Le informazioni dei Registri Tumori rappresentano, dunque, una base essenziale per valutare l’impatto in termini di mortalità e incidenza degli interventi di prevenzione universale, di diagnosi precoce e di prevenzione delle complicanze e delle recidive dei tumori e sono indispensabile supporto per la sorveglianza di aree o popolazioni ad elevato rischio ambientale o professionale.
Lo sviluppo dei sistemi informativi correnti della rete AIRTUM permette anche importanti, seppure ancora iniziali, descrizioni del percorso diagnostico-terapeutico del paziente oncologico (in particolare per ciò che concerne gli interventi chirurgici e i protocolli chemioradioterapici).
Ad oggi la distribuzione dei Registri Tumori è ancora alquanto disomogenea: la copertura della popolazione, infatti è pari al 32% del totale (23% nel 2005, con un aumento della copertura di circa il 40% in 4 anni) ma varia dal 49% al Nord, al 26% al Centro, sino ad un 16% al Sud e Isole.
La popolazione coperta da un Registro varia da dimensioni regionali (Umbria) o quasi (Veneto, Emilia-Romagna) a dimensioni provinciali o corrispondenti a una singola città (Torino).
La convenzione tra l’AIRTUM e il CCM (Centro di Controllo delle Malattie), attivata nel 2005, ha permesso di realizzare, tra l’altro, una importante estensione della rete italiana dei Registri tumori al Nord (in occasione del prossimo Convegno annuale AIRTUM, che si terrà dal 6 all’8 maggio a Siracusa, sarà accreditato il Registro della Provincia di Brescia), ma soprattutto nel sud Italia: entro un anno dovrebbero essere inclusi nella rete AIRTUM i Registri attualmente in fase di valutazione per accreditamento (Jonico-Salentino, Catanzaro, Palermo e Nuoro), portando la copertura di quest’area al 26%.
In ogni modo, in Italia più di 18 milioni di cittadini vivono in aree coperte dall’attività dei Registri tumori accreditati dall'AIRTUM (erano 13 milioni nel 2005).
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