Ministero della Salute

Piano Nazionale Integrato 2015 - 2018

Data di pubblicazione: 1 gennaio 2015, ultimo aggiornamento 22 settembre 2015

Sottoprodotti, incluso il materiale specifico a rischio - Controlli ufficiali su stabilimenti, impianti e operatori e Supervisione regionale

FONTE: Ministero della Salute

Informazioni

Sottoprodotti, incluso il materiale specifico a rischio - Controlli ufficiali su stabilimenti, impianti e operatori e Supervisione regionale
Reg. (CE) 1069/2009; Reg. (UE) 142/2011; Reg. (CE) 882/2004; Reg. (CE) 999/2001


Macroarea: Attività a Carattere Trasversale
Settore: SOTTOPRODOTTI


Tipologia dell'attività: 4c - Attività di controllo ufficiale svolte sull'intero territorio nazionale, diverse dai Piani specifici comunitari, con organizzazione e programmazione regionali

Gli stabilimenti e gli impianti che immettono in commercio sottoprodotti di origine animale e prodotti ottenuti dalla trasformazione di questi (prodotti derivati) devono rispettare i requisiti igienico sanitari dettati dal reg (CE) 1069/2009 ed (UE)142/2011.

L’attività di controllo ufficiale sulle strutture attive in qualunque fase di produzione, trasporto, manipolazione, lavorazione, magazzinaggio, immissione sul mercato, distribuzione, uso o smaltimento dei sottoprodotti di origine animale e dei prodotti derivati, coinvolge i Servizi Veterinari delle ASL.

L’obiettivo dei controlli ufficiali è quello di verificare la conformità ai Regolamenti (CE) 1069/2009 e (UE) 142/2011 e al Reg. 999/2001 per il materiale specifico a rischio e per il feedban.


Autorità Competenti e Laboratori

AC Centrali:

Ministero della Salute - DGSAN Ufficio III

Ruoli:

Coordinamento, supervisione ed audit su AC Regionali

 

AC Regionali:

Assessorati regionali e PA

Ruoli:

Programma regionale

Coordinamento/ supervisione/ispezioni /audit su AC locali

L’Area regionale Sanità Veterinaria espleta prevalentemente un’attività di coordinamento ed indirizzo ed un’attività di audit sui Servizi veterinari delle ASL, ai sensi dell’articolo 4, comma 6 del Regolamento 882/04, anche attraverso verifiche in campo.

 

AC Locali:

AA.SS.LL. - Servizio Veterinario

In particolare, i controlli relativi alle fasi di produzione dei sottoprodotti (supermercati, macellerie, pescherie, macelli, sezionamenti e laboratori di produzione in genere), sono condotti dai Servizi veterinari delle ASL di Area B, mentre i controlli sugli stabilimenti riconosciuti e registrati ai sensi del Reg. (CE) 1069/2009, dai Servizi veterinari delle ASL di Area C.

Ruoli:

Ispezioni/audit


Dettagli attività

Categorizzazione degli eventuali rischi e modalità di applicazione delle categorie di rischio

L’attività di controllo ufficiale effettuata dalle ASL è modulata in funzione dei rischi potenziali per la salute pubblica ed animale, collegati alle singole tipologie di impianti riconosciuti e/o registrati ai sensi del Reg. (CE) 1069/2009.

Le singole Regioni, al fine di una pianificazione efficace dei controlli ufficiali, classificano in base al rischio gli impianti presenti nel proprio territorio e riconosciuti ai sensi del Reg. (CE) 1069/2009, in funzione delle diverse tipologie di attività svolte, con l'obiettivo di:

La classificazione di ogni stabilimento è basata su elementi oggettivi e viene condotta attraverso:

Il ricorso all’assegnazione di punteggi predeterminati presenta l’indubbio vantaggio di uniformare maggiormente la valutazione in realtà territoriali diverse, ma può dare luogo, in qualche caso, a risultati che non rispettano il reale livello di rischio dello stabilimento. In casi giustificati e documentandone le motivazioni, i Responsabili di Servizio potranno intervenire per apportare correttivi, in senso positivo o negativo, alle valutazioni ottenute e conseguentemente per ricalibrare l’attività di controllo.

Frequenza (o criteri per stabilire frequenza)

In base al punteggio ottenuto mediante la classificazione degli impianti in base al rischio, uno stabilimento può essere posto in una delle seguenti classi di rischio: rischio basso, rischio medio o rischio alto che ne condiziona la frequenza alla quale verrà sottoposto a controllo ufficiale.

Pertanto le frequenze standard rappresentano un’indicazione di minima, suscettibile di variazioni nell’ambito della programmazione aziendale dell’attività di controllo dei Servizi Veterinari territorialmente competenti, in funzione delle risorse umane disponibili in Asl, delle dimensioni dell’impianto da sottoporre a controllo, della valutazione e dell’analisi dei rischi, nonché delle garanzie offerte dall’impresa in termini di contenuti ed applicazione del piano di autocontrollo.

Luogo e momento del controllo

Operatori, Stabilimenti ed impianti riconosciuti o registrati ai sensi del reg. (CE) 1069/2009, industrie alimentari, imprese agricole e zootecniche.

Metodi e tecniche

Programma Autorità competente regionale: monitoraggio, sorveglianza, verifica, audit, ispezione, campionamento e analisi

Provvedimenti sanitari; sanzioni amministrative; sanzioni penali

Disciplina sanzionatoria Decreto Legislativo 1 ottobre 2012, n. 186 per la violazione delle disposizioni di cui al regolamento (CE) n. 1069/2009 e regolamento (UE) n. 142/2011.

Modalità rendicontazione, verifica e feedback

Tutte le attività di controllo svolte presso gli impianti devono essere documentate attraverso l’utilizzo delle apposite check-list regionali.

Per documentare le attività svolte dalle ASL presso gli stabilimenti riconosciuti, i singoli operatori addetti alla vigilanza registrano gli esiti delle ispezioni sul sistema informativo regionale oppure redigono un verbale ispettivo.

In merito agli audit, valgono le regole generali per questo tipo di controllo, già da tempo sperimentate nell’ambito degli alimenti. In particolare, all’audit segue sempre l’elaborazione del rapporto di audit, accompagnato dalla scheda delle non conformità allegata al piano regionale.

Alle non conformità evidenziate e notificate dal Servizio Veterinario, l’impresa risponde formulando un corrispondente piano di azione al fine della risoluzione delle carenze riscontrate.

Le Regioni devono inviare annualmente entro il mese di marzo al Ministero della Salute ufficio III DGISAN:

-una relazione sintetica, in formato word, delle risultanze delle attività di controllo sugli stabilimenti, impianti e operatori

- dati quantitativi di SOA (sottoprodotti di origine animale), incluso il MSR (materiale specifico a rischio), prodotti ed utilizzati sui territorio regionali, tramite un foglio di lavoro in formato excel.

 



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