Un opuscolo per evitare che l’alcol diventi un problema di salute. E’ questa l’iniziativa dell’OSSFAD, che attraverso alcuni semplici suggerimenti elaborati in collaborazione con la SIA, l’Associazione Italiana degli Alcolisti in Trattamento, e il Centro Alcologico Regionale della Toscana, intende contribuire a modificare l’atteggiamento di molti nei confronti del bere.
La prima parte dell’opuscolo fornisce informazioni derivate dalle attuali conoscenze scientifiche riguardanti gli effetti che il consumo di bevande alcoliche può esercitare sullo stato di salute. Il consumatore viene aiutato a contare i bicchieri che ingerisce, con tutte le possibili variazioni in coincidenza di occasioni particolari (feste, cene con amici ecc.) e a confrontare il proprio consumo con le quantità indicate, acquistando consapevolezza dei rischi che corre. Vengono elencate le condizioni in cui non è raccomandabile bere (ad esempio, se si è in gravidanza o se se ne è programmata una, se si soffre di una patologia acuta o cronica, se si ha meno di 16 anni e così via) e sfatati alcuni luoghi comuni (tipo: “l’alcol aiuta la digestione”: al contrario la rallenta e produce un alterato svuotamento dello stomaco; “le bevande alcoliche sono dissetanti”: al contrario, disidratano, in virtù del fatto che l’alcol richiede una maggior quantità di acqua per il suo metabolismo; o ancora “l’alcol aiuta a riprendersi da uno shock”: al contrario, provocando la dilatazione dei capillari, determina un diminuito afflusso di sangue al cervello).
La seconda parte propone un programma in sei punti per diminuire il consumo di bevande alcoliche o, se necessario, per smettere definitivamente di bere. Sei consigli che aiutano ad individuare le ragioni più efficaci per smettere, a stabilire una strategia, a riconoscere le situazioni a rischio, imparando ad affrontarle senza il bicchiere in mano, a chiedere l’aiuto di una persona con cui poter parlare con facilità in caso di bisogno (il medico, un amico, un collega di lavoro, un parente o i servizi di alcologia e le organizzazioni di volontariato presenti sul territorio).
Fonte: Istituto Superiore di sanità
(redazione ministerosalute.it - 23 aprile 2004)