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L’incidenza dei tagli cesarei è oggetto di continua attenzione da parte del Ministero della salute, che ne ha fissato un valore di riferimento pari al 15-20%.
Nel nostro Paese, contrariamente a quanto auspicato e raccomandato dalle Istituzioni e dalle indicazioni professionali, nel corso degli anni si è assistito ad un aumento della frequenza relativa di tale procedura chirurgica, che ha raggiunto valori nettamente superiori a quanto rilevato in altri Paesi sviluppati, ponendoci così tra le nazioni a maggior frequenza di tagli cesarei. Nel triennio 1998-2000 si è, infatti, registrata una percentuale in lenta ma progressiva crescita, con valori annui pari rispettivamente a 31,4%, 32,9%, 33,2% di tutti i parti. L’aumento è dovuto principalmente ad alcune Regioni ad altissima frequenza di taglio cesareo, tra le quali la Campania (dato 2000 pari al 53%), la Sicilia (42,5%), la Puglia (40,6%), la Basilicata (40,8%). Lo studio realizzato dal Ministero della salute analizza in dettaglio le dimensioni e i possibili fattori causali di questo fenomeno. Consulta il documento nella sezione |