Trichine - Prevenzione e Controllo

FONTE: Ministero della Salute

 

TRICHINE - PREVENZIONE E CONTROLLO
(Reg. (CE) n.2075/2005; Linee guida Intesa 10 maggio 2007)

Macroaree e settori: Alimenti - Sicurezza e Nutrizione; Sanità Animale - Malattie infettive

 

SUINI ED EQUINI

Il Reg. (CE) n.2075/2005, che stabilisce i principi del sistema di prevenzione e controllo delle Trichine, comprende sia gli aspetti inerenti agli animali vivi (sanità animale) sia quelli relativi alle attività di macellazione (sicurezza alimentare).

I due diversi ambiti di attività sono strettamente interdipendenti e richiedono la collaborazione dei  diversi settori specificamente competenti di ciascuna autorità sanitaria a tutti i livelli (AC Centrale, AC Regionali e AC Locali).

Il regolamento (CE) 2075/2005 prevede che sia effettuato il controllo al macello di tutte le carcasse di suini ed equini, ad eccezione delle carcasse di suini provenienti da allevamenti ufficialmente esenti da Trichine per le cui partite, ai sensi dell’art.11, è possibile applicare la riduzione dei controlli (10%).

Tale riduzione è applicabile solo alle carni destinate al commercio nazionale e comunitario, in ogni caso i riproduttori e gli equini sono sempre oggetto di controllo sistematico.

 


 

AC Centrali:

Ministero della Salute (DGSAF - Uff. II° e DGISAN - Uff. III°)

Ruoli:

Attività di coordinamento ed indirizzo, in collaborazione con il Coordinamento tecnico interregionale interdisciplinare della Conferenza permanente per i Rapporti tra lo  Stato, le Regioni e le Province Autonome

Elaborazione della Relazione annuale ai sensi dell’art.3 comma 3 del Reg CE 2075/2005, conformemente all’art.9 parag. 1 della Direttiva 2003/99/CE e trasmissione della stessa alla Commissione europea entro il 31 maggio di ogni anno.

La relazione comprende informazioni relative a:

  • Allevamenti suinicoli registrati in Banca Dati Nazionale
  • Consistenza patrimonio suinicolo: capi suini  censiti per anno
  • Casi umani di Trichinellosi segnalati in Italia per anno
  • Attività di controllo analitico
  • Attività di controllo della fauna selvatica
  • Altri animali selvatici saggiati per il monitoraggio di Trichine
  • Valutazioni sulla situazione epidemiologica dell’Italia nei confronti dell’infestazione da Trichine nei suini
  • Accreditamento delle aziende per anno

Rendicontazione dei laboratori annessi ai macelli accreditati o in via di accreditamento ai sensi dell’art. 6 del Reg. CE 1162/2009  e trasmissione di tale rendicontazione alla Commissione europea entro 31 dicembre di ogni anno.

Effettuazione di audit ed ispezioni sul territorio nazionale.

 

AC Regionali:

Assessorati delle Regioni e Province autonome

Ruoli:

Coordinamento, supervisione e verifica dell'attività di controllo ufficiale svolta dalle AC locali

Adozione di provvedimenti regionali sulla base delle linee di indirizzo concordate a livello nazionale

Raccolta dei dati epidemiologici relativi ai focolai di malattia e dei dati relativi ai controlli svolti in fase di macellazione, trasmessi dalle AC Locali

Pianificazione dell'attività di sorveglianza della fauna selvatica sensibile alle Trichine, basato sulla valutazione del rischio  nelle zone dove coesiste la fauna selvatica e gli allevamenti di suini richiedenti il riconoscimento di "ufficialmente esenti da Trichine".

Rendicontazione al Ministero della Salute dei dati di propria competenza per la Relazione annuale.

Rendicontazione al Ministero della Salute dei dati di propria competenza relativi ai laboratori annessi ai macelli accreditati o in via di accreditamento ai sensi dell'art. 6 del Reg. CE 1162/2009.

 

AC Locali:

Aziende Sanitarie Locali – Servizi Veterinari

Ruoli:

Svolgimento dei controlli ufficiali in fase di allevamento e di macellazione dei suini.

Applicazione e raccolta dati dell’attività di sorveglianza della fauna selvatica sensibile alle Trichine, basato sulla valutazione del rischio  nelle zone dove coesiste la fauna selvatica e gli allevamenti di suini richiedenti il riconoscimento di “ufficialmente esenti da Trichine.

In caso di sospetto o di positività, applicazione delle azioni previste dal provvedimento regionale di recepimento della Determinazione del 10 maggio 2007, gestione dei focolai e svolgimento delle indagini epidemiologiche.

Rilascio e registrazione in BDN dei suini dello “status” di “allevamento esente da Trichine”.

L‘ACL che riceve da parte dell’allevatore la richiesta di assegnazione dello “status”, effettua tutti controlli in azienda finalizzati all’assegnazione dello “status” di “Azienda ufficialmente esente da Trichine” e precisamente  l’ACL:

  • effettua due visite nell’arco di 12 mesi per valutare l’applicazione delle corrette norme di biosicurezza ai sensi del Reg CE 852/2004, la corretta gestione dei mangimi ai sensi del Reg CE 183/2005 e la corretta gestione dei rifiuti ai sensi del Reg. CE 1069/2009
  • verifica che negli ultimi 24 mesi tutti i suini provenienti dall’azienda richiedente e destinati al macello siano risultati negativi all’esame trichinoscopico

Se all’azienda suinicola viene riconosciuta l’ottemperanza a tutte le norme di cui sopra l’ACL procede alla registrazione dello “status” in BDN (Banca dati nazionale zootecnica dei suini). Per il mantenimento dello status, l’ACL effettua un controllo per anno.

Rendiconto all'AC Regionale sull’attività svolta.

 

Laboratori

Istituto Superiore di Sanità

Ruoli:

Laboratorio Nazionale e Comunitario di Riferimento per le Malattie Parassitarie

 

Istituto Zooprofilattico Sperimentale e laboratori interni ai macelli

Ruoli:

Effettuazione dei controlli ufficiali - esame trichinoscopico sulle carni degli animali sensibili (suini ed equini).

 


 

Categorizzazione degli eventuali rischi e modalità di applicazione delle categorie di rischio

In Allevamento
Per il mantenimento dello status negli allevamenti di suini di “ufficialmente esente da Trichine”, l’ACL effettua un controllo per anno.

Al Macello
Il controllo è differenziato in base al livello sanitario delle aziende da cui provengono i suini macellati, distinguendo le aziende riconosciute esenti da trichine.

 

Frequenza (o criteri per stabilire frequenza)

In Allevamento
L‘ACL effettua controlli in azienda finalizzati all’assegnazione dello “status” di “Azienda ufficialmente esente da Trichine”.

Ai fini dell’assegnazione l’ACL:

  • effettua due visite nell’arco di 12 mesi per valutare l’applicazione delle corrette norme di biosicurezza ai sensi del Reg CE 852/2004, la corretta gestione dei mangimi ai sensi del Reg CE 183/2005 e la corretta gestione dei rifiuti ai sensi del Reg. CE 1069/2009
  • verifica che negli ultimi 24 mesi tutti i suini provenienti dall’azienda richiedente e destinati al macello siano risultati negativi all’esame trichinoscopico

Al Macello
L’esame trichinoscopico dei suini al macello è sistematico ad eccezione dei casi in cui i suini da ingrasso provengano da allevamenti riconosciuti esenti da trichine.In tal caso infatti è possibile applicare la riduzione dei controlli (10% della partita).

Per i suini riproduttori e per gli equini il controllo delle carcasse è sistematico.

 

Luogo e momento del controllo

In allevamento vengono svolti i controlli per il riconoscimento e per il mantenimento dello “status” di “esente”.

Il controllo al macello viene effettuato nell’ambito dell’esame post mortem.

 

Metodi e tecniche

In Allevamento

Ai fini del mantenimento dello stato sanitario l’ACL

effettua 1 controllo l’anno per verificare il mantenimento delle corrette norme di biosicurezza ai sensi del Reg CE 852/2004, la corretta gestione dei mangimi ai sensi del Reg CE 183/2005 e la corretta gestione dei rifiuti ai sensi del Reg. CE 1069/2009

Al Macello

Si effettua il campionamento per l’esame trichinoscopico utilizzando i metodi previsti dall’Allegato I del Reg. 2075/2005:

  • Metodo dell'agitatore magnetico con digestione artificiale di campioni aggregati
  • Metodi equivalenti:
    1. Metodo di digestione artificiale di campioni aggregati/tecniche di sedimentazione
    2. Metodo di digestione di campioni aggregati mediante assistenza meccanica/tecniche di isolamento mediante filtraggio
    3. Metodo di digestione automatica per campioni aggregati fino a 35 grammi
    4. Metodo dell'agitatore magnetico con digestione di campioni aggregati/ tecniche di isolamento mediante filtrazione e individuazione di larve mediante test di agglutinazione al lattice

 

Disposizioni in caso di non conformità

In Allevamento

Nel caso in cui al controllo dell’ACL l’azienda risulti essere carente di una delle condizioni sopra indicate, la stessa provvede alla revoca della qualifica, eliminandola dalla BDN.

Al Macello

In caso di non conformità al controllo, si procede alla revoca del riconoscimento all’azienda come indenne e quindi all’ interruzione dell’ applicazione della deroga al controllo sistematico

 

Modalità rendicontazione, verifica e feedback

Mediante modelli di rendicontazione elaborati ai sensi dell’All. IV, Cap. II, lettera D del Reg. CE 2075/2005, viene attuata la rendicontazione dei dati di attività dall'AC Locale all'AC Regionale e da questa all'AC Centrale.

Sulla base dei dati regionali, l'AC Centrale redige la Relazione annuale e la trasmette alla Commissione europea entro il 31 maggio di ogni anno.

Tale relazione è costituita da dati in parte registrati nella Banca Dati Nazionale dei Suini, regolamentata dal D.Lvo n.200 del 26/10/2010, ed in parte sono il prodotto dell’attività di monitoraggio e controllo effettuati nel corso dell’anno dai Servizi veterinari territorialmente competenti, che i Servizi veterinari regionali comunicano al Ministero entro il mese di marzo di ogni anno al fine di consentire la compilazione della Relazione Annuale che l’Italia invia alla Commissione europea entro il 31 maggio di ogni anno.

La verifica del sistema viene svolta dal Ministero della Salute mediante:

  • controllo dati presenti in BDN
  • audit sul territorio nazionale per valutare sia gli aspetti di sanità animale che di sicurezza alimentare

 


 

SUINI E CINGHIALI DESTINATI AL CONSUMO DOMESTICO PRIVATO

Pur se esclusi dal campo di applicazione del regolamento (CE) 2075/2005, con le Linee Guida per la corretta applicazione del regolamento (Determinazione del 10 maggio 2007), è stato previsto che anche i suini e i cinghiali destinati al consumo domestico privato vengano campionati per la ricerca di Trichine, in quanto considerati appartenenti a categorie a rischio non trascurabile.

Infatti, per i suini e i cinghiali destinati al consumo domestico privato, le Regioni e le Province Autonome, in base ad una valutazione del rischio, programmano le visite ed i campionamenti per l’individuazione di Trichine da svolgere sulle macellazioni di suini per consumo domestico privato.

Qualora dovesse mancare una programmazione regionale o nel caso in cui la valutazione del rischio sia considerata insoddisfacente, le visite ed i campionamenti sulle macellazioni domiciliari di suini devono essere svolte in maniera sistematica.

Le aziende sanitarie locali, sulla base della programmazione regionale, svolgono visite e campionamenti sulle macellazioni di suini per uso domestico privato, tenendo conto dello stato sanitario  dell’allevamento.

Sono esclusi dal programma dei campionamenti per la ricerca di Trichinella spp. i suini oggetto di macellazione per uso domestico privato provenienti da allevamenti riconosciuti esenti da Trichine, fatta eccezione per i suini riproduttori, i quali vanno campionati sistematicamente.

Le Regioni e le Province Autonome provvedono a creare un sistema per la raccolta annuale dei dati inerenti le macellazioni per uso domestico privato e gli esiti degli esami per la ricerca di Trichine spp. svolti.

 

SELVAGGINA CACCIATA - CINGHIALI SELVATICI

Ai sensi dell’art.2 comma 3 del Regolamento, “le carcasse di equidi, cinghiali ed altre specie animali di allevamento o selvatiche a rischio di contaminazione da Trichine sono sottoposte sistematicamente a campionamento nei mattatoi o negli stabilimenti di trattamento della selvaggina, nell’ambito dell’esame post mortem. Il campionamento non va effettuato nel caso in cui le autorità competenti, a seguito di una valutazione del rischio, abbiano stabilito che sia trascurabile il rischio di contaminazione di una determinata specie di animali d’ allevamento o selvatici”.

Ai sensi delle Linee Guida per la corretta applicazione del Reg CE 2075/2005, considerato che i cinghiali selvatici sono da ritenersi a rischio di infestazione da Trichine, dalle carcasse dei cinghiali abbattuti a caccia destinate all’immissione sul mercato va prelevato sistematicamente un campione al fine di individuare la presenza del parassita.

Su tali carcasse, che ai sensi dell’allegato III, sez. IV, capitolo II, del regolamento CE n. 853/2004, devono transitare per un centro di lavorazione della selvaggina, il campione viene prelevato nell’ambito dell’ispezione post mortem, eseguita conformemente alle prescrizioni di cui all’allegato I, sez. IV, capo VIII, del regolamento CE n. 854/2004.

Per quanto riguarda le carcasse di cinghiali abbattuti a caccia destinate al consumo domestico privato, le Regioni e le Province Autonome, in collaborazione con altre autorità preposte al controllo venatorio, provvedono a disporre un piano di controllo definendo anche le modalità per l’esecuzione dei campionamenti.

Le Regioni e le Province Autonome provvedono a creare un sistema per la raccolta annuale dei dati inerenti gli abbattimenti a caccia di cinghiali e gli esiti degli esami svolti per la ricerca di Trichine.

 


Data di pubblicazione: 1 gennaio 2015

Tag associati a questa pagina: Alimenti di origine animaleEquidiSicurezza alimentareSuiniZoonosi


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