Peste Suina Classica

FONTE: Ministero della Salute

Peste Suina Classica

(Direttiva CE/89/2001 – Decreto Legislativo 55/2004 - O.M. 12 Aprile 2008)

Tipologia 4a - Controlli ufficiali previsti da norme nazionali e/o comunitarie, diversi dai Piani specifici comunitari, con organizzazione e programmazione centrali

 


AC Centrali:

- Ministero della Salute - Direzione generale della sanita’ animale e dei farmaci veterinari - Ufficio III
- Centro nazionale di lotta ed emergenza contro le malattie animali
- Unità centrale di crisi

Ruoli:

La Peste Suina Classica è assente in Italia da oltre un decennio. Tuttavia, la malattia è sempre oggetto di sorveglianza, sia sui suini che sui cinghiali, come previsto dalla vigente normativa (O.M. 12 aprile 2008). Nello specifico, i prelievi per PSC vengono effettuati contestualmente a quelli previsti dal vigente Piano della Malattia Vescicolare del Suino. Al momento, tenuto conto della situazione epidemiologica nazionale e confrontando la stessa con le realtà degli altri SM non si ritiene necessaria alcuna modifica al sistema di sorveglianza vigente. In caso di focolaio, l’AC provvede alla notifica della malattia (focolai/casi confermati, indagini epidemiologiche), fornendo le relative informazioni, alla Commissione e agli altri SM.

 

AC Regionali:

Assessorati alla Sanità

Ruoli:

Coordinamento delle attività inerenti la malattia dei servizi veterinari locali. Di concerto con il CEREP (Centro di Referenza Nazionale delle Pesti Suine) e l'Istituto nazionale della fauna selvatica, individuano i territori in cui effettuare i controlli sui selvatici. Raccolta dei dati relativi ai focolai di malattia.

 

AC Locali:

Servizi veterinari delle AA.SS.LL.

Ruoli:

Esecuzione dei prelievi per i controlli previsti dal Piano di sorveglianza e trasmettono i positivi al CEREP per la conferma. Denuncia del sospetto di focolaio ed avviano le indagini epidemiologiche del caso. Attuazione di tutte le procedure previste dal DLgs 55/2004 in caso di focolaio. Rendicontazione delle attività inerenti alla malattia agli Assessorati regionali competenti.

 

Laboratori:

Centro di Referenza Nazionale per le Pesti suine presso IZS Umbria e Marche     

Ruoli:

Fermo restando che la malattia è assente dal territorio nazionale, ma che viene comunque monitorata, il Centro di Referenza Nazionale per le Pesti Suine è deputato all’effettuazione dei test diagnostici dei campioni risultati positivi in prima istanza presso gli ii.zz.ss. nazionali, sedi locali. In caso di conferma, viene effettuata la notifica di focolaio e vengono attivate le misure sanitarie di gestione del focolaio previste dalle norme vigenti.

 

Istituti Zooprofilattici Sperimentali

Ruoli:

Esecuzione dei test di screening in metodica ELISA per l’individuazione delle eventuali positività in prima istanza e trasmissione dei campioni positivi al Centro di Referenza Nazionale per le Pesti Suine presso l’izs Umbria e Marche.

 


Categorizzazione degli eventuali rischi e modalità di applicazione delle categorie di rischio

I criteri  minimi  di  campionamento sono individuati sulla base di diversi fattori di rischio: l'eventuale  accertamento  negli ultimi cinque anni di focolai di PSC in aree connotate da presenza di selvatici, entità e provenienza  del flusso di cinghiali da ripopolamento, presenza e densità di insediamenti agrituristici, ove si  esercita  l'allevamento di suini o cinghiali. L’efficacia del controllo è testimoniata dall’assenza di circolazione virale sul territorio e dal fatto che rispetto ad altri SM il livello di sorveglianza attuato in Italia è superiore alla media.

 

Frequenza (o criteri per stabilire frequenza)

L’attività di controllo prevede il campionamento di 12 soggetti  per azienda per controllo sierologico una volta all’anno. I controlli sierologici devono essere effettuati in azienda sui suini di età superiore ai tre mesi, nelle aziende con più di tre capi di età superiore a settanta giorni. Le aziende vengono inoltre selezionate in base all’ubicazione (se sono in zona ad alto rischio o meno, se hanno già il riconoscimento di ufficialmente indenni, se devono ottenere o ri-ottenere la qualifica etc…) le frequenze dei prelievi sono stabilite in base ad elaborazioni statistiche ed epidemiologiche (prevalenza 5%, intervallo confidenza 95%).

 

Luogo e momento del controllo

Nelle aziende da riproduzione e nei territori popolati dai selvatici.

 

Metodi e tecniche

I controlli ufficiali sono eseguiti dai servizi veterinari ASL che effettuano i prelievi ufficiali e li inviano all’IZS locale competente per territorio, e contemporaneamente inviano una scheda di sospetto all’AC, all’AR e all’Osservatorio epidemiologico, i focolai confermati vengono trasmessi oltre che all’AC, all’AR e alla CE.
Ogni qualvolta si verifichi un focolaio, le ASL curano l’esecuzione degli adempimenti previsti dalla normativa nazionale e comunitaria, secondo le modalità del Manuale Nazionale delle Emergenze e al Manuale Operativo delle Pesti Suine.

 

Provvedimenti sanitari; sanzioni amministrative; sanzioni penali

In caso di rilevamento di attività svolte in maniera non conforme a quanto previsto dalle norme vigenti, l’AC informa l’AR allo scopo di ripristinare il corretto svolgimento delle attività. L’avvenuto ripristino delle corrette attività viene verificato nel corso di periodiche ispezioni e/o audit svolte dall’ACC.

 

Modalità rendicontazione, verifica e feedback

Gli IZS competenti  per territorio inviano,  a conclusione del piano, i dati relativi alle attività di controllo degli allevamenti al CEREP, il quale organizza la  raccolta  e  provvede  al  successivo inoltro all’AC.
L’AC provvede ad informare la CE sullo stato sanitario delle regioni, sui tests sierologici e virologici effettuati, sui focolai accertati, sugli allevamenti e sul numero dei capi positivi riscontrati,  nonché sugli indennizzi corrisposti in base alla normativa vigente.
Feedback: in caso di rilevamento di attività svolte in maniera non conforme a quanto previsto dalle norme vigenti, l’AC informa l’AR allo scopo di ripristinare il corretto svolgimento delle attività. L’avvenuto ripristino delle corrette attività viene verificato nel corso di periodiche ispezioni e/o audit svolte dall’ACC.

 


Data di pubblicazione: 1 gennaio 2015

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