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Piano straordinario di controllo residui cortisonici nelle urine e di isoniazide dell’acido isonicotinico nel latte di massa

FONTE: Regione Val D'Aosta

Macroarea: Sanità Animale            
Settore: Malattie Infettive
Tipologia dell'attività: 5 - Attività di controllo ufficiale a carattere regionale

Normativa di Riferimento: D.Lgs. 158 del 2006


AC Regionali:
Regione Autonoma Valle d’Aosta
Assessorato sanità, salute e politiche sociali

Ruoli:
Programmazione

 

AC Locali:
Ausl della Valle d’Aosta
Struttura Complessa Igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche

Ruoli:
Esecuzione


Categorizzazione degli eventuali rischi e modalità di applicazione delle categorie di rischio
Data la situazione epidemiologica della TBC bovina ancora critica in Valle d’Aosta si rende necessario, tra le misure da intraprendere per fronteggiarla, un’attività di verifica del sospetto di trattamento illecito dei bovini con cortisonici o isoniazide dell’acido isonicotinico, avente lo scopo di negativizzare la prova tubercolinica con PPD od a ottenere un’immunodepressione indiretta onde abbassare la soglia di rilevabilità del γ interferon test, mediante la ricerca dei relativi residui nelle urine o nel latte di massa.

La presenza di questi residui nei prodotti animali causa, inoltre, l’insorgenza di fenomeni di farmaco-resistenza, l’abbassamento delle difese organiche e interferenza con altri farmaci nell’uomo e, quindi, costituiscono pericolo per la salute umana.
Il controllo viene effettuato per la ricerca di cortisonici su tutti gli allevamenti in sospensione o revoca di qualifica per TBC e a random su tutti gli allevamenti per la ricerca di isoniazide dell’acido isonicotinico.

L’indicazione, al Veterinario Ufficiale della S.C. Igiene Allevamenti e Produzioni Zootecniche competente per territorio, dell’allevamento da campionare avviene a cura del Veterinario ufficiale di territorio appartenente alla S.C. Sanità Animale, per quanto riguarda le aziende zootecniche in sospensione o revoca di qualifica sanitaria per TBC, mediante lettera da inviare nei tempi che consentano un’adeguata organizzazione dell’attività (una settimana).

Gli allevamenti ufficialmente indenni sono, invece, individuati congiuntamente dalle SS.CC. Sanità Animale ed Igiene degli Allevamenti, sulla base di una casistica a random, in attesa dell’estrapolazione dei dati attinenti alle aziende più a rischio, come previsto nella delibera stessa.

 

Frequenza (o criteri per stabilire frequenza)

  • numero di campionamenti per la ricerca di cortisonici che variano ogni anno sulla base della valutazione del rischio
  • numero di campionamenti per la ricerca di isoniazide dell’acido isonicotinico cortisonici che variano ogni anno sulla base della valutazione del rischio

Luogo e momento del controllo
Presso le aziende di allevamento bovino in coincidenza con le prove di bonifica sanitaria o presso il caseificio di conferimento

 

Metodi e tecniche
Tali controlli prevedono il campionamento ufficiale:

  • Di urine in allevamento su un numero rappresentativo di soggetti, con vincolo sanitario degli stessi animali oggetto del controllo, e una contestuale attività di Farmacosorveglianza,
  • Di latte di massa in allevamento o presso il caseificio di conferimento.

Essi sono inseriti nel quadro di un piano specifico straordinario, affidato alla S.C. Igiene Allevamenti e Produzioni Zootecniche del Dipartimento di Prevenzione, che lo svolge con orario aggiuntivo al normale orario di servizio in collaborazione con la S.C. Sanità Animale dello stesso Dipartimento di Prevenzione e la S.C. Igiene degli Alimenti di Origine Animale.

I campioni di urina per la ricerca di cortisonici e di latte per la ricerca di idrazide dell’acido isonicotinico programmati sono"mirati". All'atto del prelievo dei campioni di urina su un numero rappresentativo di soggetti stabilito dal Veterinario prelevatore si ricorre all’applicazione del sequestro cautelativo del/ dei capo/i oggetto del controllo, mentre il sequestro non è applicato nel caso di prelievo di latte per la ricerca di idrazide dell’acido isonicotinico.

A seguito del riscontro di non conformità in campioni mirati , si applicano le procedure previste dal D.Lgs. 158 del 2006, attuazione della direttiva 2003/74/CE, concernente il divieto di utilizzazione di talune sostanze ad azione ormonica, tireostatica e delle sostanze beta-agoniste nelle produzioni animali, e si procede al prelievo di campioni di tipo"a seguito di positività".

1. Caso di positività in campione di urina per la ricerca di cortisonici

Perché il campione sia il più rappresentativo possibile degli animali oggetto di controllo, si fa riferimento alla tabella di Numerosità Campionaria, di seguito riportata.

Tabella di Numerosità Campionaria
dimensione della partitadimensione del campione
1-7tutti i soggetti
87
9-119
12-1611
17-2313
24-3515
36-6217
63-17819
179-infinito21

All'atto del prelievo di tali campioni si procede all'applicazione del sequestro cautelativo dell’allevamento se non già disposto per altre ragioni sanitarie e del divieto di conferimento e di utilizzo per uso umano del latte prodotto dal/dagli animale/i risultato/i positivo/i. Viene, inoltre, applicato il sequestro cautelativo delle partite di prodotto fabbricato con il latte conferito e disposte analisi per la ricerca di residui in esse. Il sequestro cautelativo dura fino a che non sia noto l'esito favorevole delle analisi.

2. Caso di positività in campione di latte per la ricerca di idrazide dell’acido isonicotinico

All'atto del prelievo di tali campioni su ogni singolo animale in lattazione si procede all'applicazione del sequestro cautelativo dell’allevamento se non già disposto per altre ragioni sanitarie e del divieto di conferimento e di utilizzo per uso umano del latte prodotto. Viene, inoltre, applicato il sequestro cautelativo delle partite di prodotto fabbricato con il latte conferito e disposte analisi per la ricerca di residui in esse. Il sequestro cautelativo dura fino a che non sia noto l'esito favorevole delle analisi. Vengono applicati, inoltre, contestualmente i provvedimenti che la S.C. Sanità Animale ritiene opportuno.

L’applicazione delle Buone Pratiche di Campionamento condiziona in modo determinante tutta la procedura di controllo successiva ed è indispensabile affinché non sussistano contestabili vizi procedurali. All'atto del prelievo di campioni in allevamento, si raccomanda la verifica dei registri di trattamento. I campioni devono essere accuratamente identificati, sigillati ed accompagnati da verbali correttamente compilati.

 

Modalità rendicontazione, verifica e feedback

Giudizio di Irregolarità a seguito di risultati analitici

Il Decreto Legislativo 16 marzo 2006, n.158 Attuazione della direttiva 2003/74/CE, concernente il divieto di utilizzazione di talune sostanze ad azione ormonica, tireostatica e delle sostanze beta agoniste nelle produzioni animali definisce all'articolo 1 lettera g) il trattamento illecito come “l'utilizzazione di sostanze o prodotti non autorizzati, ovvero di sostanze o prodotti autorizzati, a fini o a condizioni diversi da quelli previsti dalle disposizioni vigenti” ed il Decreto Legislativo 6 aprile 2006, n.193 Attuazione della direttiva 2004/28/CE recante codice comunitario dei medicinali veterinari all'articolo 69 comma 1 vieta la somministrazione agli animali di sostanze farmacologicamente attive se non in forma di medicinali veterinari autorizzati, sanzionando amministrativamente la violazione ai sensi dell’art. 108 di quest'ultimo Decreto con una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10.329,00 a euro 61.974,00 chiunque, non rispettando le condizioni previste dall'articolo 69, commi 1, 2 e 4, somministra agli animali o detiene, cede o commercializza sostanze farmacologicamente attive e punendo penalmente ai sensi dell’art.5, lettera a), della Legge 283/62 per l’immissione in commercio e/o la detenzione a scopo di vendita dell’animale (inteso come sostanza alimentare) illecitamente trattato (cfr. sent. C.Cass. Sez.VI pen. – 1392 del 1/10/1993; sent. C.Cass. Sez.III pen. – 2007 del 29/9/1994; sent. C.Cass. Sez.III pen. – 19/06/1998). Va tenuto presente che il Regolamento di polizia veterinaria approvato con D.P.R. 8 febbraio 1954, n. 320, al TITOLO II-Norme sanitarie speciali contro le malattie infettive e diffusive degli animali Capo XI – Tubercolosi, all'articolo 102 vieta i trattamenti immunizzanti contro la tubercolosi. Secondo, poi, quanto stabilito dal Regolamento 1782/2003 e successive modificazioni, che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell’ambito della PAC, a far data dal mese di gennaio 2006 le violazioni accertate nell’ambito del PNR andavano segnalate all'Organismo Pagatore Regionale per l’applicazione dei criteri di condizionalità (riduzione dei finanziamenti agricoli richiesti). Dovevano essere avviate nel contempo indagini nell'allevamento di provenienza degli animali e negli allevamenti funzionalmente o amministrativamente collegati. Qualora a seguito di un prelievo di campioni effettuato a seguito di positività ai sensi dell'art. 22 del D. lgs. n. 158/2006 fosse confermato il trattamento illecito, l'autorità competente disponeva l'immediato abbattimento nello stabilimento di macellazione degli animali riconosciuti non conformi e ne ordinava l'invio ad uno stabilimento autorizzato ai sensi del Reg. 1069/09/CE.

Flusso Informativo

Il Servizio Veterinario deve dare comunicazione immediata alla Regione di ogni non conformità, curando che siano specificati i dati identificativi del referto analitico, e dei provvedimenti eventualmente intrapresi.

Entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di applicazione del piano il servizio veterinario di Igiene Allevamenti e Produzioni Zootecniche provvede ad effettuare la rendicontazione dell’attività effettuata, facendone rilevare le criticità e proponendo eventualmente le migliorie da apportare.

Modalità di registrazione: le ispezioni vengono inserite nell’applicativo informatico veterinario in uso alla AUSL Valle d’Aosta (SIVE), i campionamenti in SIGLAWEB, applicativo dell’IZS PLV, ed in un file excel della S.C. Igiene degli allevamenti; vi è feedback, con le scadenze previste dal PRIC 2015, con l’Assessorato alla Sanità.

 


Data di pubblicazione: 1 gennaio 2015, ultimo aggiornamento 11 aprile 2016

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