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Malattie della tiroide

immagine di un'analisi alla tiroide


Le malattie tiroidee derivano da disfunzioni della tiroide, una ghiandola posta alla base del collo, che produce l’ormone tiroideo, sotto forma di tiroxina (T4) e triiodiotironina (T3). La T3 è la forma attiva dell'ormone e costituisce il 20% del prodotto totale della tiroide. L’80% viene mantenuto nella forma T4, pronto ad essere convertito in T3, secondo le necessità dell’organismo.
L’ormone tiroideo regola numerose funzioni del metabolismo, tra cui lo sviluppo del sistema nervoso centrale e l'accrescimento corporeo.
Per il corretto funzionamento della tiroide è essenziale lo iodio, la cui carenza può causare gozzo (aumento di volume della tiroide) e gravi disordini neuro-cognitivi. In assenza di un'adeguata quantità di iodio, infatti, la tiroide non riesce a sintetizzare e rilasciare i due ormoni T3 e T4.
Il gozzo rappresenta la più frequente patologia tiroidea. Nelle fasi iniziali l’unico segno è rappresentato dall’ingrossamento della ghiandola, causato dalla riduzione degli ormoni tiroidei e dal conseguente aumento compensatorio dell’ormone tireostimolante (TSH) che ne stimola, appunto, la funzione. In una fase successiva si possono formare anche noduli all'interno della ghiandola (gozzo nodulare).

Il fabbisogno di iodio è particolarmente elevato per le donne in gravidanza

In Italia si ammalano di gozzo circa 6 milioni di persone (>10% popolazione tot. e 20% giovanile) con impatto economico stimato in oltre 150 milioni euro/anno.
Il fabbisogno di iodio è particolarmente elevato per le donne in gravidanza e per i bambini. Secondo le stime attuali, un neonato su 3.000 nasce con una forma di malattia tiroidea. In età adulta, le donne sono molto più soggette alle malattie tiroidee rispetto agli uomini: una donna ha il 20% di possibilità di sviluppare problemi alla tiroide nel corso della sua vita.

Una profilassi iodica previene il gozzo endemico

Una dieta con 2 porzioni di pesce a settimana, latte tutti i giorni e un po’ di formaggio garantisce il 50% del fabbisogno giornaliero di iodio (90 μg nei bambini fino a 6 anni, 120 μg in età scolare (7-12 anni) 150 μg negli adulti).
Durante la gravidanza e l’allattamento il fabbisogno aumenta a 250-300 μg al giorno per un corretta funzione tiroidea materna e fetale, indispensabili per lo sviluppo del sistema nervoso centrale del feto.
E’ necessario che l’assunzione quotidiana di iodio con l’alimentazione venga integrata. L’utilizzo di sale iodato consente di coprire il fabbisogno giornaliero fornendo 30 μg di iodio per grammo di sale. L’OMS raccomanda di mantenere il consumo giornaliero di sale sui 3-5 g per il rischio di malattie cardiovascolari.
Mantenendo il consumo del sale entro i 3-5g/dì raccomandati si raggiunge una quantità/die di iodio pari a 90-150 μg sufficiente a garantire un adeguato apporto iodico. La iodoprofilassi è indispensabile nelle donne in gravidanza o in allattamento.
Anche il Piano nazionale prevenzione 2014 - 2018 prevede l’attuazione di interventi volti a prevenire la carenza nutrizionale di iodio. 

Per approfondire:

 

Patologie da carenza di iodio nelle fasi della vita
Fasi della vitaDisordini
Adulto
  • Deficit intellettivo
Bambino e adolescente
  • Deficit intellettivo
  • Ritardo dell'accrescimento
Neonato
  • Cretinismo endemico
  • Mortalità neonatale
Feto
  • Aborto spontaneo
  • Natimortalità
  • Anomalie congenite
  • Mortalità perinatale
Tutte le età
  • Gozzo
  • Ipotiroidismo



Data ultimo aggiornamento, 21 aprile 2016


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