straniera, all’assistenza sanitaria, al sostegno psicologico e alla parità di trattamento in ambito lavorativo. Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) assicura a tutte le donne gli interventi di prevenzione, tutela della maternità, assistenza ai bambini, vaccinazioni, diagnosi e cura delle malattie infettive.
Il SSN assicura a tutte le cittadine non comunitarie che si trovino sul territorio nazionale, anche senza permesso di soggiorno o con permesso scaduto, il diritto a ricevere le cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti, o comunque essenziali, per malattie e infortuni e beneficiare di programmi di medicina preventiva a salvaguardia della salute individuale e collettiva.
Gli stranieri irregolari possono accedere ai servizi sanitari attraverso il codice STP (Straniero Temporaneamente Presente) valido su tutto il territorio italiano.
Anche i bambini figli di stranieri senza permesso di soggiorno hanno diritto all’assistenza del pediatra. Lo stabilisce l’Accordo Stato-Regioni 20 dicembre 2012.
Il Ministero della salute sta partecipando al Progetto europeo EQUI-Health, coordinato dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), con l’obiettivo di promuovere la salute delle popolazioni migranti vulnerabili, quali richiedenti asilo e irregolari, nonché popolazione Rom e minoranze etniche. In particolare prevede la promozione dell’integrazione socio-sanitaria per i migranti giunti nei paesi membri del Mediterraneo (Italia, Malta, Spagna, Grecia, Croazia), anche attraverso l’analisi delle condizioni di rischio di salute e delle relative buone pratiche esistenti per rispondere alle istanze dei migranti che vengono accolti nel Mediterraneo. Punto di attenzione specifico è la formazione per gli operatori sanitari, finalizzata anche al superamento delle barriere interculturali, che condizionano fortemente l’efficacia e l’efficienza dei servizi sanitari per la popolazione migrante. In questo ambito il Ministero della salute ha finanziato il progetto “La competenza interculturale nei servizi sanitari: programma di formazione formatori in Sicilia” promosso dall’OIM, che è in via di estensione anche in altre regioni italiane.
Nel febbraio 2012, è stato costituito, per il monitoraggio della Strategia Nazionale d’inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti (RSC) 2012- 2020, un Tavolo per l’asse “Salute”, coordinato dal Ministero, che ha elaborato il Piano d’Azione Salute per e con le comunità Rom, Sinti e Caminanti, presentato alla Cabina di regia politica della Strategia Nazionale a dicembre 2014.
Obiettivo ultimo è quello di trasformare i RSC da utenti di servizi a tassello/nodo di una rete che sia ottimizzazione di percorsi assistenziali ed espressione di una comune progettualità di promozione della salute dell’intera comunità. 
In questa cornice di “mediazione di sistema” il piano individua la suddivisione del campo di intervento in tre macroaree:

  1. Formazione del personale sanitario e non
  2. Conoscenza e accesso ai servizi per RSC
  3. Servizi di prevenzione, diagnosi e cura.

Ricordiamo che in Italia esiste un SSN con assistenza universalistica, le modalità di accesso ai servizi possono variare  a seconda della Cittadinanza (UE- non UE) e del possesso del permesso di soggiorno.
Il Piano d’Azione Salute per e con le comunità Rom, Sinti e Caminanti è stato inviato, a fine dicembre 2015, agli Assessorati alla salute delle regioni e province autonome. L’8 febbraio 2016 si è tenuto al Ministero della Salute un Seminario nazionale per la presentazione del Piano di azione salute RSC organizzato dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni in Italia (OIM), referente dell’Azione Europea EQUI Health Fostering health provision for migrants, Roma and vulnerable groups per avviare un dialogo diretto sulle azioni previste dal Piano d’Azione.

Per approfondire consulta l'archivio delle Relazioni al Parlamento IVG.



Data ultimo aggiornamento, 21 aprile 2016


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