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Il portale informa - In primo piano - Giornata mondiale della sanità/2 - Gli infortuni stradali nella regione europea dell’OMS


Il rapporto, intitolato "La prevenzione degli infortuni stradali: una prospettiva per la salute pubblica in Europa, (Preventing road traffic injury: a public health perspective for Europe)" analizza i principali fattori di rischio associati al traffico e il modo in cui colpiscono diversi paesi e gruppi di popolazione.

a) I gruppi di popolazione più colpiti

Secondo l’OMS Europa, i bambini e gli anziani sono i gruppi a più alto rischio di morte a seguito di incidenti stradali a causa della loro vulnerabilità: ogni anno 34.000 vittime delle strada sono bambini da zero a 14 anni e ultrasessantenni. Pedoni e ciclisti sono fortemente esposti al rischio di essere investiti da veicoli a motore e costituiscono il 33% delle vittime di incidenti stradali, corrispondente a circa 40.000 morti ogni anno. Turisti e lavoratori sono anch’essi categorie vulnerabili, in particolare nei paesi dell’Unione Europea.

  • Bambini
    Gli infortuni stradali sono la prima causa di morte per i bambini di età compresa fra 5 e 14 anni. Essi rappresentano il 5% di tutte le morti per incidenti stradali, corrispondente a circa 5.000 vittime l’anno. I bambini sono particolarmente a rischio fino all’età di 9-10 anni a causa della loro ridotta capacità di concentrazione, e sono specialmente vulnerabili in situazioni in cui il traffico motorizzato è pesante o veloce, quando la visibilità è limitata o quando l’attenzione del guidatore è distolta. Nella regione europea dell’OMS, i più alti tassi di mortalità per incidente stradale fra i bambini si registrano in Moldavia, Romania, Lettonia e nella Federazione Russa.
  • Anziani
    Gli ultrasessantenni sono vulnerabili agli infortuni stradali a causa della loro ridotta abilità di muoversi nel traffico e della loro fragilità fisica. Oltre 27.000 morti per incidenti stradali riguardano ogni anno questo gruppo di età. Ad esempio, i pedoni anziani costituiscono quasi la metà di tutti i pedoni che muoiono a causa di incidenti stradali negli stati europei membri dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo in Europa (OCSE). Poiché nel 2030 un quarto della popolazione di questi paesi avrà 65 anni o più, diviene imperativo identificare nuove strategie che tengano in considerazione i bisogni di mobilità e sicurezza degli anziani. Tali strategie includono la valutazione delle infrastrutture viarie, della fruibilità del trasporto pubblico, delle nuove tecnologie, del disegno dei veicoli e della legislazione.
  • Pedoni, ciclisti e motociclisti
    Queste categorie subiscono gli infortuni più gravi a seguito di incidenti stradali, riportando danni alla salute che perdurano nel tempo e richiedono maggiore assistenza. In media, nella regione europea dell’OMS pedoni e ciclisti ammontano a circa il 20% di coloro che sono coinvolti in incidenti stradali gravi, ma il loro rischio di morte o di infortunio è notevolmente maggiore rispetto agli utenti di autoveicoli.
  • Turisti
    Nell’Unione Europea, gli incidenti stradali sono la principale causa di morte per i turisti, che comporta oltre il 50% delle morti, il 20% dei ricoveri ospedalieri e il 30% dei ricorsi al pronto soccorso.
  • Lavoratori
    Gli incidenti stradali sono anche una causa importante di infortunio sul lavoro, che riguarda non solo chi guida per professione ma anche i pendolari. Ad esempio, nell’Unione Europea le morti per incidenti stradali sul lavoro ammontano a circa il 41% di tutti i decessi sul lavoro rilevati nel 1999.
  • Altri gruppi di popolazione
    Altre circostanze associate agli infortuni stradali contribuiscono ad accrescere ulteriormente il peso sui sistemi sanitari e sociali dei paesi.
    Nella sola Unione Europea si stima che circa 200.000 famiglie ogni anno siano afflitte dalla morte o invalidità permanente di almeno uno dei loro componenti.
    La mobilità dei cittadini e la loro capacità di condurre una vita fisicamente attiva andando in bicicletta, camminando o giocando all’aperto sono limitate da situazioni pericolose. L’inattività fisica è stata riconosciuta come uno fra i più importanti fattori di rischio per la salute. Si stima che fra 500.000 e un milione di morti l’anno siano attribuibili all’inattività fisica, corrispondenti al 5-10% di tutte le morti nella regione europea dell’OMS.
    Anche nei paesi ad alto reddito si osservano variazioni marcate fra le classi sociali rispetto ai tassi di infortunio dei pedoni: più si abbassa la classe sociale, maggiore è il rischio di infortunio fra i bambini. In particolare il rischio aumenta ulteriormente per i bambini che fanno parte di minoranze etniche.
    Secondo uno studio, circa un quinto degli infortunati in incidenti stradali riporta uno stress acuto, e un quarto mostra problemi mentali nel primo anno dall’incidente. A lungo termine i disturbi mentali includono principalmente variabilità dell’umore (circa il 10% dei casi), ansia fobica da viaggio (20%) e disturbi da stress post-traumatico (11%). Disturbi fobici da viaggio sono frequenti fra guidatori e passeggeri.

b) I paesi più colpiti

Fra i paesi dell’OMS Europa, la differenza tra il tasso minimo e massimo di mortalità per incidenti stradali arriva fino ad 11 volte. I tassi più alti si registrano in Lettonia, Lituania, Federazione Russa e Grecia, anche se i valori molto bassi rilevati in alcuni paesi dell’Europa sud-orientale e dell’Asia centrale riflettono più verosimilmente una insufficiente qualità dei dati piuttosto che alti livelli di sicurezza stradale. L’allargamento dell’Unione Europea nel 2004 potrebbe aumentare queste differenze già ampie se l’aumento dei volumi di traffico atteso non sarà accompagnato da politiche appropriate.

La stima delle morti per incidenti stradali nell’Unione Europea è di 40.000 per il 2001, con una differenza di circa 4 volte fra il tasso più alto ed il più basso. Nell’Unione Europea, gli incidenti stradali costituiscono il 97% di tutte le morti dovute al trasporto, oltre il 93% dei costi di tutti gli incidenti collegati al trasporto e sono la principale causa di morte e di ricovero sotto i 50 anni. Il tasso medio di mortalità nei paesi della Confederazioni degli Stati Indipendenti è circa 3 volte più alto di quello dei paesi scandinavi (Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia). Questa differenza è rimasta praticamente costante fra la metà e la fine degli anni ’90.

Nonostante le differenze fra i paesi, i tassi di mortalità per incidenti stradali sono in generale diminuiti. Dopo un rapido aumento della mortalità nella parte orientale della regione nei primi anni ’90, corrispondente all’improvvisa crescita del trasporto motorizzato, la diminuzione della mortalità verso la metà degli anni ’90 sembra essere dovuta ad una riduzione del trasporto sia di mezzi che di passeggeri piuttosto che all’attuazione di politiche ad ampio spettro di sicurezza stradale. Nella parte occidentale della regione, sebbene la mortalità collegata agli incidenti stradali abbia continuato a diminuire, il passo sembra essere rallentato negli ultimi anni, anche nei paesi che storicamente hanno sempre conseguito risultati molto buoni. L’apparente difficoltà nell’ulteriore riduzione del numero di decessi potrebbe indicare la necessità di sviluppare ed attuare nuove strategie di prevenzione.

Fonte: Ufficio Regionale per l’Europa - Centro Europeo Ambiente e Salute OMS

Data pubblicazione: 06 aprile 2004