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Il portale informa - In primo piano - Celiachia e carenza di iodio, più tutela e prevenzione

Ll’esperienza dell’Alto Adige nella prevenzione del gozzo endemico e delle malattie da carenza iodica

Il gozzo in Alto Adige risulta presente da molti anni e la comparsa di questa affezione si perde nella notte dei tempi. Attraverso reperti artistici riferiti alle arti figurative e presenti nelle chiese e castelli della nostra Provincia è possibile ritrovare nelle raffigurazioni, personaggi con gozzo più o meno evidente. In una cariatide in marmo appartenente alla Chiesa Parrocchiale del Duomo di Bolzano, databile alla fine del 1300 e conservata presso il Museo Civico di Bolzano, è rilevabile a prima vista un gozzo multinodulare di notevoli dimensioni.

Il gozzo (cioè qualsiasi ingrossamento della ghiandola tiroide indipendentemente dal suo stato funzionale).viene definito endemico quando interessa un certo numero di persone che abitano in un’area circoscritta, in particolare quando esso supera nella popolazione infantile frequentante la scuola dell’obbligo il 5% o nella popolazione adulta il 30% (O.M.S.). Nella sua forma endemica il gozzo si può osservare in tutte le età, in ambedue i sessi con prevalenza in quello femminile. Il gozzo endemico si ritrova in quasi tutto il mondo ed è diffuso anche in Italia ove quasi tutte le regioni sembrano essere interessate da questa patologia con incidenza più o meno variabile. Le cause di gozzo possono essere molteplici ma quella principale è la carenza iodica. La nostra Provincia sotto il profilo idrogeologico risulta zona povera di iodio. Questo dato è stato confermato dal dosaggio di questo elemento nelle acque di superficie dopo accurate analisi da parte del Laboratorio Chimico Provinciale, Sezione acqua. Tali dati evidenziano che il contenuto medio di iodio nelle acque risulta più ridotto nella zona cristallina al nord ed aumenta poi nella sedimentaria e in quella vulcanica porfido-quarzifera a sud. Mediante l’analisi del contenuto di iodio eliminato con le urine (ioduria) si documenta lo stato di carenza iodica, poiché questo elemento, se in eccesso viene eliminato dall’organismo con le urine e se in difetto in esse risulta scarso.

Come prevenire la carenza iodica? Il metodo più diffuso per aumentare l’apporto di iodio nell’organismo è quello con il sale da cucina (NaCl). L’aggiunta dello iodio al sale viene eseguita artificialmente in concentrazioni variabili adatte al fabbisogno della ghiandola tiroide. Il sale iodato attualmente in commercio presenta una concentrazione di iodio fino a 30 mg/Kg (in base al D.M. nr. 255 dell’1.8.1990). Fin dal 1981 è in corso in Alto Adige una iodoprofilassi volontaria mediante sale iodinato.

Nel tempo, per pilotare la iodioprofilassi che non può essere abbandonata a sé stessa ma va stimolata o rallentata in base ai risultati ottenuti sono state eseguite:

  1. Grandi indagini epidemiologiche ogni 10 anni di iodoprofilassi, iniziando dal 1982, nel 1991 e nel 2001 su un campione statisticamente significativo dei bambini della scuola dell’obbligo per valutare : la prevalenza del gozzo, la ioduria, la funzionalità e la autoimmunità tiroidea, il consumo di sale iodinato, la concentrazione di iodio nel sale da alimentazione.

  2. Piccole indagini epidemiologiche da eseguire ogni 5 anni di iodoprofilassi, rispettivamente nel 1997 mentre la prossima è prevista per questo anno, su un campione più piccolo in cui si valuta: la ioduria, il consumo di sale iodinato, la concentrazione di iodio nel sale alimentare.

Per organizzare la iodoprofilassi è stato istituito un supporto legislativo con l’inserimento del sale iodinato nelle tabelle merceologiche della Provincia ed è stata istituita una Commissione per l’Attuazione del Progetto per la Prevenzione del Gozzo Endemico in Alto Adige. Le Organizzazioni coinvolte nella iodoprofilassi in Alto Adige sono:

  • l’Assessorato alla Sanità ed al Servizio Sociale con la Ripart. 23 (Ufficio Distretti Sanitari, Osservatorio Epidemiologico, Ufficio Igiene e Salute Pubblica) e la Ripart. 29 (Agenzia per la Protezione dell’Ambiente, Sezione Analisi acqua)
  • Medicina Nucleare della A.S. di Bolzano,
  • Reparto II Medicina della A.S. di Bolzano,
  • Aziende Sanitarie della Provincia di Bolzano,
  • Principali Produttori e Distributori di prodotti alimentari e farmaceutici.

Analizzando in dettaglio gli effetti della iodoprofilassi in Alto Adige si rilevano i seguenti risultati:

  • GOZZO La prevalenza del gozzo nel 1982 (valutata con metodo palpatorio su 3109 bambini della scuola dell’obbligo viventi in Alto Adige) era del 25,5 % del grado 1A (Class. WHO) e del 23,6 del grado 1B-3, nel 1991 (su 1046 bambini della stessa età del campione precedente e valutata con metodo palpatorio ed ecografico) la prevalenza era del 15,8 % del grado 1A e del 1,6 % del grado 1B-3. Nel 2001 (su 912 bambini e valutata con metodo palpatorio ed ecografico) era del 13 % del grado 1A e del 1,5 % del grado 1B-3.
  • IODURIA nel 1982 (misurata con metodo colorimetrico) presentava in Alto Adige un valore medio di 10,2 ± 8,0 µgI/l (49 campioni) mentre era di 39,6 ± 17,0 µgI/l nella città di Padova (19 campioni) presa come confronto. Nel 1990 in Provincia di Bolzano è arrivata a 137,1 ± 104,7 µgI/l (su 917 campioni, con metodo ICP-MS) e a Padova 182,6 ± 131,7 µgI/l (18 campioni). Nel 1997 in Alto Adige era 177,2 ± 97,9 µgI/l (189 campioni) ed a Padova 133,3 ± 83,8 µgI/l (15 campioni). Nel 2001 in Provincia di Bolzano era 263,5 ± 73,6 µgI/l (908 campioni) ed a Padova 174,8 ± 67,9 µgI/l (39 campioni). La mediana della ioduria in Alto Adige era 230 µgI/l.
  • IPOTIROIDISMO CONGENITO Nel 1981 in Provincia di Bolzano su 5170 neonati controllati per l’Ipotiroidismo Congenito ci sono stati 3 richiami e due diagnosi di I.C., nel 1991 su 5245 neonati 43 richiami e 0 diagnosi di I.C., nel 2001 su 5585 neonati ci sono stati 75 richiami e 0 diagnosi di I.C..
  • FUNZIONALITA’ TIROIDEA L’incidenza degli ipertiroidismi (adenomi tossici e Graves) prima della iodoprofilassi era inferiore all’ 1,4 %, poco dopo l’inizio della iodoprofilassi gli adenomi tossici sono saliti al 3,4 %, ritornando e stabilizzandosi successivamente intorno al 2 % mentre i Graves non hanno superato l’ 1 %. Intorno al 1994 si è registrato un aumento delle forme di ipertiroidismo da adenoma con un picco fino al 12 % nel 1997 e poi una progressiva diminuzione fino al 3,2 % nel 2001. Comportamento simile anche per i Graves fino ad un massimo del 6 % nel 1996 e poi progressiva riduzione al di sotto dell’1 % dal 2000.
  • AUTOIMMUNITA’ TIROIDEA E’ stata valutata anche la risposta anticorpale antitiroide nel tempo. La percentuale di positività globale (Ab MIC-TPO; AbhTg; maschi e femmine) di anticorpi antitiroide è risultata nel 1978 del 9,4 %, nel 1979 del 3,6 %, nel 1980 del 11,4 %, nel 1981 del 10 %, nel 1884 del 24,6 % (da quel momento sono stati valutati anche i TS Ab), nel 1985 del 9,9 %, nel 1986 del 18,9 %, nel 1987 del 24,6 %, nel 1991 del 23,3 %, nel 2001 del 19,4 %.
  • TUMORI TIROIDEI (dati anatomo-patologici ottenuti presso la A.S. di Bolzano) Variazione del tipo istologico del tumore tiroideo da follicolare (più aggressivo) a papillare (meno aggressivo).

Dall’analisi dei dati emerge, come effetto della iodoprofilassi:

  • una netta riduzione della prevalenza del gozzo
  • un netto aumento della ioduria
  • un aumento del numero di richiami (TSH elevato) nello screening dell’Ipotiroidismo Congenito
  • una riduzione dei casi di Ipotiroidismo Congenito
  • un lieve aumento della risposta anticorpale antitiroide (tiroiditi)
  • un modesto aumento delle patologie tiroidee iperfunzionanti (adenomi tossici) che però sembra ridursi nell’ultimo periodo di osservazione. La iodoprofilassi sembra avere un’influenza sulla comparsa anticipata di ipertiroidismi in soggetti predisposti.
  • In caso di comparsa di tumori tiroidei, la iodoprofilassi predispone a forme papillari meno aggressive rispetto a forme follicolari più aggressive.

Dai dati sopra riportati appare evidente che l’utilizzo alimentare del sale iodurato o iodato porta alla scomparsa del gozzo endemico. E’ necessario pertanto che tutte le persone (adulti e bambini) utilizzino in modo regolare tale sale, che sotto il profilo medico impedisce l’insorgenza del gozzo e ne rallenta la crescita nei soggetti adulti in cui esso è presente.

La prevenzione con sale iodato e l’utilizzo di questo in modo continuativo si riflette sul piano dei costi della salute in modo molto significativo in quanto riduce l’uso di farmaci e nei casi che arrivano ad un notevole ingrossamento ghiandolare, l’intervento chirurgico con la relativa degenza ospedaliera. L’utilizzo alimentare di questo prodotto in occasione di gravidanza incide favorevolmente sulla regolare crescita del bambino e limita quindi le possibilità di handicap neurologici che dalla nascita in poi dipendono in modo più o meno significativo dall’Assistenza Sanitaria pubblica. Però nonostante i buoni risultati ottenuti nella battaglia contro il gozzo, la iodoprofilassi va continuata poiché è possibile un ritorno della endemia gozzigena.

Fonte: Intervento al convegno 3 marzo 2006 "celiachia e carenza iodica" - Fabrizio Franzellin Medicina Nucleare Azienda Sanitaria di Bolzano

(redazione ministerosalute.it - 3 marzo 2006)