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Ministero della Salute
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Il portale informa - In primo piano - Obesità infantile - Obiettivo del Ministero: diffondere e sviluppare una "cultura della corretta alimentazione"


logo MinisteroIn Italia, nel periodo 1994-1999, oltre a registrare la crescita della popolazione in sovrappeso (16 milioni), i dati Istat 2000 rivelano che l’obesità è drasticamente aumentata del 25%, anche a causa di un’alimentazione ipercalorica, e non sempre bilanciata in rapporto alle effettive esigenze energetiche, e della scarsa attività fisica.
Il dato allarmante emerso dall’indagine riguarda in particolar modo i bambini: il 4% è obeso, il 20% in sovrappeso.
L’obesità è una patologia causata, laddove non sia attribuibile ad altri motivi, da comportamenti e abitudini di vita scorretti: contrastarla significa diffondere la consapevolezza dei danni alla salute causati da cattive abitudini alimentari. Infatti, l’obesità rappresenta un importante fattore di rischio poiché ad un eccesso di peso, con conseguente accumulo di grasso corporeo, si associano complicanze cardiovascolari e dell’apparato muscoloscheletrico, diabete, malattie del fegato e della colicisti, cancro e ipertensione.

Qualora si programmi una politica di prevenzione dell’obesità, occorre tenere presente che l’alimentazione, è un bisogno fisiologico cui segue una risposta anche di tipo sociale e i comportamenti alimentari sono condizionati in modo preponderante dal modello culturale in cui si inseriscono, di conseguenza bisogna modificare le abitudini non corrette attraverso interventi educativi di ampio respiro da parte delle istituzioni e campagne di comunicazione pubblica di promozione della salute che investano l’intera popolazione.

Il problema dell’obesità è tra le priorità del Ministero della salute che nel Piano sanitario nazionale 2002-2004, il Progetto-obiettivo 9 “Promuovere gli stili di vita salutari, la prevenzione e la comunicazione pubblica sulla salute”, si propone di sensibilizzare la popolazione affinché ciascuno adotti un corretto modello alimentare in modo tale da ridurre i fattori di rischio ed aumentare la capacità di controllare, mantenere e migliorare il proprio stato di salute. Infatti, secondo le attuali conoscenze scientifiche, l’obesità, un’alimentazione non corretta e errori dietetici sono un importante fattore di rischio per la salute dell’individuo e sono in stretta correlazione con numerose patologie: alcuni tipi di tumori, il diabete mellito di tipo 2, le malattie cardiovascolari ischemiche, l’artrosi, l’osteoporosi, la litiasi biliare, lo sviluppo di carie dentarie e le patologie da carenza di ferro e carenza di iodio. Inoltre, la prevenzione dell’obesità è indispensabile anche per gli elevati costi economici e sociali che gravano sul Servizio sanitario nazionale: l’eccesso di peso e le malattie conseguenti costano 22,8 miliardi di euro ogni anno, di cui ben 14,6 (il 64%) in ricoveri ospedalieri. Ecco le iniziative in corso:
  1. È stata istituita una Commissione ministeriale per la nutrizione allo scopo di implementare programmi di educazione alimentare.
  2. Per diffondere e sviluppare una “cultura della corretta alimentazione”, il Ministero della salute si avvia a realizzare una serie di campagne di comunicazione istituzionale indirizzate all’intera popolazione ma focalizzando l’attenzione soprattutto sui bambini.
  3. In accordo con il Ministero dell’istruzione, dell’università e ricerca sono previsti momenti formativi e informativi all’interno delle scuole medie anche attraverso la distribuzione di sei libretti contenenti le informazioni di base per una buona salute.
Nel caso specifico dei progetti comunicativi dove l’attenzione è rivolta all’obesità infantile, si tratta di intervenire su più livelli in quanto, non basta educare i ragazzi alla corretta alimentazione, ma è necessario contare sulla collaborazione della scuola a fornire indicazioni e strategie di comportamento e sulla disponibilità della famiglia a variare abitudini alimentari e stile di vita.
Per questo motivo, i messaggi delle campagne di informazione sono indirizzati verso due Target:
  • Le mamme con bambini 0-14 anni, perché tendono a trasmettere ai figli il loro personale rapporto con il cibo e, in qualità di responsabile acquisti, a condizionare le scelte alimentari della famiglia (target primario)
  • I bambini stessi e gli adolescenti, perché, influenzati dalla pubblicità e dominati dalle suggestioni del gruppo dei coetanei, tendono a seguire un’alimentazione disordinata (target secondario)
(Francesca Furiozzi – Redazione Ministerosalute.it - settembre/2002)