Menu nascosto all'interno della pagina
Malattie infettive
Ultimo aggiornamento:  22 Gennaio 2008


FAQ - Sars

1. Che cos’è la SARS?

La SARS (Sindrome Respiratoria Acuta Grave) è una malattia infettiva acuta che interessa prevalentemente l’apparato respiratorio presentandosi come una polmonite atipica. Il termine è un acronimo, cioè è formato con le iniziali di Severe Acute Respiratory Syndrome, che è il nome esteso in Inglese che è stato dato a questa malattia prima sconosciuta.

2. Qual è la causa della SARS?

La causa della SARS è un nuovo tipo di virus che appartiene alla famiglia dei Coronavirus e denominato SARS-CoV.

3. Che cosa sono i coronavirus?

I Coronavirus prendono il nome dalla particolare forma a corona che presentano quando osservati al microscopio elettronico. Questo genere di virus raggruppa tipi diversi che sono responsabili di diverse forme di malattia negli animali, mentre i tipi che infettano l’uomo conosciuti prima dell’identificazione del virus della SARS provocano lievi infezioni respiratorie come i comuni raffreddori.

4. Quali sono i sintomi della malattia?

Generalmente la malattia si manifesta dopo un periodo di incubazione di 2-7 giorni, massimo 10 giorni, con febbre superiore a 38°C, tosse secca e difficoltà respiratorie. A volte si associano brividi o altri sintomi che includono cefalea, dolori muscolari e senso di spossatezza; in circa 10-20 % dei casi, sono presenti anche sintomi gastrointestinali (diarrea, perdita di appetito). Nel 10-20% dei casi i pazienti possono andare incontro ad un aggravamento dei sintomi respiratori tale da richiedere la ventilazione assistita. L’esame radiografico del torace mostra segni compatibili con polmonite, generalmente di tipo interstiziale.

5. Quanto tempo intercorre tra l’esposizione al contagio e la comparsa dei sintomi?

Il periodo di incubazione della SARS è tipicamente di 2-7 giorni; comunque, in alcuni casi, può arrivare a 10 giorni. La malattia generalmente inizia con la comparsa di febbre superiore a 38°C.

6. Quanto è grave la malattia?

La SARS, pur essendo una malattia respiratoria grave, evolve spontaneamente verso la guarigione in circa l’80% dei casi, anche senza la necessità di ricorrere a terapie particolarmente impegnative. In circa il 10-20 % dei casi la malattia assume un andamento più grave e richiede terapie di sostegno impegnative (ossigenoterapia; ventilazione assistita; rianimazione). La mortalità media per SARS, sulla base dei dati comunicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, è attualmente intorno al 9%. Tale mortalità è analoga a quella riscontrata per polmoniti atipiche dovute ad altre cause.

7. Vi sono persone nelle quali la malattia ha una maggiore gravità?

Nelle persone ultrasessantacinquenni, e/o che presentano altre malattie di base (malattie croniche dell’apparato cardiocircolatorio o respiratorio, diabete etc.), la mortalità per SARS può giungere al 50%.

8. Una volta guariti dalla Sars, è possibile andare incontro a ricadute o a reinfezioni?

Non è ancora possibile giungere ad una conclusione definitiva, sulla base dei dati scientifici disponibili. A tal fine saranno necessarie ulteriori informazioni su alcuni fattori quali: la natura del virus, la reazione del sistema immunitario del paziente, il trattamento terapeutico ed altri fattori ancora, che possono influenzare il decorso della malattia.

9. Quale trattamento terapeutico è raccomandato?

La terapia è la stessa raccomandata per ogni altra forma di polmonite atipica di natura virale o di causa non determinata. E’ raccomandata la somministrazione di antibiotici per prevenire eventuali infezioni batteriche. Inoltre nei casi gravi è richiesta terapia di sostegno impegnativa quale ossigenoterapia, ventilazione assistita, rianimazione. Sono stati inoltre utilizzati alcuni agenti antivirali, ma la loro efficacia è al momento ancora da dimostrare.

10. Che differenza c'è tra polmonite classica (o tipica) e polmonite atipica?

La polmonite classica è solitamente causata da batteri, mentre la polmonite atipica è principalmente causata da virus o da altri agenti patogeni quali le Clamidie e i Micoplasmi (questi ultimi sono agenti da tempo conosciuti come causa di polmoniti atipiche, nei confronti dei quali è possibile ed efficace la terapia antibiotica)

11. Che cosa si intende per caso sospetto?

La definizione di caso sospetto si basa su tre criteri che devono essere tutti soddisfatti: il criterio epidemiologico prevede la presenza di almeno una delle seguenti condizioni:
  • storia di viaggio nei 10 giorni precedenti l’inizio dei sintomi in aree geografiche “affette” ovvero in cui sono presenti focolai di trasmissione di SARS
  • contatto ravvicinato nei 10 giorni precedenti l’inizio dei sintomi con un caso di SARS. Il criterio clinico prevede la presenza di febbre superiore a 38°C associata ad uno o più sintomi respiratori, comprendenti tosse, respiro breve ed affannoso. Il criterio di esclusione prevede che debba essere esclusa ogni altra causa di polmonite che possa spiegare pienamente il quadro clinico


12. Che cosa si intende per caso probabile?

Un caso sospetto diventa probabile quando la radiografia del torace evidenzia un quadro di polmonite interstiziale.

13. Come si fa la diagnosi di SARS?

La diagnosi si basa sulla presenza del criterio epidemiologico (viaggio in un paese affetto o contatto stretto con un caso diagnosticato di SARS), sulla presenza dei sintomi della malattia (febbre, tosse, difficoltà respiratorie, ecc) e sugli accertamenti di laboratorio.

14. Sono disponibili test per la diagnosi?

Diversi test di laboratorio possono essere utilizzati per evidenziare il Coronavirus associato alla SARS (SARS-CoV): il test RT-PCR per la ricerca del materiale genetico (genoma) virale, test sierologico per la ricerca degli anticorpi, la coltura virale per l’isolamento del virus.

15. Qual è la situazione in Italia?

I casi “probabili” di SARS segnalati in Italia durante l’epidemia della primavera 2003 in Estremo Oriente ed in Canada sono stati 4 (quattro); tutti questi casi sono stati importati, vale a dire si sono verificati in persone che avevano contratto l’infezione nelle zone affette da SARS. Tutte le persone colpite da SARS in Italia sono guarite e sono state tutte dimesse in buone condizioni di salute dagli ospedali in cui erano state ricoverate.

16. Come si trasmette?

La trasmissione dell’infezione avviene prevalentemente mediante contatti stretti o ravvicinati con una persona ammalata. Il virus della SARS è trasmesso principalmente attraverso goccioline (droplet) prodotte con la tosse o gli starnuti e che raggiungano direttamente le mucose di bocca, naso e occhi di persone situate a meno di 1 metro oppure portando a contatto con bocca, naso e occhi le mani contaminate con goccioline infette.

17. Che cosa si intende per contatto stretto?

Contatto stretto è la persona che convive/coabita , o presta cure ad un soggetto ammalato, ovvero che si trovi in condizioni che comportano un contatto ravvicinato (meno di 1 metro), per un certo periodo di tempo.

18. I contatti occasionali rappresentano un rischio?

I contatti occasionali, quali quelli che si possono stabilire camminando per strada o soggiornando negli stessi ambienti per un breve periodo di tempo, non costituiscono rischio di infezione.

19. Quando è contagiosa la malattia?

La malattia inizia ad essere contagiosa alla comparsa dei primi sintomi, mentre non vi è evidenza di trasmissione prima della comparsa della febbre. Il soggetto è considerato contagioso per tutta la durata della malattia fino a 3 giorni dopo la scomparsa della febbre, con normalizzazione della radiografia e degli altri esami di laboratorio. Le persone convalescenti sono comunque invitate ad osservare precauzioni igieniche quali non usare in comune con altre persone stoviglie, posate, asciugamani.

20. Le persone provenienti da aree affette possono trasmettere la malattia?

Solo le persone ammalate possono trasmettere la malattia, infatti il periodo di contagiosità della malattia inizia con la comparsa dei sintomi (febbre superiore a 38°C, tosse e/o difficoltà respiratorie). I soggetti asintomatici non possono essere considerati fonte di infezione, anche se provenienti da aree affette, e pertanto non sono giustificate nei loro confronti misure di isolamento o restrizioni della normale vita sociale o lavorativa.

21. Che cosa fare in caso di manifestazioni pubbliche con possibile partecipazione di persone provenienti da aree affette da Sars?

Come puntualizzato dall’OMS, le grandi manifestazioni possono comportare un rischio molto contenuto di diffusione della malattia. Soltanto le persone con sintomi possono trasmettere la Sars a seguito di contatti stretti (intesi come: convivenza, assistenza o contatto diretto con secrezioni respiratorie di un caso sospetto o probabile di Sars). Non ci sono motivi per cui non possano essere svolte manifestazioni pubbliche quali fiere commerciali, eventi sportivi, spettacoli ecc. Fra le misure più utili per limitare la diffusione della Sars, le informazioni fornite ai viaggiatori sui comportamenti da adottare e sulle strutture sanitarie a cui rivolgersi in caso di comparsa di sintomi compatibili con la Sars, sono di primaria importanza. Non sono invece necessarie misure quali l’uso di mascherine, rifiutare la partecipazione a manifestazioni collettive delle persone che provengono da zone affette o isolare persone asintomatiche.

22. Le merci provenienti da aree affette sono pericolose?

Le merci, gli alimenti, i farmaci, i documenti e altri oggetti provenienti da aree affette non possono essere veicolo di infezione; tale parere è stato espresso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e ribadito da altri organismi sanitari internazionali. Nessuna nazione al mondo raccomanda restrizioni in merito all’importazione e lavorazione di merci provenienti da aree in cui si sono verificati casi di Sars. Non vi è alcuna ragione per evitare l’acquisto di merci o il consumo di alimenti provenienti da aree affette. Il personale che riceve o manipola merci provenienti da paesi e zone affette non deve adottare misure particolari di protezione aggiuntive legate alla particolare provenienza dei prodotti.

23. Quanto può sopravvivere il virus della Sars (Sars CoV) nell’ambiente?

La sopravvivenza del virus, valutata attraverso studi condotti in condizioni sperimentali, è di alcuni giorni; essa può dipendere da molti fattori quali il tipo di materiale o di fluido corporeo che lo contiene, nonché dalle diverse condizioni ambientali quali temperatura e umidità. In generale però il Coronavirus è poco resistente nell’ambiente esterno, ed è molto sensibile all’azione dei comuni disinfettanti, del calore e dell’essiccamento. Attualmente sono in corso studi per valutare la sopravvivenza del virus in situazioni ambientali naturali.

24. Quali agenti disinfettanti sono efficaci nell’uccidere il virus?

Sono efficaci nei confronti del virus i comuni disinfettanti anche di uso domestico, quali la candeggina, l’ammoniaca, l’alcool.

25. La Sars può essere trasmessa dagli animali?

E’ stata avanzata l’ipotesi che l’infezione, nei paesi in cui ha avuto origine l’epidemia (Guandong), possa essere stata trasmessa all’uomo da alcuni animali, tra i quali lo zibetto. D’altra parte altri Coronavirus erano già noti da molto tempo per essere causa di malattia in vari animali.

26. Mangiare al ristorante cinese comporta qualche rischio?

No, la Sars non è trasmissibile con gli alimenti. Nessun componente della comunità asiatica che vive in Italia ha trasmesso la Sars ad altri e le persone di etnia cinese che vivono in Italia hanno gli stessi rischi di ammalarsi dei cittadini italiani.

27. Come ci si può proteggere dalla Sars?

Vi sono alcune misure semplici, ma importanti che possono essere adottate per prevenire la diffusione delle malattie infettive in generale, compresa la SARS. La più importante è lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone ed evitare di portare le mani non pulite a contatto di bocca, naso ed occhi. Altre misure utili consistono nel non condividere con altre persone asciugamani, salviette, stoviglie, posate, ed arieggiare spesso i locali in cui si soggiorna. E’ regola igienica importante, oltre che di buona educazione, portarsi la mano davanti alla bocca quando si tossisce o si starnutisce.

28. Quali sono i provvedimenti nei confronti di persone malate o di loro contatti?

La prevenzione della Sars si basa soprattutto su alcune importanti misure che coinvolgono i malati e i loro contatti. Per evitare rischi di trasmissione i malati devono essere isolati e il personale sanitario che li assiste deve attuare una serie di misure protettive volte ad evitare di essere contagiato. Occorre sottolineare che, nei paesi dove si sono verificati focolai epidemici, la SARS ha colpito in particolare il personale sanitario e successivamente i familiari. I contatti dei casi devono essere individuati e istruiti sulle misure di prevenzione e controllo da adottare. I contatti di un caso sospetto devono attuare il controllo giornaliero della temperatura per 10 giorni. I contatti di un caso probabile devono attuare il controllo della temperatura ed ad essi è anche raccomandata la quarantena domiciliare volontaria. Oltre a queste misure, specifiche per gli ambienti sanitari, valgono le regole di prevenzione valide per le malattie infettive in generale: lavarsi le mani con acqua e sapone ogni volta che sia necessario, evitare di portare le mani non pulite a contatto di bocca, naso ed occhi; non condividere con altre persone asciugamani, salviette, stoviglie, posate; arieggiare spesso i locali in cui si soggiorna.

29. Le misure di prevenzione della Sars sono risultate efficaci?

L’efficacia delle misure di prevenzione della SARS in ambito sanitario (l’isolamento dei malati, la protezione del personale sanitario, la sorveglianza e la quarantena volontaria domiciliare dei contatti) è stata ampiamente dimostrata. Laddove le misure citate sono state rapidamente adottate non vi è stata alcuna trasmissione locale (Europa) o tale trasmissione è stata rapidamente interrotta (Vietnam).

30. E' necessario sempre indossare una mascherina protettiva?

Una mascherina protettiva chirurgica deve essere indossata da persone con sospetta o probabile Sars per evitare la diffusione del virus nell’ambiente. In caso di assistenza ad un paziente affetto da Sars, va indossata la maschera protettiva di tipo FFP2, in grado di bloccare circa il 95% delle particelle infettanti.

31. In caso di febbre e tosse, che cosa devo fare?

In caso di febbre superiore a 38° C, difficoltà di respiro, ma senza una storia di viaggio o soggiorno in un paese affetto o di contatti stretti con una persona a cui è stata diagnosticata la SARS, non sussistono le condizioni per potere attribuire i sintomi alla SARS; si tratta, infatti, di sintomi molto comuni. E’ sempre consigliabile rivolgersi al proprio medico di fiducia per ricevere i consigli e le cure del caso

32. Esistono restrizioni ai viaggi correlate con la Sars?

Al momento, non esistendo aree con trasmissione della Sars in ambito locale, non esistono restrizioni ai viaggi correlate a questa malattia. Durante la fase epidemica della primavera 2003, il Ministero della Salute ha invitato a rimandare viaggi non essenziali verso le aree in cui era stata dimostrata la trasmissione della malattia. L’elenco delle aree veniva quotidianamente aggiornato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e reso disponibile sia sul sito sia della stessa che del Ministero della Salute. In caso di viaggi essenziali e non rimandabili, venivano dati consigli ai cittadini circa le precauzioni da osservare.

33. Quali precauzioni prendere in caso di viaggi in zone affette da Sars?

Come per qualsiasi malattia infettiva, la prima linea di difesa consiste in una accurata igiene personale e, in particolare, delle mani, che vanno lavate frequentemente con acqua e sapone ovvero, laddove non siano immediatamente disponibili acqua e sapone, con prodotti a base di alcool. Inoltre, per minimizzare la possibilità di infezione, andrebbe evitato, per quanto possibile, di frequentare luoghi molto affollati e di condividere con altri l’uso di asciugamani, stoviglie,etc. E’ bene anche arieggiare spesso i locali in cui si soggiorna. Durante il soggiorno in zone considerate affette è bene inoltre controllare regolarmente la temperatura e contattare un medico in caso di febbre.

34. Che cosa fare dopo il rientro da un paese affetto da Sars?

Occorre controllare lo stato di salute per i 10 giorni successivi al rientro. In particolare, va controllata la temperatura e, qualora insorga febbre o tosse e/o difficoltà respiratorie, va immediatamente consultato telefonicamente un medico,senza recarsi in ambulatorio o in Pronto Soccorso, segnalando l’avvenuto soggiorno in aree affette.

35. Che cosa ha fatto il Ministero della Salute per prevenire e controllare la diffusione della Sars in Italia?

Tutti i passeggeri che provenivano da aree affette, con voli diretti o indiretti, venivano controllati personalmente da un medico in merito allo stato di salute e alla presenza di sintomi sospetti (febbre, tosse, difficoltà respiratorie). I passeggeri fornivano inoltre le proprie generalità nonché i recapiti in cui potevano essere rintracciati nei successivi 14 giorni, al fine di consentire la pronta identificazione di eventuali contatti laddove si fosse verificato un caso sospetto o probabile correlato ad un viaggio aereo. Inoltre i passeggeri, allo sbarco, ricevevano tutte le informazioni necessarie per la tutela della loro salute e del pubblico in generale, comprese indicazioni sui sintomi sospetti e sul comportamento da tenere in caso di loro manifestazione.

36. Se si verifica un caso sospetto a bordo di un aereo, che cosa succede?

Qualora si dovesse verificare un caso sospetto di SARS nel corso di un viaggio aereo, il comandante deve procedere ad isolare, per quanto possibile, il soggetto, avvisando al contempo le autorità sanitarie dell’aeroporto di destinazione, le quali provvedono ad attivare tutte le procedure previste per la tutela della salute pubblica. All’arrivo, il soggetto viene visitato da personale medico ed avviato verso strutture sanitarie idonee per i successivi accertamenti e terapie. I restanti passeggeri, dopo essere stati esaminati da parte del medico di aeroporto, possono continuare il viaggio ma devono fornire i propri recapiti per i successivi 14 giorni, periodo durante il quale gli stessi verranno sottoposti a vigilanza sanitaria da parte delle autorità sanitarie locali.

37. Quali misure sono predisposte per individuare prontamente eventuali casi di SARS?

In Italia, così come in altri Paesi con una condizione di rischio per la SARS simile (vale a dire la possibilità di importare casi, ma non di uno sviluppo di epidemia in ambito locale), è attuato, così come raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, un programma di sorveglianza in ambito ospedaliero. Infatti, è unanimemente è riconosciuto che gli ambienti sanitari, e quelli ospedalieri in particolare, sono a più alto rischio per la trasmissione dell’infezione.

38. Una persona che rientra da un area affetta può riprendere il lavoro o la scuola?

Le persone che rientrano da un’area affetta dovrebbero vigilare sul proprio stato di salute per 10 giorni, ma possono riprendere le loro abituali attività lavorative o scolastiche a meno che non siano stati a contatto con persone palesemente ammalate.

39. Il personale sanitario è a maggior rischio di contrarre l'infezione?

Nei paesi dove la malattia si è diffusa il personale sanitario è risultato essere ad alto rischio laddove non erano state usate le idonee misure di protezione ed, in particolare, quando non si conosceva la natura della malattia. Il maggior rischio per il personale sanitario dipende dal fatto che l’assistenza comporta un contatto ravvicinato e protratto con persone malate e quindi in fase contagiosa e che, in ambito ospedaliero, si eseguono manovre che comportano la produzione ed emissione di goccioline infette ( intubazione, broncoscopia, ect.).

40. Quali misure devono essere intrapese nei confronti delle persone malate di Sars?

Le persone malate di Sars devono essere poste in isolamento in ambiente ospedaliero ed il personale di assistenza deve adottare le misure protettive idonee quali l’uso di dispositivi individuali di protezione e l’applicazione di tutte le misure atte a prevenire la diffusione dell’infezione ( disinfezione, sterilizzazione, corretto smaltimento dei rifiuti ect.).

41. Quali misure devono essere intrapese nei confronti delle persone provenienti da aree affette?

Le persone che provengono da aree affette devono controllare il proprio stato di salute ed, in particolare, monitorare quotidianamente la temperatura per un periodo di 10 giorni e contattare immediatamente, per telefono, senza recarsi in ambulatorio o in pronto soccorso, il proprio medico di fiducia nel caso dovessero manifestarsi sintomi sospetti.

42. Quali misure devono essere intraprese nei confronti dei contatti?

I contatti di persone malate di SARS, devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria per un periodo di 10 giorni. In particolare devono controllare quotidianamente la temperatura e contattare immediatamente, per telefono, senza recarsi in ambulatorio o in pronto soccorso, il proprio medico di fiducia, nel caso dovessero manifestarsi sintomi sospetti.