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Blue Tongue: istruzioni per l'uso 


La Blue Tongue in Italia da quando


Dall'agosto del 2000 una malattia denominata "Blue Tongue" o "febbre catarrale degli ovini", più comunemente conosciuta come "Lingua Blu", impegna fortemente il mondo della zootecnia, la veterinaria,  le amministrazioni e la politica.
Nel nostro Paese i primi casi si sono manifestati ad agosto del 2000 in Sardegna, probabilmente attraverso il trasporto di insetti infetti dal nord-Africa con la sabbia del deserto. A ottobre 2000 altri casi si sono manifestati in Sicilia e in Calabria. In Calabria l'infezione è stata introdotta, molto probabilmente, da animali importati dalla Sardegna in un periodo precedente la messa in evidenza della malattia nell'isola e da qui essa si è estesa al resto dell'Italia meridionale e centrale. Dalla Sardegna l'infezione si è diffusa, inoltre, in Toscana e nel Lazio.


La Blue Tongue e l'uomo


La Blue Tongue non è una zoonosi. Essa, pertanto, non è trasmissibile all'uomo, né direttamente o tramite insetti, né attraverso l'alimentazione con carni, latte o formaggi derivanti da animali ammalati. Le carni, il latte e i formaggi in commercio sono pertanto sicuri.


Il virus e il contagio



Il virus della Blue Tongue è trasmesso da insetti molto piccoli, i Culicoides, che pungono gli animali per cibarsi del loro sangue.
Sia che la malattia arrivi in una zona attraverso gli insetti infetti, sia che vi arrivi con animali infetti, i culicoidi locali si infettano e poi, a loro volta, infettano altri animali, e così via.
Il virus ha fatto nei secoli un lungo viaggio tra i continenti: i primi casi furono segnalati in Sud Africa fra il 1652 e il 1870, quando vennero immesse pecore di razza Merinos ed altre razze europee. Dalla metà alla fine del Novecento si è diffusa mano, mano nel Mediterraneo Orientale, in Grecia, nella Penisola Iberica ed infine, ai Balcani e lungo le sponde sud e nord del Mediterraneo occidentale. Del virus della "Blue Tongue" sono conosciuti 24 diversi sierotipi. Un animale che si infetta con un sierotipo è immune nei confronti di quel sierotipo, ma resta recettivo nei confronti degli altri.


Quali animali si ammalano

Il virus infetta, oltre agli ovi-caprini, che si ammalano, anche i bovini e alcuni ruminanti selvatici. Gli ovi-caprini si ammalano e possono morire. Gli animali che sopravvivono alla fase acuta della malattia; possono, però, andare in contro ad un lento processo di deperimento con esito spesso infausto e perdite notevoli di produzioni. I bovini invece, salvo rarissimi casi, non si ammalano. Essi, tuttavia, possono infettarsi, cioè albergare nel sangue il virus per un periodo piuttosto prolungato, almeno 60 giorni, durante il quale lo possono cedere ai Culicoides che li pungessero. Gli insetti, quindi, una volta infettatisi anche loro, trasmettono il virus a nuovi animali tramite la puntura.



Come si ammalano gli animali

La Blue Tongue è una malattia diffusiva, ma non è contagiosa: non viene trasmessa da un animale malato direttamente ad un capo sano. Perché un animale si ammali deve intervenire l'insetto vettore. In altre parole un animale sano che vive a contatto con uno malato non si ammala neppure se beve nello stesso abbeveratoio e si alimenta nella stessa mangiatoia. La diffusione è provocata da insetti vettori, cioè trasportatori, che si chiamano Culicoides. I Culicoides succhiano il sangue di animali infetti e diffondono l'infezione a quelli sani. La diffusione di questa malattia, quindi, dipende dalla velocità con cui si spostano gli insetti vettori che albergano il virus e dalla loro numerosità nell'ambiente.
I bovini possono fungere da serbatoio del morbo. In questi ruminanti l'infezione c'è, ma quasi sempre senza alcun sintomo evidente. Quando però il virus è presente nel loro sangue e sono punti dagli insetti vettori, questi ultimi possono pungere altri animali ed infettarli. È per questa ragione che, non solo gli ovini, ma anche i bovini, da territori infetti non possono essere spostati in regioni dove non è presente la Blue Tongue e se si vuole bloccare la diffusione dell'infezione si devono immunizzare, oltre agli ovini ed i caprini, anche i bovini.


Quando si ammalano gli animali

È una malattia stagionale (nel periodo estivo - autunnale). Gli insetti vettori della malattia, infatti, con il sopraggiungere del freddo, diminuiscono e cessano la loro attività, per riprenderla con i primi caldi l'anno successivo.
 

I sintomi della malattia

Le manifestazioni cliniche possono avere varie forme. Si va da quelle più vistose, che sono le più frequenti negli ovini, a quelle in cui non si osserva alcun sintomo, come già detto per i bovini.
Negli ovini la febbre alta, fino a 42° C, è il primo sintomo che compare e dura in genere una settimana. Il virus colpisce anche l'apparato boccale degli animali e impedisce loro di nutrirsi, e quindi si osserva una rapida perdita di peso, inappetenza e depressione. Le labbra sono arrossate così come la lingua e le gengive e, in un secondo tempo, possono diventare cianotiche e presentare delle erosioni su tutta la superficie.
 
A questo punto possono comparire le caratteristiche lesioni che hanno dato il nome lingua blu alla malattia e cioè la lingua diventa tumefatta e cianotica e acquisisce una colorazione bluastra. La testa dell'animale appare tumefatta e dalle narici può fuoriuscire uno scolo nasale. Anche gli arti vengono colpiti, in particolare quelli posteriori (si osserva nella pecora malata una pronunciata zoppia). Le lesioni tendono ad aggravarsi e l'animale può morire per le imponenti emorragie causate dal virus o per complicazioni batteriche.
La mortalità varia dal 2% al 50% ed oltre dell'effettivo aziendale, in base alla razza, alle condizioni degli animali (stato generale, età, alimentazione, corretta gestione aziendale) ed al sierotipo virale coinvolto.


Non esiste una cura efficace

Per gli animali che si ammalano non esiste nessuna terapia efficace. Possono essere prese alcune precauzioni per proteggere, per quanto possibile, gli altri animali dell'allevamento. É importante però, nelle zone infette e in quelle dove vi è il rischio che la malattia possa diffondersi, prevenire la Blue Tongue vaccinando gli animali.
Al primo sintomo o sospetto della presenza della "Lingua Blu" inoltre bisogna immediatamente fare la denuncia al servizio veterinario della competente Azienda USL. Questo si attiverà, con la massima urgenza, perché siano messe in atto tutte le misure di profilassi e controllo della malattia previste dalla legislazione vigente.


Igiene dell'allevamento e del terreno circostante

L'igiene d'allevamento è una delle prime misure di profilassi che possono avere un effetto nel ridurre la densità dei vettori. Infatti, Culicoides imicola, il principale vettore dell'infezione nel nostro Paese, necessita per riprodursi di terreni, anche di piccole dimensioni, umidi e ricchi di materiale organico. Le raccolte d'acqua (stagni, laghi, paludi, ecc.), a differenza delle zanzare, non rappresentano un ottimo luogo per la riproduzione di questi insetti, in quanto la larva non è capace di galleggiare in acqua ma annega. Questi insetti preferiscono il terreno umido e fangoso posto ai margini delle raccolte d'acqua. Le piccole pozze di acqua, infatti, con residui di letame e di altro materiale sono un ottimo luogo per la riproduzione di tali insetti. E' ovvio, quindi, che dove, per le condizioni strutturali dell'allevamento, sia possibile mantenere il terreno e le superfici il più possibili asciutte e dove materiale organico, quale il letame, non è accessibile agli insetti, la loro densità si riduce più o meno sensibilmente.


La lotta all'insetto che trasmette il virus della malattia

Per quanto riguarda la lotta a questi insetti attraverso l'utilizzo di insetticidi, occorre subito chiarire che non esistono prodotti con attività testimoniata e certificata contro i Culicoides. In altre parole, ad oggi, se una persona si reca in una farmacia veterinaria e cerca un insetticida in cui vi sia scritto "efficace nei confronti dei culicoidi", non lo trova. Questo non perché i Culicoides siano di per sé resistenti agli insetticidi, ma perché, sia gli adulti che le larve, sono difficilmente aggredibili in modo significativo nell'ambiente. L'utilizzo nell'ambiente degli insetticidi consentiti per legge (di solito piretroidi naturali o di sintesi), se da una parte può determinare una riduzione temporanea degli insetti in genere, e quindi anche dei culicoidi, non è grado di prevenire in modo significativo l'infezione e la trasmissione del virus, ed inoltre, per gli effetti negativi sull'ambiente e sugli alimenti (ad esempio, possibili residui nel latte), deve essere attentamente valutato con il servizio veterinario. Anche l'utilizzo di sostanze insetticide repellenti da spargere direttamente sugli animali deve essere attentamente valutato e non è considerato un sistema di prevenzione di provata durata ed efficacia certa. Anche metodi di lotta biologica a questi insetti attraverso l'utilizzo di batteri patogeni per gli insetti ed innocui per i vertebrati, quali ad esempio il Bacillus thuringiensis, si sono dimostrasti sino ad oggi del tutto inefficaci.


I Culicoides colpiscono di notte

I Culicoides sono inattivi durante il giorno, mentre cominciano ad andare in cerca del pasto di sangue circa un'ora prima del tramonto, fino alle prime luci del mattino successivo. Dove la presenza di strutture aziendali lo consentisse sarebbe quindi opportuno ricoverare gli animali durante la notte in locali il più possibile chiusi. Un totale isolamento della struttura dall'ingresso dei culicoidi può essere ottenuta unicamente dotando di opportune zanzariere tutte le aperture delle stalle. Le zanzariere, però, per essere efficaci, devono avere delle maglie molto più fitte (massimo 1 millimetro) di quelle utilizzate normalmente per le zanzare, e ciò può determinare, in alcune strutture, problemi nella ventilazione e nel ricambio dell'aria, soprattutto in estate.




Il vaccino e l'obbligatorietà

La Blue Tongue è una malattia virale per la quale dunque non esistono terapie efficaci. Nelle zone infette l'unico rimedio per non fare ammalare gli ovini è vaccinarli.
 
In Sardegna ad esempio, dopo la vaccinazione effettuata tra gennaio e aprile 2002, sono morti o sono stati abbattuti 9 animali in tutto, mentre nei due anni precedenti, quando ancora la vaccinazione non era stata fatta, erano morti o erano stati abbattuti, nel 2000, 260.856 animali, e nel 2001, 232.771 animali.
 
La vaccinazione dei bovini è, inoltre, l'unico rimedio per impedire che questi animali si infettino e che, quindi, rappresentino una nuova fonte di infezione per gli altri animali presenti nel medesimo territorio. Vaccinando i bovini è possibile pertanto diminuire la circolazione del virus nel territorio e di conseguenza ridurre le aree infette ed impedire che nuovi territori siano infettati.
 
Nel dicembre 2003, grazie all'intensa attività fatta in Italia da quando è comparsa la Blue Tongue, sono state modificate le norme internazionali ed europee che regolano il controllo della malattia ed il Ministero della Salute ha potuto emanare un provvedimento che permette di movimentare gli animali vaccinati anche dalle zone infette, perché è stato riconosciuto dagli esperti internazionali che gli animali vaccinati non solo non si ammalano (ovi-caprini), ma non rappresentano più un rischio significativo per la diffusione dell'infezione anche verso territori indenni. Oggi infatti gli animali vaccinati possono essere movimentati anche dalle zone infette, a condizione che in quei territori sia stato completato correttamente il piano di vaccinazione predisposto dal Ministero della Salute. Nei territori che, invece, non hanno completato correttamente il piano di vaccinazione, per spostare gli animali da vita è necessario che la circolazione virale sia cessata da almeno da 60 giorni. Tali misure vengono poste in atto, chiaramente, per tutelare e garantire i territori indenni che ricevono gli animali provenienti da aree infette.
In Sardegna, Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia, Molise, Abruzzo, Campania, Lazio, Umbria, parte della Toscana, delle Marche, in Provincia di La Spezia ed in alcuni Comuni dell'Appenino Tosco-emiliano,la vaccinazione degli ovicaprini e i bovini è obbligatoria.


Che vaccino e come

L'unico vaccino oggi disponibile è un vaccino vivo attenuato. È un prodotto simile al vaccino del morbillo o della polio, con il quale si immunizzano i bambini. Contiene quindi il virus ancora vivo ma con potere patogeno notevolmente ridotto. Il vaccino, una volta iniettato nell'animale, si replica e stimola la reazione immunitaria dell'organismo inducendo, quindi, l'immunità che protegge l'animale dalla malattia. Dal momento in cui si fa il vaccino, per ottenere l'immunità dell'animale si devono attendere circa 30 giorni.
Nel mondo esistono 24 diversi sierotipi del virus della Blue Tongue, e per proteggere gli animali è necessario utilizzare il vaccino prodotto con il sierotipo o i sierotipi presenti nel territorio. In Italia sono presenti 4 sierotipi( il 2, 4. 9 e il 16) che però sono distribuiti in modo diverso nelle varie Regioni.
Come per ogni altro vaccino, anche ad uso umano, la vaccinazione nei confronti della "Lingua Blu" può procurare in alcuni casi effetti indesiderati. Quindi, per evitare il più possibile complicazioni, bisogna attenersi scrupolosamente alle precauzioni ed alle avvertenze d'uso e vaccinare solo gli animali in buone condizioni di salute.
A seguito della vaccinazione si può avere un certo rialzo febbrile che, di norma dura 7-10 giorni, durante i quali è bene non sottoporre gli animali a stress, alla luce diretta del sole ed altri fattori debilitanti.
Inoltre il vaccino non deve essere somministrato in animali gravidi nella prima metà della gravidanza, perché potrebbe determinare, in un certo numero di casi, aborti e/o malformazioni fetali.
Se, dopo la vaccinazione, si osservano effetti indesiderati, bisogna immediatamente chiamare il Servizio Veterinario della Unità Sanitaria Locale, in modo da accertare se tali effetti possono essere dovuti al vaccino oppure ad altre cause.
 Rispetto all'ipotesi che la che la somministrazione del vaccino negli animali possa influire sulla quantità del latte prodotto, sono stati eseguiti diversi studi, sia su bovini che ovi-caprini, che non hanno evidenziato diminuzioni significative, se non per pochi giorni, nella produzione del latte. L'indicazione che la vaccinazione nei confronti della Blue Tongue non determina un calo generalizzato della produzione lattea è confermata anche dai dati delle produzioni registrate nel 2002 da parte delle Associazioni degli allevatori.


Chi produce il vaccino

Il Ministero della Salute richiede all'Unione Europea il numero di dosi di vaccino necessarie all'espletamento della campagna di vaccinazione. In caso di necessità richiede all'Unione Europea l'autorizzazione all'acquisto diretto, anticipandone in tal caso le spese, successivamente rimborsate dall'Unione Europea.
A livello nazionale, lo stoccaggio e la distribuzione del vaccino è affidata al Centro di Referenza per le Malattie Esotiche (CeSME), a livello Regionale e locale agli Istituti Zooprofilattici Sperimentali ed alle Aziende Unità Sanitarie Locali competenti per territorio. In ogni caso, dalla richiesta fino all'utilizzo del vaccino viene garantita la catena del freddo per l'ottimale conservazione delle dosi vaccinali. Il vaccino utilizzato per il controllo della Blue Tongue è un vaccino vivo attenuato, mono o polivalente prodotto nella Repubblica del Sud Africa da Onderstepoort Biological Products (OBP), Onderstepoort, RSA.
Il vaccino prodotto da OBP è utilizzato in Sud Africa da oltre 45 anni per proteggere dalla febbre catarrale in oltre 10 milioni di capi ovini di razza Merinos presenti nel Paese. La febbre catarrale ha in Sud Africa notevole rilevanza economica in quanto gli animali colpiti producono lana fragile non utilizzabile dall'industria.
Il vaccino è utilizzato in Medio Oriente, incluso Israele. In quest'ultimo paese è in uso un vaccino pentavalente sempre prodotto da OBP.
All'inizio del 2000, oltre che in Italia, il vaccino OBP è stato utilizzato in Corsica e nelle Isole Baleari a seguito di focolai di malattia. Nelle Isole Baleari la tempestività e completezza della campagna vaccinale hanno portato alla totale eliminazione della circolazione virale nelle Isole.