Stress legato all’attività lavorativa

Lo stress legato al lavoro rappresenta la seconda malattia professionale più diffusa nell’Unione europea dopo il mal di schiena. In Europa ne è affetto un lavoratore su quattro; le donne risultano essere più colpite, ma per entrambi i sessi lo stress può rappresentare un problema in tutti i settori e a tutti i livelli di organizzazione.
Lo stress legato all’attività lavorativa può essere provocato da rischi psicosociali, quali la progettazione, l’organizzazione e la gestione del lavoro, nonché da problemi come le vessazioni e la violenza sul lavoro, ma anche da rischi fisici come la rumorosità e la temperatura.
L’Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul lavoro ha recentemente pubblicato una
relazione che descrive una serie di programmi e misure finalizzate alla prevenzione dei sintomi legati allo stress in ambito lavorativo.
I costi umani sono rilevanti: si stima che le malattie cardiovascolari nell’UE siano dovute, per il 16% negli uomini e per il 22% nelle donne, allo stress legato all’attività lavorativa.
Anche i costi economici sono ingenti: dal 50% al 60% dell’assenteismo, ad esempio, è riconducibile allo stress nell’ambiente di lavoro. Associato ai costi sanitari connessi, il conto annuale complessivo per l’UE è stimato pari a circa 20 miliardi di euro, senza considerare la perdita di produttività.
Il mondo del lavoro, inoltre, è in continuo mutamento, l’aumento dell’insicurezza del posto di lavoro risulta essere un ulteriore elemento di stress e ciò rappresenta una delle principali sfide per la salute e la sicurezza che le aziende si trovano a dover affrontare.