L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha individuato i fattori di rischio per la salute, specie quella dei bambini, presenti nell’ambiente.
Alcuni, “di base”, sono presenti da sempre negli ambienti di vita; altri, definiti “moderni”, sono connessi alla realtà attuale; altri ancora, quelli “emergenti”, sono da collegare alla modifica delle condizioni ambientali causata, ad esempio, dalla riduzione della fascia dell’ozono. Tra tutti questi l’OMS ha rivolto particolare attenzione ai rischi ambientali che hanno una maggiore incidenza sulla salute dell’infanzia nelle varie aree del mondo
Per ciascuno di essi sono suggerite le soluzioni: riguardano le precauzioni che possono essere adottate quotidianamente a casa, a scuola e nella comunità, ma anche le azioni che i governi e le organizzazioni internazionali devono porsi come obiettivo per garantire all’infanzia un ambiente più sano ed evitare sofferenze e morti.
La scelta delle strategie e degli interventi, che possono avere un eccellente rapporto costo/efficacia, è strettamente correlata alla natura e alla gravità dei problemi in relazione ai diversi contesti locali.
Salubrità dell’acqua per usi domestici
La dotazione di acqua non contaminata da bere o per uso domestico potrebbe evitare la diffusione nell’infanzia di alcune malattie come la diarrea, seconda causa di morte infantile nel mondo con 1.3 milioni di decessi di bambini ogni anno, l’epatite A e E, il colera e la febbre tifoide. Anche la presenza di prodotti chimici nell’acqua rappresenta un potenziale rischio per la salute dei giovani, specie dove sono presenti forti concentrazioni di fluoro, piombo o arsenico.
Azioni efficaci:
Mancanza di impianti igienici
Una rete fognaria adeguata potrebbe evitare l’inquinamento fecale dell’ambiente e la conseguente diffusione di gravi malattie; nel mondo circa 2,4 miliardi di persone che vivono nelle periferie urbane o nelle zone rurali dei paesi in via di sviluppo non hanno accesso ad alcun tipo di infrastrutture igienico-sanitarie.
Azioni efficaci:
Inquinamento atmosferico
L’inquinamento atmosferico causa malattie respiratorie acute e croniche e rappresenta una grave minaccia per la salute dei bambini: circa 2 milioni di bambini sotto i 5 anni muoiono ogni anno per infezioni respiratorie acute. L’inquinamento nei locali chiusi può essere più dannoso di quello esterno per i bambini, costretti a respirare le emissioni tossiche (combustibili vari, fumo di sigaretta e agenti chimici contenuti nel mobilio e nei materiali da costruzione) che permangono nell’aria a causa di ambienti domestici ristretti e scarsamente ventilati. L’inquinamento atmosferico esterno, dovuto principalmente al traffico e alla produzione industriale, è presente in tutte le grandi città: si stima che circa ¼ della popolazione mondiale è esposta ad una concentrazione di sostanze chimiche pericolose.
Azioni efficaci
Vettori di malattie
Le malattie a trasmissione vettoriale (malaria, filariasi linfatica, schistosomiasi, encefalite giapponese, leishmaniosi, dengue) sono un serio e specifico rischio per la salute dei bambini poichè il loro sistema immunitario, non completamente sviluppato, non riesce a reagire all’agente infettante.
Azioni efficaci
Rischi chimici
Come conseguenza dell’aumentato uso di prodotti chimici, scaricati nell’ambiente dalle industrie e dal traffico e presenti anche negli alimenti, una pericolosa quantità di sostanze inquinanti è presente nelle case, scuole e campi da gioco. Circa 50.000 bambini di età compresa tra 0 e 14 anni muoiono ogni anno in conseguenza di questo particolare tipo di avvelenamento.
Sostanze pericolose e medicinali sono, inoltre, troppo spesso accessibili ai bambini e provocano avvelenamenti dovuti ad ingestione o contatto.
Azioni efficaci
Eventi traumatici non intenzionali (incidenti)
I traumi dovuti ad incidenti stradali, ad intossicazioni, cadute, ustioni e ad annegamenti hanno provocato, nel solo 2001 oltre 685.000 decessi tra i ragazzi al disotto dei 15 anni e rappresentano una delle prime 10 cause di morte per questa fascia d’età.
Azioni efficaci
(e.r/g.s - Redazione Ministerosalute.it - aprile 2003)