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Non si può pensare alla sanità umana, senza collegarla al mondo animale. Le malattie degli animali, infatti, possono incidere significativamente sia sulla salute delle persone che sulle produzioni agro-alimentari. Alcune malattie degli animali da reddito, di affezione, degli animali selvatici che vivono in ambienti extra o intra urbani (es. tubercolosi, brucellosi, ornitosi, rabbia, tularemia, leptospirosi, parassitosi) possono incidere sulla salute in quanto si trasmettono direttamente all’uomo. In particolare, le patologie degli animali da reddito possono avere importanti conseguenze su alimentazione umana e su qualità e sanità dei prodotti di origine animale: direttamente per la possibile veicolazione di patogeni attraverso gli alimenti, indirettamente per gli eventuali trattamenti farmacologici sugli animali e per lo scadimento delle condizioni di benessere degli animali destinati alle produzioni. Altre patologie (es. afta, brucellosi, influenza aviare, ecc.) possono invece condizionare la produttività zootecnica in termini quantitativi fino ad assumere un rilievo nazionale. Per tutelare la salute dell’uomo attraverso un capillare lavoro sul mondo animale, è necessario garantire la salvaguardia del patrimonio zootecnico. Tale salvaguardia integra sanità e benessere animale ed ha l’obiettivo primario di realizzare un adeguato sistema di epidemiosorveglianza anche con strumenti tecnologici innovativi come l’anagrafe zootecnica. Pertanto, nuovi e più approfonditi controlli del bestiame, piani di sorveglianza ed eradicazione, aggiornati con le moderne scoperte di laboratorio, rappresentano un momento fondamentale che vede il lavoro congiunto della Commissione europea, del Ministero della salute, delle Regioni, degli Istituti di Zooprofilassi e delle Asl.
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