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Il portale informa - In primo piano - Giovani e alcol - Alcol superstar nelle fiction televisive


televisione e alcoolE’ di scena in tv ogni 13 minuti, molto più spesso della sigaretta. Viene sorseggiato da personaggi che risultano quasi sempre simpatici allo spettatore, in un contesto di convivialità e piacere, che ispira benessere e concentrazione. E’ questa l’immagine dell’alcol trasmessa dai media e venuta fuori da un’ indagine condotta dall’Ossfad su film e telefilm andati in onda sulle principali reti televisive nazionali. Allo scopo di quantificare la promozione occulta del consumo di alcol nella programmazione dei palisensti televisivi.

Il “Grande fratello”, “Incantesimo”, “Beverly Hills”, sono alcuni dei programmi presi in esame dagli esperti dell’Osservatorio nell’arco di cinque settimane comprese tra il primo maggio 2000 e il 30 gennaio 2001 trasmessi dalle tre reti Rai (Rai 1, Rai 2, Rai 3), dalle tre reti Mediaset (Canale 5, Retequattro, Italia 1) e da Telemontecarlo. Per un totale di circa tre mila ore di tv in un intervallo temporale compreso tra le 11.00 e le 23.00

Tabella 1 - Periodi di osservazione e totale ore monitorate per emittenti


Periodi di osservazione Emittenti
  Rai Mediaset Telemontecarlo
2-8 maggio 2000 28,51 77,05 40,55
21-27 agosto 2000 130,04 134,29 55,20
16-22 ottobre 2000 47,15 105,38 56,45
25-31 dicembre 2000 70,37 115,09 61,10
21-27 gennaio 2001* 7,25 8,00 1,45

(*) Sono stati esclusi dal monitoraggio i film


Tabella 2 - Frequenza media* degli atti-alcol per emittente


Emittenti Frequenza atti-alcol
Tutte le emittenti 1/13 min
Totale Rai 1/14 min
Rai 1 1/11 min
Rai 2 1/18 min
Rai 3 1/13 min
Totale Mediaset 1/14 min
Canale 5 1/16 min
Italia 1 1/16 min
Retequattro 1/11 min
TMC 1/12 min

(*) Numero delle azioni in cui sono presenti bevande alcoliche in rapporto alla durata del programma

Il primo elemento fotografato è stato la media degli atti-alcol: 1 ogni 13 minuti. Una frequenza omogenea tra i vari poli e generi televisivi, ma doppia rispetto a quella degli atti-fumo, 1 ogni 26 minuti. Guardando poi al contesto in cui vino, birra e altre bevande alcoliche vengono consumate in televisione, si evince che l’alcol, a differenza del fumo, non viene quasi mai associato al concetto di droga o comunque a quello di sostanza nociva alla salute. Bicchieri e bottiglie sono presenti infatti in contesti amicali, di festa e convivialità, mentre in altri casi la fiction suggerisce addirittura che l’alcol favorisce la concentrazione e solleva dall’ansia e dalla depressione. La trasmissione “Il Grande fratello”, in particolare, che ha avuto un grande seguito tra i giovani con punte di ascolto di otto milioni di spettatori, ha confermato la tendenza giovanile a concentrare i consumi secondo modalità di “binge drinking” , di bere cioè per ubriacarsi, con concentrazioni di cinque o più drink di seguito.

Tabella 3 - Atti-alcol: il contesto


Contesto n. atti-alcol
Convivialità 2601
Concentrazione 498
Ansia 386
Depressione 289
Attesa 167
Successo 156
Seduzione 68
Sconfitta 19
Altro 1
Totale 4198


Per quanto concerne il sesso dei personaggi che bevono, è stato notato che più del doppio degli atti-alcool è attribuibile a uomini (2.913 contro i 1.190 delle donne), una stima che rispecchia fedelmente i dati registrati nella popolazione generale. Anche la personalità di chi beve nella fiction riflette il senso comune. Essa cioè è quasi sempre estremamente positiva, anche quando il ruolo del personaggio è perdente. Un’ambivalenza questa (personalità positiva - ruolo perdente) che viene ampiamente sfruttata dai responsabili dei palinsesti, se si pensa che le emozioni dello spettatore, e quindi le sue simpatie, sono catturate in genere proprio dagli “sfortunati”. D’altronde, però, è in questa ambiguità di interpretazione che risiede l’incapacità, dichiarata dagli stessi giovani, di riuscire a discernere tra uso e abuso. Il bere, per di più, è addirittura proposto alla guida degli autoveicoli.

Tabella 4 - Atti-alcol: la personalità


Personalità n. atti-alcol
Positiva 2491
Negativa 638
Perdente 564
Vincente 83
Vittima 62
Eroe 7
Altro 353
Totale 4198


Tabella 5 - Atti-alcol: il luogo


Luogo n. atti-alcol
Locali pubblici 1911
Casa 1569
All'aperto 449
Lavoro 103
Auto 50
Ospedale 1
Altro 115
Totale 4198

I ricercatori dell’Ossfad hanno evidenziato infine due elementi particolarmente gravi che, a detta degli stessi autori dell’indagine, dovrebbero funzionare da campanelli d’allarme per i responsabili della programmazione televisiva. Innanzitutto il fatto che la fiction abbina spesso l’atto-fumo all’atto-alcol, il che “normalizza” le due azioni, presentandole come innocue abitudini di vita. Il secondo fatto è stato riscontrato in un’elevata frequenza di atti-alcol nei periodi in cui le scuole erano chiuse e l’accessibilità alla televisione per i giovani e per i bambini in particolare, spettatori più vulnerabili, era perciò maggiore. Ciò si è verificato nella settimana di agosto con 1.553 azioni su 53 ore monitorate, in quella di gennaio quando le azioni sono state 57 su 17 ore complessive e nella settimana di dicembre con 19 film di animazione per una durata complessiva di 25 ore e 55 minuti. In sei di questi film sono state compiuti 58 atti-alcol al ritmo di 1 atto ogni 27 minuti. Il record è stato registrato nel film “Duffy” che, trasmesso su Tmc il 31 dicembre 2000 alle ore 19.00, ha presentato una frequenza media di 1 atto ogni 4 minuti.

Fonte: Ufficio Stampa - Istituto Superiore di Sanità

 (Redazione Ministerosalute.it - giugno 2003)