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Ministero della Salute
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GARD Italy - Un mondo dove respirare liberamente

A cura di:
Direzione generale della prevenzione

in collaborazione con:
Direzione generale della comunicazione e delle relazioni istituzionali

Web editing:
Dr. D. SORDI




Continuità assistenziale

A livello epidemiologico le malattie respiratorie croniche di maggior peso includono l’asma, la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), le malattie respiratorie professionali, le riniti allergiche e non allergiche, le rinosinusiti, la “sleep apnea sindrome” e l’ipertensione polmonare.

In termini di DALYs mondiale (Disability-adjusted life years), indicatore che combina morbilità e mortalità e che viene impiegato dall’Organizzazione mondiale della sanità per misurare l’impatto globale delle malattie, le malattie respiratorie croniche ne rappresentano una parte rilevante.
Dal 1999 si è riscontrata una costante diminuzione del numero assoluto di ricoveri per Broncopneumopatie croniche ostruttive (DRG 88) che potrebbe essere dovuta alla modalità di compilazione delle schede di dimissione ospadaliera (SDO); infatti un certo numero di ricoveri per BPCO potrebbe essere classificato sotto altri DRG, quali quello dell’insufficienza respiratoria ed edema polmonare (DRG 87).
Ciò potrebbe anche parzialmente spiegare il motivo della continua crescita del numero di ricoveri per insufficienza respiratoria a fronte della riduzione del numero di ricoveri per BPCO negli anni 1999-2004.
Dalle schede di dimissione ospedaliera (SDO) emerge che, nel 2004, vi sono stati 70.343 ricoveri per bronchite ed asma (11.3% del totale dei ricoveri per cause respiratorie), che hanno comportato una degenza media di 6,5 giorni. Considerando l’andamento per sesso, non si evidenziano particolari differenze nel numero dei ricoveri (36514 nei maschi e 38290 nelle femmine) e nel numero medio dei giorni di degenza (6,2 nei maschi e 6,8 nelle femmine).
Anche se i servizi sanitari e i professionisti che li erogano aiutano le persone a vivere più a lungo ed in salute, tutto questo non deve però far sottovalutare le criticità che pure ci sono. In primo luogo, occorre migliorare la tutela del paziente attraverso l’individuazione di modelli di gestione integrata fra i servizi per migliorare la continuità assistenziale tra un nodo e l’altro della rete. In secondo luogo, è necessario garantire l’appropriatezza diagnostica e terapeutica.

Consulta:

  • la scheda del progetto GARD-I "Continuità assistenziale" (pdf, 42,3 Kb)
  • il documento finale "La continuita assistenziale: Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO)" (pdf, 1,14 Mb)

 




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