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Il portale informa - In primo piano - Caldo e anziani: progetto per un'estate sicura - L'ondata di calore dell'estate 2003


L'estate 2003 è stata tra le più calde degli ultimi tre secoli. Le temperature ambientali massime di luglio ed agosto in molte città italiane si sono mantenute al di sopra dei 30 gradi. L'alta umidità ha aumentato la percezione di calore e quindi la sofferenza delle popolazioni. Altri Paesi europei, in particolare la Francia, hanno accusato le stesse sofferenze ambientali. A Ferragosto 2003 su incarico del Ministro della Salute Girolamo Sirchia l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha condotto un'indagine rapida su un possibile eccesso di mortalità attribuibile all'ondata di calore. I dati preliminari dello studio (settembre 2003), confrontando i deceduti nei mesi di giugno, luglio, agosto 2002 e quelli del 2003 in 21 città italiane capoluogo di Regione, hanno rilevato un forte aumento della mortalità. Si è trattato soprattutto di cittadini anziani, il 92% sopra i 75 anni, spesso soli, affetti da patologie croniche e di modesto livello sociale. Le città più coinvolte sono state Torino, Milano e Genova, ma anche Roma, L'Aquila e Bari hanno avuto un eccesso di mortalità superiore al 25%. Molte Regioni hanno offerto una risposta d'emergenza a questa catastrofe e molti Comuni hanno attivato misure speciali per arginare il disagio.

Poco tempo dopo, nel novembre 2003, l'Istituto superiore di sanità ha reso noti i dati defnitivi dell'indagine, il cui periodo va dal 16 al 31 agosto 2003. In generale si confermano le prime valutazioni. I dati definitivi parlano di oltre 7600 morti in più tra gli anziani sopra i 65 anni di età (7.659 il dato esatto), con un incremento del 19,1 per cento rispetto al 2002. Nelle città capoluogo di Regione e Provincia autonoma si sono osservati, rispetto allo scorso anno, incrementi della mortalità generale nel complesso delle età tra il 1° giugno e il 31 agosto. Il fenomeno è stato più rilevante nelle città del Nord-Ovest (in particolare Torino, Genova e Milano), tra le persone di 75 anni e più e nel periodo che va da metà luglio a metà agosto. Non va peraltro trascurato l’eccesso di mortalità osservato in città come l’Aquila, che abitualmente gode di clima fresco.

L’aggiornamento ed il completamento dei dati, con la seconda metà del mese di agosto, ha portato ad evidenziare inoltre un incremento consistente di mortalità nelle città del Sud, come Bari. Potrebbe aver contribuito all’aumento un fenomeno già osservato e riportato nella letteratura scientifica a proposito degli studi epidemiologici sulle conseguenze delle ondate di calore: nelle città che hanno un clima abitualmente caldo (come le nostre città del Sud) gli effetti maggiori si osservano dopo una prolungata esposizione ad alte temperature.

Consulta il documento integrale con il , voluta dal Ministro della Salute Girolamo Sirchia e realizzata dal Dipartimento di epidemiologia dell’Istituto superiore di sanità.

(Redazione Ministerosalute.it - ultimo aggiornamento novembre 2003)

Data pubblicazione: 24 marzo 2004