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Vero o Falso

I messaggi pubblicitari dei medicinali veterinari contenenti sostanze antibiotiche devono evidenziare anche il rischio di resistenza agli antibiotici e la necessità di un loro uso prudente

Vero

La responsabilità dell’industria farmaceutica si esprime anche nell’attenzione alle informazioni pubblicitarie rivolte ai medici veterinari che devono sempre rimarcare il rischio di resistenza antimicrobica e la necessità di un uso prudente di quel dato medicinale veterinario, rispetto ai possibili vantaggi in relazione ai tempi di attesa minimi o ai costi ridotti

I medicinali veterinari antimicrobici non sono distribuiti per fini promozionali, né sotto forma di campioni né in qualsiasi altra forma

Vero

I campioni di medicinali veterinari sono opportunamente dotati di etichetta recante indicazioni circa la loro natura di campioni e sono forniti direttamente ai medici veterinari o ad altre persone autorizzate a distribuirli. Tuttavia, quelli contenenti antimicrobici non possono essere in alcun modo distribuiti per fini promozionali, né sotto forma di campioni né in qualsiasi altra forma

Devono essere correttamente rispettate le indicazioni fornite dal medico veterinario nella somministrazione della terapia antibiotica, in termini di dose e durata del trattamento, così come il tempo di attesa, se si tratta di animali da produzione di alimenti per l’uomo

Vero

Il mancato rispetto delle indicazioni fornite dal medico-veterinario nella somministrazione degli antibiotici (per durata, dosaggio, modalità o tempi di attesa), in special modo quando gli animali sono trattati con terapie orali (antimicrobici aggiunti ai mangimi o all’acqua), permette ai batteri di sviluppare meccanismi di resistenza, rendendo gli antibiotici inefficaci

L'uso eccessivo o inappropriato degli antibiotici negli animali contribuisce al problema dell’antibiotico-resistenza

Vero

L’uso eccessivo o inappropriato degli antibiotici, anche nel settore veterinario, fa sì che i batteri diventino resistenti agli antibiotici verso i quali un tempo erano sensibili, riducendo le possibilità terapeutiche e di cura


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