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Il portale informa - In primo piano - Obesità infantile - “Diamo i numeri”: le statistiche sull’eccesso di peso infantile in Italia


In Italia sono molti i bambini e gli adolescenti che lamentano un cattivo rapporto con la bilancia….
Il riscontro statistico non lascia dubbi: sovrappeso e obesità in età evolutiva non sono certo un fenomeno raro, considerando che nel nostro Paese nel 1999-2000 la percentuale di bambini ed adolescenti (per un campione di età compresa tra i 6 ed i 17 anni) in sovrappeso raggiunge circa il 20%, mentre è pari al 4% la quota degli obesi. Il problema interessa soprattutto la fascia di età 6-13 anni, e “predilige” i maschi rispetto alle coetanee del “gentil sesso”.

figura 1

Sono questi i primi interessanti risultati dell’indagine Multiscopo del 2000, condotta dall’Istituto Nazionale di Statistica (Istat), che riportano lo “stato dell’arte” del sovrappeso e dell’obesità infantile ed adolescenziale in Italia. Nell’indagine si è tenuto conto della classificazione dell’obesità infantile secondo gli standard internazionali proposti dall’International Obesity Task Force).
Come si può vedere nella fig.2, nel nostro Paese il “primato” di Regione con più alta presenza di bambini e adolescenti con eccesso di peso spetta alla Campania, col 36%, mentre sono più “in linea” i piccoli abitanti della Valle d’Aosta (14,3%). Osservando i dati, si nota come il problema dell’obesità infantile peggiori scendendo dal nord al sud del Paese.

figura 2Per ciò che concerne i principali fattori di rischio dell’eccesso di peso dei ragazzi con età compresa tra i 6 e i 17 anni, nell’analisi sono stati presi in considerazione la familiarità (sia nella sua componente genetica che in quella ambientale), la sedentarietà come stile di vita ed infine lo status socio–economico, ed in particolare il livello di istruzione della madre ed il giudizio sulle risorse economiche della famiglia.
Per quanto riguarda il primo fattore, è emerso che avere uno o più genitori con eccesso di peso comporta un maggior rischio per bambini e adolescenti di avere lo stesso problema. Più precisamente, dall’indagine Istat risulta che in presenza di entrambi i genitori in sovrappeso o obesi, la percentuale di ragazzi nella fascia di età esaminata che presentano lo stesso disturbo è di circa il 34%, mentre la quota scende al 18% se nessuno dei due genitori lamenta un eccesso di peso. La percentuale è di circa il 25% se a pesare troppo è solo la mamma (25,4%) o solo il papà (24,8%).
Inoltre, se in famiglia c’è almeno un adulto obeso, senza tener conto del grado di parentela, i bambini tra i 6 e i 13 anni con problemi di peso sono ben il 42,1%.

figura 3

Per quanto riguarda gli stili di vita, una delle maggiori cause di obesità e sovrappeso infantile è la sedentarietà, tanto che si tende sempre più a dare maggiore importanza al basso dispendio energetico conseguente ad una vita sedentaria, senza nessuna attività fisico-sportiva, rispetto all’assunzione di cibi molto calorici: sembra dunque sia peggio stare tutto il giorno in poltrona davanti alla televisione che mangiare tavolette di cioccolato!

figura 4

Considerando lo status socio-economico, ed in particolare il titolo di studio della madre, dai dati emerge che il rischio di obesità infantile è superiore nel caso in cui la madre ha la licenza elementare o nessun titolo di studio (25,9% di bambini e adolescenti con eccesso di peso) rispetto a quello in cui il titolo di studio della genitrice è una laurea o un diploma di scuola media superiore (22,5%). La percentuale di ragazzi obesi o in sovrappeso si attesta al 25,1% nel caso in cui la madre sia in possesso di una licenza di scuola media inferiore.

figura 5

Infine, sempre in tema di status socio-economico, se si osserva la fig.6 si evince come la percentuale dei ragazzi tra i 6 e i 17 anni di età con eccesso di peso sia del 26,6% nel caso in cui il giudizio sulle risorse economiche della famiglia è negativo, mentre scende al 23,1% se le disponibilità economiche familiari vengono considerate ottime o comunque adeguate.

figura 6(Cristina Giordani – Redazione Ministerosalute.it/settembre 2002)